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ippogrifo
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FOURRER ?

Intervento di ippogrifo » dom, 29 set 2013 12:29

cambrilenc ha scritto:pagina 93, ma l´unica cosa che riportò il Randaccio è: affinità ad altre lingue: fourrer?
Grazie. Che dirle? Il verbo francese andrebbe bene nel significato metaforico: ad es., "se fourrer" = ficcarsi. Ma non nell'accezione propria di foderare in cui il genovese adotta lo stesso verbo dell'italiano - "fudra^" - .
Inoltre, il significante - "fourrer" - ha l' "r" geminata, mentre il genovese di "ancien régime" riferito dal Randaccio ha l' "r" approssimante - cioè, singola ( [,intafu'Ra:] > la forma "attuale" - per così dire - [,inta'fwa:]) - .
Quindi, il verbo francese è da escludersi.
Le passo il significato concreto del verbo genovese: il movimento di un rettile che, appena sportosi, si ritrae nel suo pertugio. Metaforicamente nascondersi. Il verbo apparteneva al registro gergale, anzi volgare. Oggi si userebbe "infricia^se", che, però, possiede solo l'accezione concreta d'infilarsi, non quelle metaforiche.
Il verbo catalano corrisponde esattamente in significato - "ficar en un forat" - e in significante, ma non nell'etimo e, inoltre, c'è più di un secolo di "décalage" temporale documentabile . . . Infatti, se è giusto l'etimo della voce catalana, esso, comunque, non si potrebbe applicare alla voce genovese - dove forare non è stato continuato per ragioni note e che è troppo lungo esporre in un messaggio - . Mi dispiace di non poter essere conclusivo, ma, se non ci sono documenti . . .
Esiste qualcosa di simile in castigliano?
Un catalanismo o un "castiglianismo" o - anche - un arabismo - perché no? - transitato attraverso la penisola iberica ci sarebbero stati bene . . .
Tenga anche conto che, se si orientasse la ricerca verso l'arabo, la radice del verbo non può che essere qualcosa di simile a "tafur".
Come lei sa benissimo, "inta" e "intu" esistono nel genovese, ma la "t" è semplicemente eufonica e le vocali rappresentano gli articoli determinativi.
Potremmo, invece, avere la preposizione "in" - come in imbucare, infilare et c. ... - + la radice "incognita" . . . che deve avere il vincolo semantico di significare l' "infilamento" . . .
In genovese, come scritto, non risulta ipotizzabile la metatesi proposta dal lessico catalano proprio perché manca l' "oggetto" su cui poterla effettuare . . .

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Intervento di u merlu rucà » mar, 01 ott 2013 20:07

Andando per eliminazione, si tratta sicuramente di un prestito, perché altrimenti una -f- latina intervocalica darebbe -v- (tuvu "tufo" < tufus). Ciò premesso l’ipotesi catalana non credo sia da scartare a priori. Se entaforar è attestato nel 1900, entafurar “occultare, nascondere” è documentato almeno dal 1836, con un significato molto simile a "mettere dentro".
Largu de farina e strentu de brenu.

ippogrifo
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CITAZIONI

Intervento di ippogrifo » gio, 03 ott 2013 14:18

E, nel corso del '300 - quindi, ancora molto tempo prima -, si trova - sempre "in linea" - "taffurar" che la fonte catalana traduce con "sottrarre". Al riflessivo - sottrarsi - potrebbe anche valere ritrarsi, nascondersi . . . L'etimologia non viene fornita.

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