[LIJ] «Gâgollu»

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u merlu rucà
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[LIJ] «Gâgollu»

Intervento di u merlu rucà »

Mio nonno, genovese di Morego, paesino della Val Polcevera tra Bolzaneto e Pontedecimo, mi raccontava, quando ero bambino, delle meravigliose favole in genovese. In una di queste, uno dei protagonisti, piuttosto scemo, per togliere una mosca caduta dentro una bottiglia di olio, scavava nella sabbia un gâgollu [ga:gol:u] e vi versava l'olio :roll: ; ovviamente la mosca restava nella sabbia e l'olio spariva :mrgreen: . Il significato di gâgollu è 'buco'. Non sono riuscito, però, a trovare nessun riscontro sui vocabolari liguri in mio possesso. Esiste in genovese e in altri dialetti câgollu, ma per indicare la 'chiocciola'. Vorrei chiedere a Ligure se ha riscontro del termine e agli altri se esiste un termine simile nei loro dialetti.
L'etimo dovrebbe essere lo spagnolo caracol.
Largu de farina e strentu de brenu.

Ligure
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Ligure »

Non so se potrò esserle d'aiuto. Ci provo. Nei vecchi - soprattutto non "urbani" - la voce (c/g)āgollu /ˌ(k/g)a:'gɔllu/ non indicava tanto un foro quanto il concetto di elica. Che - come lei sa benissimo - in genovese è un italianismo recente - éllice (come l'indica la geminazione anetimologica e la conservazione del fonema /-ʧ-/, altrimenti impossibile in voce di derivazione diretta) -. Voce non nota e non usata all'esterno del "contesto marittimo". La quale, per altro, indicava unicamente il manufatto meccanico del naviglio e non il concetto di elica in generale.

Nei linguaggi arcaici (c/g)āgollu /ˌ(k/g)a:'gɔllu/ rappresentava un ispanismo:

https://en.wiktionary.org/wiki/escalera_de_caracol

E, nel genovese genuino, tuttora, il manufatto è detto scâ a cāgollu.

Il poveretto della storiella avrà fatto sí un buco nella sabbia, ma colla mano - come non si potrebbe fare nel terreno, ben più sodo - mediante un movimento di rotazione (a elica) per realizzare quanto riteneva sufficiente. Per un'esigenza del genere - in tempi cosí "sobri" - non occorreva alcun attrezzo ...

Penserei che questo fosse il significato attribuito dal nonno alla "manovra". Altrimenti, a mio avviso, avrebbe usato un altro termine. Ché non difettavano.

Secondo me persone della generazione del nonno intendevano descrivere anche il tipo di manovra mediante la quale era stato prodotto il buco. Non si sarebbero certamente espressi cosí, ad es., se si fosse trattato dello scavo per una sepoltura. Occorrevano attrezzi - le pale - , non si compiva alcun movimento a elica ...
Ultima modifica di Ligure in data lun, 11 mag 2020 14:08, modificato 2 volte in totale.

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u merlu rucà
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di u merlu rucà »

Esatto, e del resto la conchiglia della chiocciola richiama vagamente un movimento a elica.
Comunque è strano che non si ritrovi nei dizionari del genovese, ma potrebbe essere tipico del genovese del contado. A parte mio nonno, non l'ho mai sentito da nessun parlante genovese.
Largu de farina e strentu de brenu.

Ligure
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Ligure »

Ovviamente, non posso conoscere - con assoluta certezza - il genovese del passato o dei contesti periferici. In città il significato proprio di "buco" non mi risulta - e non sarebbe, comunque, compreso -. Per altro, i lessici genovesi sono tutt'altro che grandi esempi in merito alla completezza del vocabolario riportato ...

Gli esempi più "antichi" che io possa ricordare - ma si rimane sempre nell'accezione di elica, sostanzialmente - sono dovuti a parlanti molto vecchi e si riferiscono a diversi anni fa. Uno relativo alle colonne marmoree di una chiesa e l'altro relativo al "movimento di avvitamento", al vortice - che è come un grande buco - di una tromba d'aria che si spinse - lungo diverse strade - fino al giardino d'un caseggiato.

Per quanto io non abbia nulla sotto mano, credo che l'espressione scâ a cāgollu = scala elicoidale sia riportata dai lessici - ho posto il "macron" sulla seconda voce per segnalare che si tratta di vocale lunga sotto accento secondario (nei dialetti di tipo genovese i fonemi vocalici possono opporsi sulla base della quantità, breve o lunga, anche al di fuori della sillaba caratterizzata dall'accento principale della parola) -.

D'altronde, se "elica" fosse continuata nei dialetti liguri, a Genova si avrebbe, ad es., êga<ê(ŕ)ega. Ma così, evidentemente, non è. Se, poi, penso a "spirale", l'unico termine genuino che mi viene alla mente è rêla. Ma si riferisce a particolari modalità di confezionare le paste lunghe - prodotte anche artigianalmente -, come si trattasse di matasse. Ma la voce è "banale". Corrisponde a "rotella" - ruêla /'rwe:la/ -. Il fonema /w/ fu avvertito quale plebeismo e, per ipercorrezione, eliminato. Ma apparteneva alla "radice" della voce:

/ro'tɛlla/>/ru'della/>ru'δella/>/ru'ella/>/'rwe:la/>/'re:la/.

Ligure
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Ligure »

Un riferimento, ovviamente, vale l'altro, ma il fatto è che m'era rimasto nella penna e non l'avevo inserito. Anche se lo davo per scontato. Davo, cioè, per noto che il termine fosse in uso non soltanto nel castigliano e nei dialetti italiani che hanno assunto il prestito, ma anche nella lingua italiana. Come in altre lingue europee. Certamente, si possono notare le differenze dei rispettivi aspetti semantici:

https://en.wiktionary.org/wiki/caracol#Spanish

http://www.treccani.it/vocabolario/caracollo

Quando l'etimologie sono "parlanti" e il prestito linguistico chiaramente verificabile perché non trattarne? :)

P.S.: al di là degli aspetti semantici specifici, si può notare come alcune presunte "particolarità" del ligure sono caratteristiche assai diffuse e condivise, ad es., nei prestiti da sistemi linguistici "diversi" anche dalla lingua italiana di matrice toscana. Anche nell'esito italiano "caracollo" - da "caracollare" - è intervenuta epitesi, che ha richiesto anche geminazione consonantica rispetto alla forma originaria "caracol" - per il resto ben conservata -.

L'epitesi è il fenomeno che si può riscontrare nelle pronunce "colloquiali" toscane del tipo di "stoppe" per "stop", "Cooppe" per "Coop" et c..

Ma anche nel genovese in cui l'italianismo "gas" - voce, evidentemente, non di tradizione diretta - viene pronunciato gazzu, l'anglicismo (o anglismo) "black" - vernice nera per imbarcazioni - brèkke et c. in quanto non si tollerano altre consonanti finali se non "-n" - come, ad es., in man = mano.

Anche i dialetti liguri e il genovese dovettero ricorrere all'epitesi per poter includere il prestito nei rispettivi sistemi linguistici. Inoltre, in Liguria, come risulta evidente, /-k-/ non poté essere tollerato - nel corpo della parola - neppure nei prestiti e s'ebbe sonorizzazione in /-g-/. In alcune varietà, come in quella citata dal "Merlo", anche in fonosintassi e s'ottennero, così, voci dialettali caratterizzate da due /(-)g-/>/(-)k-/, mentre la forma castigliana - "caracol" - presenta solamente /(-)k-/.

Carnby
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Carnby »

Ligure ha scritto:
mar, 12 mag 2020 10:58
"Cooppe" per "Coop"
Còppe. :wink:

Ligure
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Ligure »

Sono perfettamente consapevole che, se anche vivessi altri diciott'anni in Toscana, non sarei, comunque, in grado di potermi occupare dei processi fonologici locali. Concordo completamente sul fatto che "Coppe" sia la pronuncia più "spontanea", almeno, tradizionalmente, in Toscana (per quanto i giovani risultino sempre meno prevedibili sulla base dei soli "canoni tradizionali"). Tuttavia, confesso che "Coòppe" l'avevo inserito intenzionalmente e in questo caso, per altro, quella che ho esposto è la pronuncia ripetutamente ascoltata a Cecina durante un recente soggiorno estivo di una ventina di giorni da parte di persone ogni giorno, fondamentalmente, diverse. Rimane certamente possibile - anche se in una ventina di giorni qualcosa avrei potuto capire - l'aberrazione acustica di un "raccoglitore" inadeguato rispetto al sistema linguistico locale. :)

P.S. D'altronde, gli effettivi dittongamenti della pronuncia livornese - rilevati e descritti, a livello fonetico, anche dal Canepari - mettono in imbarazzo, in quanto a corretta interpretazione, chi risulta "esterno" al sistema linguistico locale, anche perché il "sistema fiorentino" ne risulta esente. E non risultano presenti soltanto nella "pronuncia marcata" - come scrive per maggiore chiarezza il Canepari -, ma, praticamente, si possono riscontrare in tutti i parlanti. Tranne in chi non sia del posto.

Ligure
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Re: [LIJ] «Gâgollu»

Intervento di Ligure »

Come ho già fatto nel filone dedicato alla voce locale garbu /'ga:rbu/ = buco/cavo, inserisco - anche in questo caso - un breve cenno sulle difficoltà di tipo etimologico.

Ovviamente, la voce italiana "chiocciola" - di forma diminutiva - costituisce il risultato di un'intervenuta metatesi rispetto all'etimo latino, ma i processi evolutivi che in essa hanno operato risultano ben comprensibili:

https://en.wiktionary.org/wiki/chiocciola

Gli ispanismi riscontrabili nei dialetti liguri che sono stati trattati derivano dalla voce castigliana caracol. Tradizionalmente gli etimologisti spagnoli si dilettavano a far derivare il termine castigliano da cochleare, proveniente, a sua volta, dalla voce latina cochlea e, nonostante il fatto che i processi evolutivi che sono alla base della lingua di Castiglia non potessero minimamente giustificare l'assunto, si continuava a far finta di nulla.

Si seguiva ancora il paradigma - per la verità fallace - "meglio una risposta sbagliata del silenzio".

Recentemente diverse voci si sono levate contro posizioni - nell'ambito della linguistica - palesemente insostenibili anche se venivano ancora proposte dall'Accademia della lingua.

Si volle, cioè, introdurre l'unico paradigma condivisibile: "meglio il silenzio di una risposta sbagliata". Non legandosi a un responso chiaramente errato si può sempre aver modo di poter ulteriormente riflettere ed elaborare. Mentre le false certezze bloccano ogni ulteriore possibilità di ricerca.

Si riconosce, quindi, attualmente che l'etimologia tradizionalmente proposta risulta bastante forzada = sufficientemente forzata - anche in castigliano aggettivi e participi verbali possono assumere valore avverbiale -.

Si ammette che esistono voci simili a caracol nelle lingue che confinano col territorio del castigliano - ad es, il termine francese escargot - e che esse dovrebbero essere accomunate da un'identica etimologia. Ma questa permane incierta:

http://etimologias.dechile.net/?caracol

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