Verbi fraseologici

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pocoyo
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Verbi fraseologici

Intervento di pocoyo » gio, 07 feb 2008 1:17

Credo di non sbagliare nell’inserire qui il filone per la questione che intendo proporvi, poiché la gran parte delle espressioni che elencherò, le sento fortemente autoctone, in particolare veronesi.

Preciso che ho scelto, tra i molti verbi fraseologici di uso consueto nell’ambito cittadino, quelli le cui preposizioni o avverbi non siano mere precisazioni direzionali (venire giú, che vale scendere) e che in genere si discostino dal loro significato originario. Se piace, chiamerò puri i verbi con tali caratteristiche.

Venire su: giungere, appressarsi (spec. di pioggia o nebbia).
Andare su: essere eletto.
Saltare/venire fuori: risultare, comparire, rivelarsi (spec. inaspettatamente): «adesso viene fuori che tu sei bravo in latino» (leggi: non lo sei).
Dire su: rimproverare, redarguire.
Mangiare fuori: appropriarsi con impeto/zelo/forza.
Mettere su: predisporre qualcosa onde raggiungere uno scopo.
Trovar fuori: trovare con abilità.
Attaccare dentro (a qualcosa): sbattere involontariamente contro qualcosa: «ci ho attaccato dentro al mobile».
Stare dietro a: occuparsi/curarsi di qualcuno o qualcosa.
Prendere su: riunire le proprie cose (spec. nella locuzione «prendo su e vado via» che vale: raccolgo le mie cose e me ne vado).

In particolare, fuori viene usato accoppiato al verbo per darne un valore perfettivo: scaldarsi fuori (scaldarsi completamente), svegliarsi fuori (svegliarsi completamente/acquistare o recuperare il senno).

Simili usi sono veri e propri calchi dal dialetto o espressioni di questo tipo esistono anche nelle vostre realtà?

Vittorio
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Intervento di Vittorio » gio, 07 feb 2008 14:24

Dalle mie parti (Bologna) ci sono; non conosco "mangiare fuori" nel senso da te descritto (lo conosco solo nel senso "andare al ristorante" et similia); non conosco invece per nulla "attaccare dentro"" e "trovare fuori". Anche il "fuori" perfettivo deve far parte solo del veronese: io quelle due frasi le trovo molto strane.
Aggiungo che i Parmigiani hanno per sostantivo di "trovare fuori" la "gallata" (esteso anche alle azioni), da cui deriva anche "gallo", nomen agentis; invece "cavata" è semplicemente la "pensata", senza connotazione di qualità (questo, però, credo che sia internazionale in tutta l'Emilia :lol:).
A Bologna abbiamo "dare il tiro" per "aprire il portone (del palazzo) con il pulsante apposito del citofono".

Bue
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Intervento di Bue » gio, 07 feb 2008 16:42

In mantovano esistono decine e decine di verbi di questo tipo. Che io sappia il loro uso in italiano è però sempre un dialettismo consapevole.

Tra i più usati anche in italiano "gergale" i primi che mi vengono in mente sono

dire su = rimproverare e - conseguentemente -
prendere su = venire rimproverati;
far su = avvolgere
trovar fuori = escogitare
Stare dietro a qc. = occuparsi di
Tener dietro a qc. = occuparsi di, seguire (in senso traslato: seguire in senso proprio si dice "andar dietro")
Essere dietro fare = stare facendo [Interessante parallelismo anche fonico col francese être en train de, (dré vs. train) nonché col catalano, in cui l'espressione - che non ricordo esattamente - è molto simile]

Altri invece più specificamente confinati al dialetto:

lavar giù: lavare i piatti, o fare il bucato
cavarsi giù: spogliarsi
cat(t)ar(e) su: raccogliere (da terra) , raccattare (mentre catar = trovare)


Quanto al mangiare fuori: io l'ho sentito usare in dialetto per "dilapidare", tipicamente un patrimonio. "Si è/Ha mangiato fuori tutto".

pocoyo
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Intervento di pocoyo » ven, 08 feb 2008 13:44

Grazie per le risposte. :)

Mentre ero pressoché certo dell’origine vernacolare di tali usi, non ne intuivo l’estensione né la frequenza fuor di Veneto; ora ho le idee meno confuse.

Bue, lei è di origine toscana, se non sbaglio; espressioni simili sono particolarmente invise al vostro orecchio?

A proposito di parallelismi, da parte mia tutto è nato dal raffronto con la lingua inglese. Si paragoni per esempio:

Mangiar fuori con to eat up (that’s going to eat up all my savings / me magna fora tuti i schei);
Dir su con to tell off (he told me off in front of everybody / el m’ha dito su davanti a tuti);
Venir fuori con to come up (he came up with a new idea / el l’è vegnú fora co’ ‘na nova idea).

E ce ne sono altri. Io trovo questa comunanza molto interessante, ma probabilmente è un mio personale feticcio. :wink:

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Intervento di Infarinato » ven, 08 feb 2008 14:16

pocoyo ha scritto:Bue, lei è di origine toscana, se non sbaglio; espressioni simili sono particolarmente invise al vostro orecchio?
Non diciamo eresie: il nostro «pio Bove» è mantovano. :D
pocoyo ha scritto:A proposito di parallelismi, da parte mia tutto è nato dal raffronto con la lingua inglese. Si paragoni per esempio:

[…]

Venir fuori con to come up (he came up with a new idea / el l’è vegnú fora co’ ‘na nova idea).
Faccio notare che venirsene fuori è italiano normale:
Il [i]GRADIT[/i] ha scritto:~ venirsene fuori loc.v. CO avere un’uscita inaspettata: se ne venne fuori con una battuta delle sue lasciando tutti a bocca aperta.

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Intervento di Federico » ven, 08 feb 2008 14:22

Delle espressioni indicate da pocoyo, non conosco dire su, mangiare fuori (se non nei significati indicati da Vittorio e Bue), trovar fuori, attaccare dentro, mentre le altre mi paiono comprensibili e anche piuttosto comuni.

Di quelle indicate da Bue invece conosco far su (forse), stare dietro, tener dietro; essere dietro la capisco ma l'ho sentita usare solo in dialetto, cat(t)ar(e) su anche (forse anche in italiano, ma non sono sicuro).

pocoyo
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Intervento di pocoyo » ven, 08 feb 2008 14:42

Infarinato ha scritto:
pocoyo ha scritto:Bue, lei è di origine toscana, se non sbaglio; espressioni simili sono particolarmente invise al vostro orecchio?
Non diciamo eresie: il nostro «pio Bove» è mantovano. :D
Chiedo venia. Pensavo studiasse solo, a Mantova. :wink:
Infarinato ha scritto:Faccio notare che venirsene fuori è italiano normale:…
Forse non per l’accezione dell’esempio sul latino, portato da me qualche messaggio innanzi: viene/salta fuori che (si scopre che, o espressioni simili).
Federico ha scritto:Delle espressioni indicate da pocoyo, non conosco dire su, mangiare fuori (se non nei significati indicati da Vittorio e Bue), trovar fuori, attaccare dentro, mentre le altre mi paiono comprensibili e anche piuttosto comuni.
Fra queste comprende anche svegliarsi fuori e scaldarsi fuori?

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Intervento di Infarinato » ven, 08 feb 2008 15:25

pocoyo ha scritto:Chiedo venia. Pensavo studiasse solo, a Mantova. :wink:
Veramente, egli «ricerca» a… Pisa! ;)

Bue
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Intervento di Bue » ven, 08 feb 2008 19:41

E` maleducato parlare degli assenti!
Comunque, caro pocoyo, io sono mantovano purosangue, emigrato a Pisa per ragioni di studio.

Quanto al parallelismo con l'inglese, l'avevo notato anch'io e mi ha sempre molto affascinato. Nell'intervento sopra avevo azzardato anche parallelismi col francese e col catalano.

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Intervento di Federico » ven, 08 feb 2008 19:58

pocoyo ha scritto:
Federico ha scritto:Delle espressioni indicate da pocoyo, non conosco dire su, mangiare fuori (se non nei significati indicati da Vittorio e Bue), trovar fuori, attaccare dentro, mentre le altre mi paiono comprensibili e anche piuttosto comuni.
Fra queste comprende anche svegliarsi fuori e scaldarsi fuori?
No, come tutte le espressioni simili con fuori.
Dimenticavo di dire che sono di Milano ma per metà veneto (di Padova), se può essere interessante.

pocoyo
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Intervento di pocoyo » ven, 08 feb 2008 20:30

Infarinato ha scritto:
pocoyo ha scritto:Chiedo venia. Pensavo studiasse solo, a Mantova. :wink:
Veramente, egli «ricerca» a… Pisa! ;)
Suggerirei di principiare un filone apposito, dato l’interesse riscosso; nel frattempo si potrebbe fare un’accocciata per il rogo: un covoncello per uno non fa male a nessuno. Chi porta l’esca? :wink:
Bue ha scritto:E` maleducato parlare degli assenti!
Comunque, caro pocoyo, io sono mantovano purosangue, emigrato a Pisa per ragioni di studio.

Quanto al parallelismo con l'inglese, l'avevo notato anch'io e mi ha sempre molto affascinato. Nell'intervento sopra avevo azzardato anche parallelismi col francese e col catalano.
Sono state quelle sue ipotesi a farmi intromettere la mia. Ne aggiungerò quando me ne verranno in mente.

Colgo l’occasione per farle i miei complimenti per l’orchiolisi, mi ha fatto ridere assaje.

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Intervento di Infarinato » ven, 08 feb 2008 20:43

Bue ha scritto:MANTVA ME GENVIT PISANI RAPVERE
Oui, on le sait : les Pisans t’ont... ravi ! :mrgreen:

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Intervento di u merlu rucà » dom, 10 feb 2008 1:04

Dalle mie parti si sente:
Saltare/venire fuori
Mettere su
Stare dietro a (più che stare, essere dietro a)

Bue
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Intervento di Bue » lun, 11 feb 2008 12:04

u merlu rucà ha scritto:Stare dietro a (più che stare, essere dietro a)
Ma in quale senso? Quello di "occuparsi di", o in sostituzione del "presente continuo" "stare" + gerundio come in mantovano (in cui il gerundio non esiste)?

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Intervento di u merlu rucà » lun, 11 feb 2008 19:32

Bue ha scritto:
u merlu rucà ha scritto:Stare dietro a (più che stare, essere dietro a)
Ma in quale senso? Quello di "occuparsi di", o in sostituzione del "presente continuo" "stare" + gerundio come in mantovano (in cui il gerundio non esiste)?
Occuparsi di.

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