«Escalation»

Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

E se i sinonimi proposti non vanno bene ai giornalisti, perché non (e)scalazione? :D
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:E se i sinonimi proposti non vanno bene ai giornalisti, perché non (e)scalazione? :D
Perché chi usa un forestierismo quando ci sono le parole italiane confacenti, come intensificazione o spirale, è mentalmente agli antipodi dalla possibilità di usare un calco. Né vedo perché si debba cercare di introdurre un calco quando esistono le parole italiane adatte. I calchi vanno bene per le parole nuove che esprimono un concetto prima non esistente nella lingua d'arrivo. Si vuole forse dare un contentino al giornalista? Visto che non riesci a usare la parola italiana, fai il bravo, almeno usa il calco! Procedere così - inventare un calco per ogni forestierismo di lusso - non serve. Occorre invece ribadire - con i dovuti modi s'intende - l'asineria di chi usa la parola straniera quando esiste già quella italiana.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Eppure ho trovato in rete circa 350 occorrenze di escalazione:
La prevenzione di un’escalazione violenta dei conflitti comprende due fasi distinte: la segnalazione tempestiva (early warning) di una situazione di conflitto violento potenziale e l’azione tempestiva (early action), cioè la prevenzione in senso proprio (NCDO 1997). È bene tenere separate queste due fasi, anche perché richiedono strumenti e competenze differenziati. (Tratto da questa pagina.)

Non sempre è facile distinguere aggressione, ostacolamento o competizione. Le categorie qui elencate si mischiano nella realtà complessa. Questi tipi non sono separati in modo netto: si tratta piuttosto di punti focali di una linea continua che va da una situazione di orientamento a uno scopo esterno, proseguendo via via verso un aumento dell’intervento sull’azione altrui, fino ad arrivare là dove lo scopo originario finisce per avere un ruolo secondario di fronte alla volontà di agire su e contro l’agente, ovvero là dove l’aggressione è il fine stesso. Questo processo graduale corrisponde al fenomeno
dell’escalazione. (qui)

Gli strumenti evidenziati sono modulabili per l’impiego in tutte le fasi del processo conflittuale: nella fase precoce rispetto a una possibile escalazione violenta di un conflitto, che va dal conflitto latente alla crisi politica; nel periodo della polarizzazione e confrontazione; nel momento in cui vi sia il ricorso alla violenza; nel dopoguerra per la riconciliazione e la ricostruzione. (qui)
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Eppure ho trovato in rete circa 350 occorrenze di escalazione:
La prevenzione di un’escalazione violenta dei conflitti comprende due fasi distinte: la segnalazione tempestiva (early warning) di una situazione di conflitto violento potenziale e l’azione tempestiva (early action), cioè la prevenzione in senso proprio (NCDO 1997). È bene tenere separate queste due fasi, anche perché richiedono strumenti e competenze differenziati. (Tratto da questa pagina.)

Non sempre è facile distinguere aggressione, ostacolamento o competizione. Le categorie qui elencate si mischiano nella realtà complessa. Questi tipi non sono separati in modo netto: si tratta piuttosto di punti focali di una linea continua che va da una situazione di orientamento a uno scopo esterno, proseguendo via via verso un aumento dell’intervento sull’azione altrui, fino ad arrivare là dove lo scopo originario finisce per avere un ruolo secondario di fronte alla volontà di agire su e contro l’agente, ovvero là dove l’aggressione è il fine stesso. Questo processo graduale corrisponde al fenomeno
dell’escalazione. (qui)

Gli strumenti evidenziati sono modulabili per l’impiego in tutte le fasi del processo conflittuale: nella fase precoce rispetto a una possibile escalazione violenta di un conflitto, che va dal conflitto latente alla crisi politica; nel periodo della polarizzazione e confrontazione; nel momento in cui vi sia il ricorso alla violenza; nel dopoguerra per la riconciliazione e la ricostruzione. (qui)
Io trovo solo 160 occorrenze di pagine con escalazione + conflitto, misteri di Google, però ne saltano fuori più di 85.000 cercando intensificazione + conflitto. Ribadisco la mia contrarietà alla creazione del calco quando esiste già la parola italiana adatta, perché tra l'altro va contro un principio di economia linguistica.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Ma escalation non s’usa soltanto con la parola conflitto (con conflitti vengon fuori altre 79 occorrenze ;)). In fondo, visto che ha assunto significati piú ristretti e precisi rispetto a intensificazione, ecc., non vedo perché dovremmo avversare un innocuo adattamento come escalazione.
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Federico
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Intervento di Federico »

Non vedo tutti questi significati precisi e ristretti: escalation è usato per qualunque cosa!
Concordo con Roberto Crivello: molto meglio usare le parole già esistenti, semmai ampliandone leggermente l'uso.
Semmai è possibile parlare anche di climax (anche se bisogna costruire la frase in modo diverso :?)...

E non vedo problemi a dire «La prevenzione di una degenerazione violenta dei conflitti comprende due fasi distinte».
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Dal Treccani:
escalation 1. Condotta delle operazioni belliche caratterizzata da un aumento progressivo e graduale nell’impiego delle armi e nell’estensione delle misure militari (il termine ha assunto questo sign., e si è diffuso, con riferimento ai modi d’intervento degli Stati Uniti nel Vietnam, a partire dal 1964).
2. In senso piú ampio, qualsiasi azione o comportamento caratterizzati, nel loro corso, da un aumento graduale d’impegno o d’intensità; per es., della contestazione, del terrorismo, della repressione, e, con riguardo all’uso di stupefacenti, l’aumento progressivo della quantità di droga assunta o il ricorso a droghe via via piú forti.
Se al posto di escalation, in questi sensi ben piú ristretti del generico intensificazione, si comincia a dire escalazione, io l’accolgo come un arricchimento lessicale.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Benché non sia nel Diccionario de la lengua española della Real Academia Española, Google fornisce molte ricorrenze di escalación. Adattato a ogni lingua, sarebbe proprio un europeismo come molti altri.

P.S. Ho segnalato escalazione a De Mauro e Garzanti. ;)
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Dal Treccani:
escalation 1. Condotta delle operazioni belliche caratterizzata da un aumento progressivo e graduale nell’impiego delle armi e nell’estensione delle misure militari (il termine ha assunto questo sign., e si è diffuso, con riferimento ai modi d’intervento degli Stati Uniti nel Vietnam, a partire dal 1964).
2. In senso piú ampio, qualsiasi azione o comportamento caratterizzati, nel loro corso, da un aumento graduale d’impegno o d’intensità; per es., della contestazione, del terrorismo, della repressione, e, con riguardo all’uso di stupefacenti, l’aumento progressivo della quantità di droga assunta o il ricorso a droghe via via piú forti.
Se al posto di escalation, in questi sensi ben piú ristretti del generico intensificazione, si comincia a dire escalazione, io l’accolgo come un arricchimento lessicale.
Tutti questi significati dati dal Treccani possono benissimo essere resi con intensificazione (opportunamente qualificata se necessario, p. es. progressiva) o altre parole.
Mi stupisce che lei, con la sua sensibilità linguistica, non veda l'artificiosità di questa parola il cui aspetto mal dissimula la sua natura di calco di un prestito di lusso. Io non la vedo come arricchimento bensì come foriera di impoverimento lessicale, perché come capita ai forestierismi anche se mascherati da calco, spazzerà via varie parole italiano e finirà per essere usata in modo esclusivo e a sproposito. Senza contare che si porta dietro il fatto - ci ha pensato? - che o farà nascere il verbo *escalare (considererà anche questo un arricchimento lessicale?) o rimarrà un sostantivo isolato o richiederà la trasformazione delle frasi in frasi a carattere nominale, quindi a volte poco eleganti. Consideri i due esempi di uso di to escalate forniti nell'Oxford American Dictionary:
- the disturbance escalated into a full-scale riot
- we do not want to escalate the war

e adesso scriva le due frasi corrispondenti italiane usando escalazione.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Lei è traduttore, ed è quindi naturale che pensi a come verrà ‘tradotto’ qualcosa. Io penso soltanto al fatto che l’influsso d’una lingua sull’altra, quando porta sfumature e precisazioni e non doppioni, sia un arricchimento – se in forma italianizzata. ;)

Il termine intensificazione (nel Battaglia con una sola accezione assai generica) non ha in sé il senso di «aumento progressivo, graduale»: un’intensificazione piú essere anche repentina; escalazione, invece, evoca il salire le scale, gradino per gradino (veda l’OED, quello vero, e vedrà che c’è all’origine del termine anche la nostra scalata). Non c’è immagine piú acconcia per indicare una progressione?

Se ne nascerà il verbo escalare, potrei solo rallegrarmi che l’italiano sia ancora capace di trarre fecondo profitto seguendo le sue strutture proprie e inconfondibili.
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Roberto Crivello
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Marco1971 ha scritto:Il termine intensificazione (nel Battaglia con una sola accezione assai generica) non ha in sé il senso di «aumento progressivo, graduale»: un’intensificazione piú essere anche repentina; escalazione, invece, evoca il salire le scale, gradino per gradino (veda l’OED, quello vero, e vedrà che c’è all’origine del termine anche la nostra scalata). Non c’è immagine piú acconcia per indicare una progressione?

Se ne nascerà il verbo escalare, potrei solo rallegrarmi che l’italiano sia ancora capace di trarre fecondo profitto seguendo le sue strutture proprie e inconfondibili.
L'etimologia c'è anche nell'Oxford che ho io, non mi sfuggiva, comunque progressiva non dice niente in sé e per sé, perché andrà sempre specificata. Se oggi piovono 100 razzi e domani 200, dirà che c'è stata una escalation o una intensificazione? E se invece ne cascano prima 100 e poi 150? Chi stabilisce il criterio di progressività? È tutto sfumato, non è la parola a definire precisamente il concetto - anzi il fatto - bensì il contesto, e se do il contesto non ho bisogno di usare un prestito di lusso né un suo calco.

E io non vedo un eventuale *escalare come segno di vitalità bensì come segno di riproduzione passiva, imitazione, perché - qui è il punto - ci sono già le parole italiane adatte.

Ma direi che la possiamo fermare qui, a meno che lei non voglia l'ultima parola, perché evidentemente qui la mia e la sua sensibilità linguistica divergono.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Sembra quasi che lei non abbia letto le definizioni riportate, riferite a specifici ambiti, nei quali si può anche usare intensificazione, incremento ecc., ma con una «perdita» semantica.

Il concetto di «ultima parola» è estraneo al mio modo d’interagire. In questo spazio ci si esprime se si ha qualcosa da dire, e si tace quando si considera che non c’è nulla da aggiungere. O diciamo semplicemente che è un mio modo tutto personale di vedere le cose.

A me piacerebbe sentire altre opinioni su escalazione...

È tuttavia confortante sentirla, diversamente dal solito, difendere la lingua tradizionale come stasera. :D
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Sembra quasi che lei non abbia letto le definizioni riportate, riferite a specifici ambiti, nei quali si può anche usare intensificazione, incremento ecc., ma con una «perdita» semantica.
Ripeto, qui sta il punto: io non vedo una perdita semantica perché la parola andrà sempre inserita in un contesto che ne specificherà esattamente il senso. Forse la differenza tra i nostri due punti di vista sta proprio nell'estrema importanza che io dò al contesto, e ciò deriva - e qui le dò ragione - dal fatto che traduco e quindi vedo come il vero completo significato non possa mai derivare da una sola parola.

Le definizioni le ho lette, sembra invece che lei non abbia letto la mia obiezione, che qui amplio: progressivo è un concetto sfumato e che quindi si presta a interpretazioni soggettive finché non viene quantificato: ciò che è progressivo per una persona può non esserlo per un'altra per cui non sarà il calco di un prestito di lusso a specificare esattamente il concetto.
Marco1971 ha scritto:Il concetto di «ultima parola» è estraneo al mio modo d’interagire. In questo spazio ci si esprime se si ha qualcosa da dire, e si tace quando si considera che non c’è nulla da aggiungere. O diciamo semplicemente che è un mio modo tutto personale di vedere le cose.

A me piacerebbe sentire altre opinioni su escalazione...
Giusto, è quello che volevo dire: taciamo per un po' e vediamo cosa ne pensano altri :-)
Marco1971 ha scritto:È tuttavia confortante sentirla, diversamente dal solito, difendere la lingua tradizionale come stasera. :D
Io difendo la logicità e la proprietà dell'uso delle parole - siano esse nazionali o forestiere - ma siccome logicità e proprietà in ultima analisi si possono ricondurre allo stile e quest'ultimo è individuale, ognuno vedrà in un certo modo l'opportunità di usare o no un calco. E nel caso specifico io non ce la vedo.
Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude »

escalaciónescalação hanno il significato di escalation. In portoghese/spagnolo diciamo escalada, intensificação/intensificación. Escalación mi suona più come atto o effetto di escalar (scalare), però questo significato non è registrato: esiste già escalamiento/escalamento.

Brazilian dude
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Incarcato
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Iscritto in data: lun, 08 nov 2004 12:29

Intervento di Incarcato »

Io non credo che abbiamo bisogno d'un neologismo per tradurre escalation, data la genericità del concetto espresso.
Qui, mi pare, nella scelta del traducente piú opportuno è solo questione di stile personale: inasprimento delle operazioni belliche, o inasprimento bellico, un banale aggravarsi della situazione (militare), incrudelimento bellico... ma ce ne son tanti.
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