«All’atto di»

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lorenzos
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«All’atto di»

Intervento di lorenzos » mer, 20 gen 2016 12:34

Buongiorno, desidererei sapere se risulta corretto l'uso di "all'atto" invece di "nel momento" o "durante"? Esempi:
- All'atto della visita il paziente riferisce...
- All'atto del sopralluogo il responsabile risulta irreperibile.
Appare evidente la sua "marca spiccatamente burocratico-carabinieresca" (citazione da Animo Grato) dove l'uso è ormai consolidato ma chiedo ugualmente se risulta corretto.
Grazie.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » mer, 20 gen 2016 23:25

Le passo questo stralcio di cui potrà vedere il seguito aprendo il collegamento più in basso, 1. Manifestazione esterna di una determinazione della volontà. Quindi: a. Azione, spec. in quanto questa implica un giudizio morale (http://www.treccani.it/vocabolario/tag/atto/).

Direi che questa espressione è sostanzialmente diversa dalle altre con mentre, durante, e simili. Secondo me è cruciale la parte che ho sottolineato.

Le frasi in cui appaiono parole come mentre, quando, durante, ecc., implicano la temporalità. Con la sostituzione di queste parole, nel nostro caso l'espressione, all'atto di..., si vuole evidenziare una volontà, una determinazione, un evento non casuale.
Io nella mia lingua ci credo.

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lorenzos
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Intervento di lorenzos » ven, 22 gen 2016 10:32

Mi scusi, Sempervirens, ma Le pare la visita o il sopralluogo siano eventi casuali?
Forse intende dire che con "All'atto della visita il paziente riferisce..." si voglia evidenziare una volontà, una determinazione da parte del paziente stesso che viceversa, con durante, si potrebbe attribuire ad eccessiva loquacità (mah...), tuttavia l'irreperibilità del responsabile durante il sopralluogo, anche con "all'atto" mi pare azzardato considerare necessariamente un evento non casuale.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » ven, 22 gen 2016 15:25

Se La pone sotto questi termini, non posso darle torto. Come diceva Lei, queste espressioni sono appunto tipiche di un linguaggio. A me paiono grammaticalmente giuste. Ma aspetti altre opinioni.

Ora che mi ci fa pensare, visita e sopralluogo sono sì azioni pianificate da una parte, ma possono essere non concordate dall'altra, cioè possono essere improvvise, inaspettate.
Forse lo dico perché l'espressione non mi dispiace, ma bisogna ammettere che una frase con "All'atto di ..." è spesso anticipatrice di un resoconto, di un rapporto, che non una trama di un romanzo d'amore o un battibecco tra portinaie.

La prenda con beneficio d'inventario. :)
Io nella mia lingua ci credo.

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marcocurreli
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Re: «All’atto di»

Intervento di marcocurreli » sab, 23 gen 2016 16:08

lorenzos ha scritto:Appare evidente la sua "marca spiccatamente burocratico-carabinieresca"
Da dove deduce la "marca spiccatamente burocratico-carabinieresca"?
"All'atto di" significa "al compimento di una determinata azione".
Se dico, per esempio: «all'atto della firma del contratto avviene il passaggio di proprietà», intendo mettere l'accento sull'effetto di un atto (cioè di un'azione), e non su una mera coincidenza temporale.

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lorenzos
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Intervento di lorenzos » lun, 25 gen 2016 20:36

Non sembra anche a lei che «all'atto della firma del contratto…» abbia una marca spiccatamente burocratica?
marcocurreli ha scritto:"All'atto di" significa "al compimento di una determinata azione"
Nei dizionari leggo però che significa al momento di http://dizionari.repubblica.it/Italiano/A/atto.php
http://www.sapere.it/sapere/dizionari/d ... atto1.html
Comunque, se “al compimento” va inteso nel senso di “dopo aver compiuto” (come “al compimento del diciottesimo anno”) allora non regge in:
- All'atto della visita il paziente riferisce…
- All'atto del sopralluogo il responsabile risulta irreperibile.

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marcocurreli
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Intervento di marcocurreli » lun, 25 gen 2016 21:50

lorenzos ha scritto:Non sembra anche a lei che «all'atto della firma del contratto…» abbia una marca spiccatamente burocratica?
No, non mi pare.
lorenzos ha scritto:- All'atto della visita il paziente riferisce…
- All'atto del sopralluogo il responsabile risulta irreperibile.
Questi esempi non mi sembrano molto sensati, mi sembra che la locuzione in questione sia usata a sproposito. Li ha riscontrati lei o sono esempi costruiti all'uopo?
lorenzos ha scritto:Nei dizionari leggo però che significa al momento di…
Vero, può essere sostituito da "al momento di", però a mio parere assume il significato di "al momento del compimento di una determinata azione". Un altro esempio potrebbe essere: «il pagamento avverrà all'atto della consegna della merce»; c'è un'azione da cui non si può prescindere, che è quella di consegnare la merce (quindi, l'atto di consegnare).
Invece nella seguente frase: «te lo consegno al momento della partenza», per come l'intendo io, non potrei sostituire momento con atto, perché in questo caso è solo un indicazione temporale (potrei consegnarlo anche prima, ma sarebbe più scomodo).

Non so se mi sono spiegato.

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lorenzos
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Intervento di lorenzos » lun, 25 gen 2016 22:11

marcocurreli ha scritto:[M]i sembra che la locuzione in questione sia usata a sproposito.
Tanto mi basta, grazie.

Per gli esempi ho preso spunto da un altro forum.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 25 gen 2016 22:15

Gli è che, a meno che non sia necessario specificare che l’azione dev’essere interamente compiuta, all’atto di suona arzigogolato, verboso: in una parola, burocratico. Nella maggior parte dei casi in cui si usa, non aggiunge nulla che un semplice a non comunichi già: all’atto della firma del contratto vale alla firma del contratto; all’atto della consegna vale alla consegna, e cosí via.

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Intervento di domna charola » mar, 26 gen 2016 9:03

Sì, per certi versi è burocratico, e volutamente.
Alla firma del contratto o alla consegna indica un generico compiersi di una consegna o di una firma.
Con la locuzione all'atto della firma si vuole sottolineare precisamente l'atto avvenuto, inteso come volontario e consenziente, da parte del contraente.
È una formula, volta a non lasciare alcun dubbio o scappatoia, ovvero a sottolineare che quel banale accettare una consegna, o mettere uno scarabocchio in calce, in quel caso ha valenza legale, è l'azione specifica di cui ci si assumono - o si sono assunte - responsabilità e conseguenze.

Fa parte di quella serie di formule che, se usate fuori dall'ambito tecnico, sono deprecabile burocratese, ma che quando metti mano a una delibera o a un progetto di legge divengono indispensabili per inchiodare il più possibile quanto si vuole normare e i suoi limiti.
I cavilli degli avvocati si sviluppano proprio sulle virgole che possono voler dire una cosa o il suo contrario, quindi il linguaggio burocratico diviene pedante per essere al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

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