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Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
Giorgio Pagano
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Iscritto in data: gio, 13 apr 2006 20:14

RSS è lo standard de facto per l'esportazione di contenuti

Intervento di Giorgio Pagano »

Oggi RSS è lo standard de facto per l'esportazione di contenuti Web. I principali siti di informazione, i quotidiani online, i fornitori di contenuti, i blog più popolari: tutti sembrano aver adottato il formato RSS.
Gli utenti possono oggi accedere a migliaia di feed RSS: alcuni siti (directory) raccolgono i riferimenti agli innumerevoli feed RSS disponibili sul Web..

Vedasi
http://it.wikipedia.org/wiki/RSS#Un_po.27_di_storia

Avatara utente
Incarcato
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Intervento di Incarcato »

Ma feed che sarebbe? Si mangia? :lol:

Avatara utente
Giorgio Pagano
Interventi: 30
Iscritto in data: gio, 13 apr 2006 20:14

Bho!

Intervento di Giorgio Pagano »

[quote="Incarcato"]Ma [i]feed [/i]che sarebbe? Si mangia? :lol:[/quote]

Bho! Io penso di poter dire che si possa tradurre Feed RSS con
"Notizie RSS"

Lasciando l'RSS nella sigla inglese per ora.

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RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l'estensibilità e la flessibilità.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
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Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Scusate se rivango cose vecchie, ma tanto per dimostrare nuovamente che il problema è molto italiano (e non neolatino in generale): il dispositivo che usiamo per spostare il cursore sullo schermo, e che abbiamo preso tale e quale dall’inglese mouse, è stato tradotto da tutte le lingue neolatine, persino dal poco noto e nominato rumeno: francese la souris, spagnolo el ratón, portoghese o rato, rumeno soricel (ricordo che in rumeno l’articolo è posposto al nome). Ma di che malattia soffriamo? Non certo di miofobia! :roll:

In una vecchia ma ottima grammatica per le scuole medie del 1986, La norma e l’uso, Bologna, Paccagnella Editore, si legge:
Infatti, si deve all’ignoranza delle lingue la debole capacità media di reagire trovando l’equivalente del termine straniero. Per cui arriva l’espressione take away dell’organizzatore della catena di ristoranti americani, e ci si dimentica del «da portar via», che da sempre è nella notra lingua. In altre parole: davanti al termine straniero, o c’è una reattività o creatività di massa legata alla buona conoscenza della nostra lingua e alla buona conoscenza della lingua straniera, o si subisce l’infiltrazione: non servono i decreti. Vogliamo meno anglismi? Studiamo di piú l’italiano e l’inglese.
Cose dette e ridette da Giovanni Nencioni e da Tullio De Mauro, e da molti altri...

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Giorgio Pagano
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Iscritto in data: gio, 13 apr 2006 20:14

Italiano e... inglese?

Intervento di Giorgio Pagano »

Non capisco come ci si possa lamentare del fatto che si utilizza sempre più l'inglese perché non si sa bene l'italiano e poi raccomandare lo studio dell'italiano e... dell'INGLESE.
Come dire studiate l'italiano e la lingua che la sta uccidendo.
Ma avete letto che gli svedesi non hanno più i termini per le scienze naturali grazie al fatto che ormai intere materie vengono studiate spesso sempre in inglese?

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Marco1971
Moderatore
Interventi: 9609
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Intervento di Marco1971 »

Io sono d’accordo con la citazione che ho riportato: infatti, se uno sa cosa significano le parole inglesi, ha meno probabilità di usarle, proprio perché ne capisce la banalità, tipo mouse, ma anche worm, tutoring, scud, overdressing, kingmaker, ecc. (tutte parole prese a caso dal Supplemento al GRADIT, è facile ;)).

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli »

Anche il De Mauro, citato in un altro filone, e' d'accordo, e, molto modestamente, anch'io. Il fascino delle parole inglesi viene anche dal fatto che poco si conoscono. Sicuramente se tutti parlassero inglese anche solo decentemente, l'inglese sembrerebbe molto meno ganzo, sembrerebbe per quello che e': una lingua straniera, e le sue parole per quello che sono: parole straniere. Invece lo strapotere culturale ed economico delle nazioni di lingua inglese, unito alla scarsissima conoscenza della lingua inglese in Italia, ammantano le parole inglesi di un'aura cool che le fa risultare vincenti in ogni confronto con le parole italiane.
Non e' l'inglese che sta uccidendo l'italiano: semmai sono l'ignoranza e la provincialita' dei parlanti italiani, che stanno uccidendo l'italiano.

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Giorgio Pagano
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Siiiiii eccome no!

Intervento di Giorgio Pagano »

Premezzo che De Mauro è un collaborazionista anglofilo che conosco molto bene. Ho sentito al Congresso Lend il suo intervento: prima ha detto peste e corna contro la Moratti per l'obbligatorietà dell'inglese e poi ha proposto una ricerca su come i ragazzi studiando filosofia o matematica in inglese le apprenderebbero.
Credo che qui qualcuno sogni a partire dalla realtà. Devo peraltro confessarvi che io che sono della generazione solo inglese comincio ad avere una sorta di allergia al suono di questa lingua, la vivo come pre-potente. Ieri per Roma ad un turista che mi chiedeva spiegazioni in inglese ho risposto che non lo parlavo.
Insomma comincio a vivere questa cosa come si vive un occupante della tua terra.
Mi appare sempre più sconcertante d'avere la possbilità di poter scergliemi la religione alla quale appartenere o meno ma di essere obbligato ad "abbracciare" l'inglese.

Avatara utente
giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli »

"Collaborazionista"?! Ovvia, signor Pagano, le parole sono importanti, e questa parola in particolare si usa in casi molto precisi e infinitamente piu' criminali, non le sembra un'esagerazione usarla per un amante della lingua inglese? Che poi un amante della lingua inglese abbia detto peste e corna della Moratti non mi stupisce affatto: ha diminuito le ore di lingua inglese in tutte le scuole superiori, con la storia della "seconda lingua"!
E se lei si sente oppresso perche' si sente costretto ad "abbracciare" l'inglese (qualunque cosa significhi), pensi a come devo stare io, che vivo in Italia e non mi piace il calcio. :)

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Giorgio Pagano
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Era ovviamente polemico!

Intervento di Giorgio Pagano »

E' chiaro che l'intento era polemico. Però nessuno la obbliga ad andare alle partite di calcio e invece in virtu di quale motivazione dovremmo obbligare la gente all'inglese?
Tanto più che è antieconomico per tutti i popoli non anglofoni che perdono tempo, denari e identità.

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giulia tonelli
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Località: Stoccolma

Intervento di giulia tonelli »

Mah, mi sembra che i motivi per obbligare la gente all'inglese siano così ovvi che non valga la pena ripeterli, e siano simili a quelli che ci fanno obbligare la gente a studiare qualunque altra materia. Estendendo il suo ragionamento, perché mai dovremmo obbligare la gente a studiare matematica? Si tratta di uno sperpero di soldi e di tempo per chi non è portato per la matematica! Tutte energie sprecate, mentre potrebbero essere indirizzate a studiare cose a loro piu' congeniali! No?
Per quanto riguarda "nessuno la obbliga ad andare alle partite di calcio" sta scherzando, vero? Per non sentir parlare di calcio dovrei chiudermi in clausura, non leggere i giornali, non accendere radio e tv, e tapparmi le orecchie in ufficio. Quello che volevo dire è che tutti dobbiamo sopportare alcuni aspetti della nostra cultura dominante che non ci piacciono. L'apprendimento obbligatorio dell'inglese non mi sembra la cosa peggiore della nostra cultura dominante. Se non altro non produce violenza.

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Giorgio Pagano
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Io di ovvio non vedo nulla di autocolonizzante tutto.

Intervento di Giorgio Pagano »

Io di ovvio non vedo nulla, di autocolonizzante tutto.
Faccio presente che l'Europa dei 25 conta mezzo miliardo di persone, il doppio di quelli degli Stati Uniti e con una ricchezza comparabile.
Perché pagare a vita la tassa inglese?
Comunque io mi sono iscritto a questo forum perché m'interessa darmi da fare per difendere la nostra lingua.
Anche dal linguicidio anglofono. Se qualcuno qui si è venduto alla lingua nemica per eccellenza è una sua contraddizione. Certo non mi può venire a dire quanto è bello lo "Jus primae linguae". Anche se una volta tutti erano ben disponibili allo Jus primae noctis nei confronti del Signore del posto io non lo sarei mai stato allora e non lo sono oggi. La moglie è mia e guai a chi me la tocca, idem per la lingua italiana.
Questo non vuol dire che metto la testa nella sabbia... ma è per vendere cara la pelle dell'italiano che mi sono iscritto qui.

Avatara utente
Federico
Interventi: 3008
Iscritto in data: mer, 19 ott 2005 16:04
Località: Milano

Intervento di Federico »

giulia tonelli ha scritto:ha diminuito le ore di lingua inglese in tutte le scuole superiori, con la storia della "seconda lingua"!
...per non parlare della continuità didattica, sacrificata all'obiettivo di risparmiare facendo fare ai professori 18 ore di lezione invece che 17...

Rivendico il diritto di Giorgio Pagano di chiamare "collaborazionista" De Mauro (e tutti noi, suppongo): è la parola giusta per quanto vuole esprimere (che non condivido, però). Pure io non amo particolarmente l'inglese (anche perché mi costa una grande fatica studiarlo, non avendo attitudini linguistiche), ma mi sembra davvero eccessiva questa occupazione o invasione straniera che dipinge, Giorgio: non mi pare che nessuno costringa chicchessia a parlare inglese... solo a studiarlo, e del resto è necessario. (Si potrebbe semmai parlare di occupazione e invasione – non "straniera" né negativa, però – a proposito del modo in cui la tv e la scuola hanno "costretto" gli italiani a parlare in italiano invece che in dialetto, ma converrà che non siamo nemmeno lontanamente a un simile livello di colonizzazione da parte dell'inglese.)
L'unica cosa che si può dire è che la maleducazione degli anglofili insipienti costringe ad avere un certo lessico inglese per capire i loro discorsi "in italiano" infarciti di anglicismi, ma in genere sono scritti di basso livello, per cui si può fare a meno di leggerli e basta, cosí come si può ignorare le vicende calcistiche (anche se è impossibile evitare totalmente di sentirne parlare).

P.s.:
Giorgio Pagano ha scritto:Perché pagare a vita la tassa inglese?
Bah, ho l'impressione che l'inglese come lingua un po' ci rimetta, per la verità (a questo proposito, recentemente abbiamo citato qualche scritto di Leopardi in cui parla della lingua universale: può interessarle). Dal suo punto di vista l'obiettivo può essere conoscerlo per sfruttarlo utilitaristicamente come mera lingua di comunicazione internazionale, per svilirlo e anche impoverirlo, distruggerlo dall'interno, per cosí dire.
Ultima modifica di Federico in data lun, 29 mag 2006 14:48, modificato 2 volte in totale.

Avatara utente
giulia tonelli
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Iscritto in data: mar, 12 lug 2005 10:51
Località: Stoccolma

Re: Io di ovvio non vedo nulla di autocolonizzante tutto.

Intervento di giulia tonelli »

Giorgio Pagano ha scritto:Se qualcuno qui si è venduto alla lingua nemica per eccellenza è una sua contraddizione.
Ora sta veramente esagerando. Lei non ha nessun diritto di esprimersi in maniera così arrogante e aggressiva e di insultare chi ha il solo torto di amare anche la lingua inglese. E con questo chiudo.

Avatara utente
Giorgio Pagano
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Iscritto in data: gio, 13 apr 2006 20:14

Arrogante io?

Intervento di Giorgio Pagano »

Stanno obbligando tutto il mondo, con le buone o con le cattive, ad apprendere la loro lingua e l'arrogante sarei io?
Forse è il caso che le ricordi l'India e Gandhi. E' come se lei desse dell'arrogante a Gandhi perché vuole cacciare gli inglesi dalla sua terra. Io voglio cacciare l'inglese dalla mia testa perché l'ha occupata abusivamente. E' una lingua che mi hanno imposto così come nell'Europa dell'Est obbligavano i loro bambini fin dalle elementari a studiare il russo.
Dopo il genocidio dei corpi perpetrato dai tedeschi siamo al genocidio delle menti perpetrato dagli anglofoni. E lei da' a me dell'arrogante?
Ma mi faccia il piacere, mi faccia.

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