Anafora o epanadiplosi?

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Ferdinand Bardamu
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Anafora o epanadiplosi?

Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 11 ott 2013 13:47

Nella lingua colloquiale, càpita di sentire frasi come queste: «Vieni anche tu, vieni!», «Fammi finire il latte, fammi!», ecc.

Si tratta d’un modulo particolare, nel quale l’elemento ripetuto può essere soltanto il verbo al modo imperativo. Infatti, se fosse per esempio un oggetto tematizzato, la differenza d’intonazione lo farebbe interpretare come una semplice ripetizione, priva di legami col resto della frase, tant’è che nello scritto potrebbe essere separato da un punto esclamativo: «Il latte voglio! Il latte!».

Quale figura retorica potrebbe essere, quindi? Ho pensato a un’anafora, che è la ripetizione, in principio di proposizione, di una o piú parole collocate all’inizio della proposizione precedente. Ma quel secondo elemento non fa parte di un’altra proposizione; allora, mi sembra piú acconcio parlare di epanadiplosi, cioè della figura retorica che consiste nel cominciare e nel concludere una frase con la stessa parola. Voi che dite?

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Luca86
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Intervento di Luca86 » sab, 12 ott 2013 1:03

Dopo aver spulciato per un bel po' tra i miei libri e in rete, credo – anzi spero ;) – di aver trovato la figura retorica che cerca. Riporto dall'Enciclopedia Treccani in linea (s.v. «Epanalèssi» 2c; sott. originali):

Nell’epanalessi rientra anche la cosiddetta struttura a cornice o frase foderata, che consiste «nella ripetizione a mo’ di eco, alla fine della frase, del predicato o di una sua parte (il solo verbo servile con gli elementi atoni connessi)» (Sabatini 1985: 243), di cui fornisce moltissimi esempi Belli (Garvin 1985: 287-289) e che poi è frequente anche in Verga:

Lui je prese una buggera, je prese (Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti, sonetto 1559, ed. Vigolo)

Voleva trargli fuori le budella dalla pancia, voleva trargli (Giuseppe Verga, “Cavalleria rusticana”, in Vita dei campi)
Ultima modifica di Luca86 in data gio, 23 gen 2014 21:27, modificato 1 volta in totale.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » sab, 12 ott 2013 2:30

Ecco la soluzione! La ringrazio tanto. :D

PersOnLine
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Intervento di PersOnLine » sab, 12 ott 2013 12:28

Eppure, stando al volume della Garavelli (Manuale di retorica), sarebbe epanadiplosi:

L'epanadiplòsi [...] è la ricorrenza di una o più parole all'inizio e alla fine di un segmento testuale (configurazione:/x...x/). (p. 197)

Mentre per l'epanalessi dice:

L'epanalèssi o geminatio [...] consiste nel raddoppiare (geminare) un'espressione, ripetendola o all'inizio, o al centro, o alla fine di un segmento testuale.(p. 189)

Le configurazioni nelle esemplificazioni sono /xx.../ o /...xx..../ o /...xx/

in verità, in verità vi dico...

anche se però, nella pagina successiva, aggiunge:

I membri iterati possono ammettere interposizioni:
(i) di incisi (vocativi interiezioni, avverbi, frasi parentetiche, ecc.)
[...]
Vola, colomba bianca, vola (ritornello di una nota canzone)
[...]
(ii) di qualsiasi elemento grammaticale sintatticamente legalo a uno dei due elementi:
umano, troppo umano (Nietzsche)
[...]


P.S. Grassetti e corsivi come nell'originale.

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Intervento di Ferdinand Bardamu » sab, 12 ott 2013 12:57

A prescindere da ulteriori categorizzazioni, credo si possa parlare, con maggior precisione, di foderamento. Ricopio la voce del Dizionario di linguistica dell’Einaudi a cura di Gian Luigi Beccaria:

Uno stesso enunciato è talvolta concluso con la ripetizione della sua parte iniziale, spesso spezzata in una sorta di clausola iterativa le cui sillabe hanno una semplice funzione ritmica. Si tratta del fenomeno del f (denominato anche frase foderata o frase ad eco), frequente nei dialetti, in specie nel romanesco. Si manifesta «sotto due forme diverse: o con ripetizione piena di un’intera parola o sintagma (“è lui/è”); “mi pare strano/mi pare”), oppure con ripetizione, a significato zero, di una sola parte della parola o di due parole collegate (“si t’acchiappo, sitta”): la prima cellula ritmica dell’enunciato viene ripetuta alla fine per motivi puramente fonico-ritmici, cioè di “saturazione fonologica”, e ludici, contraddicendo le leggi semantiche e lessicali di integrità della parola: “sitta”)» [[Fabio] Rossi[, La lingua in gioco, Bulzoni] 2002, p. 170].

Carnby
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Intervento di Carnby » sab, 12 ott 2013 19:43

Mi vengono a mente le tag questions inglesi, ma non so se c'entrino qualcosa.

rossosolodisera
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Intervento di rossosolodisera » sab, 12 apr 2014 21:20

PersOnLine ha scritto:Eppure, stando al volume della Garavelli (Manuale di retorica), sarebbe epanadiplosi:

L'epanadiplòsi [...] è la ricorrenza di una o più parole all'inizio e alla fine di un segmento testuale (configurazione:/x...x/). (p. 197)

Mentre per l'epanalessi dice:

L'epanalèssi o geminatio [...] consiste nel raddoppiare (geminare) un'espressione, ripetendola o all'inizio, o al centro, o alla fine di un segmento testuale.(p. 189)

Le configurazioni nelle esemplificazioni sono /xx.../ o /...xx..../ o /...xx/

in verità, in verità vi dico...

anche se però, nella pagina successiva, aggiunge:

I membri iterati possono ammettere interposizioni:
(i) di incisi (vocativi interiezioni, avverbi, frasi parentetiche, ecc.)
[...]
Vola, colomba bianca, vola (ritornello di una nota canzone)
[...]
(ii) di qualsiasi elemento grammaticale sintatticamente legalo a uno dei due elementi:
umano, troppo umano (Nietzsche)
[...]


P.S. Grassetti e corsivi come nell'originale.
Chiedo scusa, ho trovato per caso questa discussione. Ma il celebre " volli, volli, fortissimamente volli" è anche esso un'epanalessi ?

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