«Escalation»

Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
Federico
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Intervento di Federico »

Piú che la progressività, quello che importa di una escalation è, riprendendo il paragone della scala, che si continua a salire un gradino dopo l'altro senza che si veda una fine; pensate la scala a chiocciola ed ecco che spirale è a dir poco perfetto. :)
La progressività (continua) si può ottenere usando un infinito sostantivato: l'intensificarsi; per non parlare poi di crescendo.

Oggi ho sentito un altro esempio in cui avrebbe potuto essere sostituito da degenerazione, dove la specificazione dopo escalation dice in cosa degenera quello di cui si sta parlando: era qualcosa del genere "escalation di guerra" e significava che l'attuale situazione in Medio Oriente rischia, man mano che si va avanti (eccola qui la progressività), di diventare una vera e propria guerra. A me sembra che degenerazione trasmetta entrambi i significati.

Con questo la lista è già ben lunga (senza contare altre possibilità piú specifiche come quelle suggerite da Incarcato):
*escalation: intensificazione, intensificarsi; crescita, crescendo; spirale; degenerazione; scalata

Tutte parole che non saranno a rischio di estinzione per cosí poco, va bene, ma a me sembra un impoverimento non sfruttarle.

P.s.: varrebbe la pena di spostare tutti questi messaggi in un filone a parte.
Ultima modifica di Federico in data mar, 18 lug 2006 19:51, modificato 1 volta in totale.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Non v’è dubbio che la nostra lingua disponga di mille modi per rendere il concetto, e infatti scalata, nell’accezione 8 del Battaglia, ha anche il senso preciso dell’accezione 1 di escalation:
Scalata 8. Progressiva intensificazione di un impegno o di uno sforzo militare.
L’anglicismo s’impiegherà pure in tutte le salse, ma i dizionari dell’uso specificano che s’adopra in contesti (1) militari, e (2) con connotazioni negative, in contesti riferentisi a fenomeni politici, sociali e economici.

Dunque, per riassumere la mia posizione: ritengo preferibile scalata, spirale, ecc., ma se il prestito di crudo lusso non viene estromesso a calci nel sedere, non mi scandalizzerei – anzi, lo reputerei opportuno – dell’adattamento escalazione.
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Federico
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Intervento di Federico »

Marco1971 ha scritto:Dunque, per riassumere la mia posizione: ritengo preferibile scalata, spirale, ecc., ma se il prestito di crudo lusso non viene estromesso a calci nel sedere, non mi scandalizzerei – anzi, lo reputerei opportuno – dell’adattamento escalazione.
Il problema è che rischia di legittimare l'impoverimento lessicale, e perciò non è affatto innocuo.

Non so, se fra dieci anni non sarà rientrata la moda di escalation allora mi rassegnerò a propugnare l'adattamento; fino ad allora, mi opporrò alla pigrizia lessicale che ne impone l'uso.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Io spero che questa moda svanisca, ma obiettivamente pare assai improbabile che la parola escalation, registrata da tutti i dizionari, persino dal Gabrielli (e senza commento sulla sua inutilità!), subitamente si dilegui nel nulla, soprattutto se supportata dall’uso quotidiano dei media. Spesso qui è stata invocata l’«arma» della «monoreferenzialità», propria dei forestierismi, e questo qui fa eccezione?

Piú che d’impoverimento lessicale, parlerei d’impoverimento espressivo (il lessico esiste sempre, quel che cambia è l’uso che se ne fa).
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Aggiungo, per completezza, quel che ne dice il volume diretto da Aldo Gabrielli, Come parlare e scrivere meglio (Milano, Selezione dal Reader’s Digest, quarta ristampa febbraio 1988):
escalation Inglese: scalata, crescendo, incremento, intensificazione. Il termine è entrato nel linguaggio militare, politico e giornalistico a proposito dell’espandersi e dell’intensificarsi dell’attività militare statunitense in Indocina nella seconda metà degli anni Sessanta. Successivamente è passato a indicare ogni acutizzazione di un fenomeno, per lo piú preoccupante: l’escalation dei prezzi, della conflittualità sindacale, eccetera. Lo traducono anche con “spirale”.
Non mi pare un termine effimero, proprio perché legato a precisi avvenimenti storici. Solo per questo caldeggio l’adattamento.

P.S. In una specie di bloggo, ho trovato questo (grassetto mio):
I just heard an Italian say (in a news clip) “Questo documento rappresenta un escalation...” (the last word pronounced as in English). I would have thought that if the word were to be borrowed, it would be Italianized as escalazione. Do English words have the sort of cachet in Italian that French words have, or used to have, in English?
:lol:
fabbe
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Intervento di fabbe »

Concordo con Marco su questo tema.

Chi sa come si pongono i giornalisti davanti alla questione dei forestierismi: ne parlano fra loro? hanno qualche prassi non scritta?
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Io spero che questa moda svanisca, ma obiettivamente pare assai improbabile che la parola escalation, registrata da tutti i dizionari, persino dal Gabrielli (e senza commento sulla sua inutilità!), subitamente si dilegui nel nulla, soprattutto se supportata dall’uso quotidiano dei media. Spesso qui è stata invocata l’«arma» della «monoreferenzialità», propria dei forestierismi, e questo qui fa eccezione?

Piú che d’impoverimento lessicale, parlerei d’impoverimento espressivo (il lessico esiste sempre, quel che cambia è l’uso che se ne fa).
Marco, la monoreferenzialità è pertinente per i tecnicismi. Escalation non è un tecnicismo anche quando usata nell'ambito (quello militare) che più vicino sarebbe a uno tecnico. È un concetto, come ho già detto, che se non viene quantificato si presta a interpretazioni soggettive e quindi è lecito renderlo in modi diversi secondo la resa stilistica che si vuole ottenere.
Se una convenzione internazionale definisse, a scopi qualsivoglia, escalation come il raddoppio nell'arco di sei mesi della quantità di armi usate o in qualsiasi altro modo si voglia immaginare, allora la parola diventerebbe un tecnicismo, con significato univoco, e sarebbe legittimo usare sempre e solo escalazione per indicarla.

Aggiungo, con riferimento alla nascita del termine che sembra essere avvenuta in occasione della guerra in Indocina, che la quantificazione non deve essere necessariamente numerica, ma deve stabilire con precisione i limiti d'uso della parola perché la si possa considerare tecnicismo e quindi invocarne la monoreferenzialità. Ad esempio, nel campo meccanico cambio è univocamente specificato anche se non in termini numerici: è il complesso di ingranaggi che serve a trasmettere la potenza dal motore alle ruote. Finché escalation e quindi un possibile escalazione indicavano solo l'intensificazione del conflitto in Indocina, esisteva la monoreferenzialità, ma poi, come la stessa definizione del Reader's Digest mostra, il significato della parola si è nebulizzato e questa ha perso ogni diritto all'univocità della resa espressiva.
Ultima modifica di Roberto Crivello in data mar, 18 lug 2006 22:56, modificato 2 volte in totale.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Se non è un tecnicismo è comunque una parola squisitamente mediatica, e non credo che un parlante medio, riferendosi all’intensificarsi del proprio dolore al piede, dica «Ho avuto un’escalation di dolore al piede». No. Appunto perché, come ho detto e ridetto, questa parola è usata in particolari contesti, sopra precisati. Nessuno parla, ch’io sappia, d’escalation della temperatura, per esempio.
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Se non è un tecnicismo è comunque una parola squisitamente mediatica, e non credo che un parlante medio, riferendosi all’intensificarsi del proprio dolore al piede, dica «Ho avuto un’escalation di dolore al piede». No. Appunto perché, come ho detto e ridetto, questa parola è usata in particolari contesti, sopra precisati. Nessuno parla, ch’io sappia, d’escalation della temperatura, per esempio.
Non sia così sicuro sugli abusi a cui non si può arrivare quando si perde il senso della misura e si comincia a usare una parola come il prezzemolo. Anzi, più il comune parlante (o anche quello un po' più scaltrito) la vede come tecnicismo e di alto livello perché usata dai giornalisti, più la vuole usare (a sproposito).

Legga qui questa frase:
Ogni volta che si effettua questa escalation ( fine del carburante, collasso degli atomi esterni, aumento della temperatura, passaggio a un nuovo tipo di carburante) il sole è sconvolto da un'esplosione, e lancia verso lo spazio i gas degli strati più esterni
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Il suo è proprio un esempio di uso che nulla ha che vedere col linguaggio comune. Qui si parla d’astronomia! Io parlavo di lingua di tutt’i giorni! ;)

Piú seriamente, perché si accanisce su questo particolare anglismo, visto che lei ne usa altri a carra!
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:Il suo è proprio un esempio di uso che nulla ha che vedere col linguaggio comune. Qui si parla d’astronomia! Io parlavo di lingua di tutt’i giorni! ;)

Piú seriamente, perché si accanisce su questo particolare anglismo, visto che lei ne usa altri a carra!
Adesso non voglio ripetermi né voglio annoiare gli altri. Questo anglismo non mi piace perché il suo uso è, come tanti altri prestiti di lusso, sintomo di pigrizia mentale.

Può anche non crederci, ma io uso gli anglismi solo quando sono strettamente necessari. Forse uso meno anglismi io di quanti adattamenti fonotattici alla Arrigo Castellani usa lei.
:-)
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto:Adesso non voglio ripetermi né voglio annoiare gli altri. Questo anglismo non mi piace perché il suo uso è, come tanti altri prestiti di lusso, sintomo di pigrizia mentale.
Come performance, suspense, e tanti altri.
Roberto Crivello ha scritto:Può anche non crederci, ma io uso gli anglismi solo quando sono strettamente necessari. Forse uso meno anglismi io di quanti adattamenti fonotattici alla Arrigo Castellani usa lei.
:-)
E gli adattamenti fonetici sono forse peggio della peste?
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:
Roberto Crivello ha scritto:Adesso non voglio ripetermi né voglio annoiare gli altri. Questo anglismo non mi piace perché il suo uso è, come tanti altri prestiti di lusso, sintomo di pigrizia mentale.
Come performance, suspense, e tanti altri.
Performance sì, suspense no. Il primo può avere tanti significati diversi, usarlo in modo generalizzato è quindi sintomo di pigrizia mentale, il secondo invece indica inequivocabilmente un solo concetto. A me non sarebbe dispiaciuta la resa sospesa proposta da Bruno Migliorni, ma purtroppo non è mai stata accolta.
Marco1971 ha scritto: E gli adattamenti fonetici sono forse peggio della peste?
Ma no, semplicemente a molte persone non paiono naturali, li trovano dialettali, lei sa che è così. Poi lei faccia come crede. In genere a un adattamento io preferisco un traducente se possibile, nel caso di parole lampo come blog non mi pongo il problema come non me lo pongo per bar né se lo pongono tanti italiani, probabilmente perché - senza rendersene conto - hanno assimilato il terzo sistema fonologico.
:-)
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto:A me non sarebbe dispiaciuta la resa sospesa proposta da Bruno Migliorni, ma purtroppo non è mai stata accolta.
Siamo alle solite! Chi l’ha mai lanciato (ma lanciato lanciato)?
Roberto Crivello ha scritto:Ma no, semplicemente a molte persone non paiono naturali, li trovano dialettali, lei sa che è così. Poi lei faccia come crede. In genere a un adattamento io preferisco un traducente se possibile, nel caso di parole lampo come blog non mi pongo il problema come non me lo pongo per bar né se lo pongono tanti italiani, probabilmente perché - senza rendersene conto - hanno assimilato il terzo sistema fonologico.
:-)
Sembrerebbe che io abbia urlato nel deserto... No, no, ovvio, rispetto e accetto il suo punto di vista. Tuttavia, dopo tutto quello che io e altri abbiamo scritto, vedo che per lei bar e blog sono la stessa cosa! :(
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:
Roberto Crivello ha scritto:A me non sarebbe dispiaciuta la resa sospesa proposta da Bruno Migliorni, ma purtroppo non è mai stata accolta.
Siamo alle solite! Chi l’ha mai lanciato (ma lanciato lanciato)?
Quindi diciamo che è parola rimasta allo stato virtuale. Che possiamo farci? Avrebbe dovuto (dovrebbe) lanciarla un grande regista, un attore famoso, un critico cinematografico di fama mondiale. Federico Fellini avrebbe potuto farlo, come ha fatto entrare nel nostro lessico paparazzi. Purtroppo non è successo.
Marco1971 ha scritto:Sembrerebbe che io abbia urlato nel deserto... No, no, ovvio, rispetto e accetto il suo punto di vista. Tuttavia, dopo tutto quello che io e altri abbiamo scritto, vedo che per lei bar e blog sono la stessa cosa!
Provi a spiegare la differenza a beneficio degli altri (penso di conoscere già le sue argomentazioni). Però attento: deve inquadrare le due parole ciascuna nel suo periodo storico (p.es., solo giornali al tempo di bar, una rete telematica mondiale oggi) e alla luce dei mutamenti avvenuti nel sentimento della norma linguistica degli italiani.
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