«Cosplay» e «cosplayer»

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Zabob
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«Cosplay» e «cosplayer»

Intervento di Zabob » gio, 06 nov 2014 19:10

Se non vi siete ancora imbattuti in questi termini siete fortunati.
Cosplay se non ho capito male è un neologismo nipponico (che in giapponese suona kosupure), coniato dall'unione delle due parole inglesi cos[tume] e play. Per usare la definizione dei Neologismi Treccani, cosplay è «[l]a moda di indossare i costumi di personaggi dei film, dei fumetti e dei cartoni animati preferiti»; naturalmente cosplayer è chi si traveste allo scopo.
I personaggi riprodotti possono essere anche quelli di telefilm, gruppi musicali o videogiochi, come ci informa al riguardo Wikipedia.
Data la monoreferenzialità del vocabolo, credo non abbia senso proporre un traducente (sarebbe come voler tradurre manga o samurai); in effetti, a guardare le voci nelle altre principali lingue in Wikipedia, in nessuna il termine è stato adattato, a parte l'esperanto (ovviamente) che l'ha reso con rolkostumado.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Carnby
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Intervento di Carnby » gio, 06 nov 2014 22:29

È una banale mascherata, io stesso l'ho fatto in un paio d'occasioni.

Avatara utente
Zabob
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Intervento di Zabob » ven, 07 nov 2014 0:10

D'accordo, ma mascherata fa pensare istintivamente al carnevale. E poi il cosplay è un tipo particolare di mascheramento, non prevede solo il travestimento ma anche l'immedesimazione nel personaggio.
Segnalo di passaggio la grossolana traduzione del Treccani: «costume e player, cioè giocatore in costume», che sembra ignorare l'accezione teatrale di play in inglese ("messa in scena", "rappresentazione", ecc.).
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

domna charola
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Intervento di domna charola » ven, 07 nov 2014 9:38

Concordo. Sino a qualche decennio fa ci si metteva in costume - o meglio, in maschera - solo a Carnevale.
Oggi però esitono altri campi, completamente diversi per spirito e per approccio al costume stesso, ed è giusto differenziarli, scovando il giusto traducente.
Fra le possibili varianti, a memoria mi viene in mente:

- il cosplayer di cui stiamo discutendo

- quelli che fanno giochi di ruolo

- il reenactor, che nella traduzione più corretta fa ricostruzione storica.

In ciascuno di questi tre campi, se dici loro che è una "mascherata", semplicemente si inc...bufaliscono.

Carnby
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Intervento di Carnby » ven, 07 nov 2014 20:25

Faccio un esempio: siccome Zorro e Dracula sono stati (anche) personaggi cinematografici, il travestirsi da questi personaggi rientra teoricamente nell'ambito del cosplay. Il fatto è che il cosplay si fa in occasioni differenti dal Carnevale ed esclude alcuni mascheramenti comuni in quel periodo (per esempio fatina – a meno che non sia una delle Winx... – o pagliaccio).

domna charola
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Intervento di domna charola » lun, 10 nov 2014 9:39

Non solo in occasioni diverse dal Carnevale, ma soprattutto con spirito e intenzioni diverse.
Il travestimento di tipo "carnevalesco" può essere usato anche in altre occasioni, al di fuori delle date canoniche, basta mettersi d'accordo (es.: festa in maschera, festa a tema, Ognissanti...); così come il "cosplayer" potrebbe in teoria *cosplaiare anche a Carnevale, rimanendo comunque tale.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » ven, 24 apr 2015 16:58

Salve a tutti! Vivendo a Tokyo mi imbatto sia nella parola sia nelle persone.
Se la cosa può interessare io li chiamo Brancaleoni. Non so, la prima volta che ne vidi uno mi riportò alla mente Brancaleone alle crociate. Da allora li ho tutti battezzati Brancaleoni agli incroci, perché te li ritrovi ad ogni incrocio.

:D

Carnby
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Intervento di Carnby » mar, 01 nov 2016 20:03

Di ritorno dal Lucca Comics&Games (notare il nome in vernacolo lucchese...) ho scoperto che esiste una voce disusata, immascherata, che forse potrebbe essere ripescata per cosplaying (mentre il cosplayer potrebbe essere un immascheratore e il cosplay un immascheramento), distinguendola così anche dalla mascherata di tipo carnevalesco-alloguinesco, pur non essendo troppo strana e ricercata. Provo a usarla, poi guardo l'effetto che viene fuori.

domna charola
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Intervento di domna charola » mer, 02 nov 2016 11:52

Il punto è che c'è differenza fra "maschera" e "costume". E chi si mette in costume in genere trova offensiva e fuorviante qualsiasi possibilità di confusione con un mascheramento.
Quindi difficilmente attecchirebbe comunque nell'ambito degli adepti (che sono peraltro quasi gli unici a usare il termine: per i non iniziati, sono tutti "in maschera" indistintamente).
Ultima modifica di domna charola in data ven, 04 nov 2016 9:43, modificato 1 volta in totale.

Carnby
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Intervento di Carnby » gio, 03 nov 2016 23:27

Mi pare che costumazione, costumata e costumamento non siano attestati…

domna charola
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Intervento di domna charola » ven, 04 nov 2016 9:59

Il nocciolo del problema, nei traducenti, è sempre lo stesso: trovare un termine che "piaccia" istintivamente a chi effettivamente lo usa. Questo vale ancora di più quando si entra in un gergo "tecnico", che fa parte degli elementi di riconoscimento di un gruppo.
Storicamente, c'è stata una netta presa di distanze da tutto ciò che evoca maschere e mascheramento, da parte di almeno due gruppi di obbisti: i ricostruttori storici e i ricostruttori di personaggi di cinema e letteratura.
Quando esci di casa con un abbigliamento del genere, e il vicino ti guarda fra il sospettoso e il disapprovante, e magari ti dice pure "ancora in maschera alla sua età"... beh, ecco, a quel punto ti imbufalisci, e sottolinei che sei / stai facendo una cosa diversa.
Ovvio che protestare "Non sono in maschera, ma sto facendo un immascheramento!", porti a una sola risposta: "Ecco, l'ho detto, io!..."
Da qui purtroppo nasce la fuga nel termine tecnico, che se è straniero e incomprensibile fa più scena, in primis perché - si sa - l'inglese nobilita :roll: , e poi perché essendo non chiaro, concede quell'attimo di esitazione stupita da parte dell'interlocutore che permette la fuga, ovvero lo fa sentire non aggiornato, fuori posto col suo commento.

Per il re-enactment il problema è stato risolto dall'interno - forse in tempi in cui l'anglomania non era così imperante visto che parliamo di una ventina d'anni fa almeno - e al termine "rievocatore (o ricostruttore) storico" si affianca oggi l'abbreviazione "rievocatore", usata correntemente e compresa all'interno del giro. Verso l'esterno, in ambedue le versioni, molto spesso si deve comunque spiegare cos'è, perché nemmeno in italiano il significato è chiaro.
Per il cosplay non mi risulta niente del genere, ma non è detto che non si possa trovare un traducente, che non crei equivoci con il semplice mascherarsi (fatto liberamente secondo fantasia, disponibilità di materiali e totale libertà interpretativa), e che sottolinei l'attività di ricostruzine fedele del personaggio attraverso la ricerca sia dei materiali che della gestualità.

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Sixie
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Intervento di Sixie » ven, 04 nov 2016 20:35

Io li chiamerei camùfi, quelli che amano camuffarsi. :D
We see things not as they are, but as we are. L. Rosten
Vediamo le cose non come sono, ma come siamo.

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Animo Grato
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Intervento di Animo Grato » sab, 05 nov 2016 12:12

Sixie ha scritto:Io li chiamerei camùfi, quelli che amano camuffarsi. :D
E c'è dentro anche l'UFO! :wink:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Intervento di domna charola » lun, 07 nov 2016 9:40

Sixie ha scritto:Io li chiamerei camùfi, quelli che amano camuffarsi. :D
Vabbé... allora ci mettiamo dentro anche attori e attrici, ad esempio.

Non confondiamo la sostanza della cosa/azione, con i giudizi personali di chi non ritiene tale attività degna di un nome suo. Io posso anche guardare con un sorriso di sufficienza chi pasa la domenica impersonando l'Uomo Ragno (ma anche chi in una domenica di sole si infila alle cinque del mattino in una grotta umida, chi si tappa in casa a riordinare i francobolli etc. etc.), pensare che non lo farei mai, epperò riconosco loro, rispettivamente, la qualifica di "collezionista di francobolli", "speleologo" e... e... per chi ricostruisce un personaggio letterario o cinematografico?... questo è il problema sul tavolo. Come lo chiamo, in italiano corretto, scientifico, asettico?

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Intervento di Sixie » mar, 08 nov 2016 12:58

La definiscono già arte ludica oppure arte del travestimento.
In effetti il cosplay si può considerare una forma d'arte. :D
We see things not as they are, but as we are. L. Rosten
Vediamo le cose non come sono, ma come siamo.

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