«Fertility Day»

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Animo Grato
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«Fertility Day»

Intervento di Animo Grato » gio, 01 set 2016 1:00

L'ennesimo oltraggio.
Ma, d'altronde, capisco che ci sarebbero volute doti logopoietiche non comuni per escogitare un efficace traducente... :roll: :roll: :roll:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

Carnby
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Intervento di Carnby » gio, 01 set 2016 9:04

Se non altro è tutto «inglese».
Mi ricordo, qualche anno fa di un «Israele day» che era fin peggio (sponsorizzato da Ferrara che voleva chiamare il «Family day» Dies familiae).

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » gio, 01 set 2016 10:09

Ormai il modello [nome qualunque] day è entrato stabilmente nel linguaggio dei media. Non mi stupisce piú. Mi disgusta, questo sí. Ma non mi stupisce. Non manca molto che anche il Giorno della memoria diventi il Remembrance day. :?

Carnby
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Intervento di Carnby » gio, 01 set 2016 13:51

Sarebbe da proporre Memorial day per il Giorno della memoria e Remembrance day per il Giorno del ricordo (sì, esiste anche quello, per i caduti delle foibe). È più probabile che accettino questo di tante altre cose. Anzi, dato che ci siamo, proponiamo l'itanglese come lingua ufficiale, così finisce questa situazione incresciosa. :x

sempervirens
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Intervento di sempervirens » gio, 01 set 2016 15:22

Mah, a me queste formazioni lessicali con "day" mi fanno tanto ricordare una barzelletta. Un Inglese Chiede ad un commilitone australiano- " Did you come here to die? E lui risponde- "Nah mate, I came here yesterday!"
No perché, come avrete capito, nonostante da loro "si parli l'inglese" c'è chi pronuncia una vocale in un modo e chi in un altro.
Dunque, siccome ho sentito biascicare da miei connazionali la parola (aliena per me) premier in diverse maniere (praimer, praimaar, premierr, ...) allora mi chiedevo se anche con la parola day ci fossero i medesimi problemi di come pronunciare queste benedette vocali. No perché ci sta che se uno lo pronuncia all'australiana (cosa possibilissima) allora ci viene fuori un "fertility die". Roba da far accapponare la pelle, dico io. :)

Siamo messi proprio benino eh! :)
Ultima modifica di sempervirens in data gio, 01 set 2016 15:30, modificato 1 volta in totale.
Io nella mia lingua ci credo.

Carnby
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Intervento di Carnby » gio, 01 set 2016 15:25

sempervirens ha scritto: No perché se a uno viene in mente di pronunciarlo all'australiana (cosa possibilissima)
O alla londinese (Cockney e simili)...

guidoalberto
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Intervento di guidoalberto » ven, 02 set 2016 11:17

Finché era l'internet day pazienza, ma io trovo particolarmente sconcio che un ministero adoperi questo linguaggio per temi così delicati come la procreazione.
Questo non vale solo per il titolo: il sito è improntato a una modalità comunicativa che per la mia sensibilità è a dir poco inopportuno (spermatozoi, cuori, videogiochini insulsi, banane ecc..), ma che probabilmente viene ritenuto efficace per destare l'attenzione dei giovani e per diffondersi rapidamente nelle piattaforme sociali.
In questo contesto anche il registro linguistico è ovviamente allo stesso livello.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 02 set 2016 23:39

Quest’incresciosa scelta mette in luce un altro fatto. Oramai anche i sostantivi astratti creati col suffisso -ità, che non dovrebbero subire alcuna concorrenza dacché sono usati comunemente, vengono affiancati (e, in futuro, interamente sostituiti?) dai loro corrispettivi inglesi.

In economia c’è l’austerity (pronunciato tra l’altro austèriti), che concorre con austerità (qui un confronto piuttosto eloquente su Google Tendenze). Ora c’è fertility: in quest’articolo, ad esempio, si legge «campagna pro-fertility». D’altronde pare che il latinismo pro attiri facilmente gli anglicismi, per i nostri giornalisti, che son soliti parlare di pro-life e pro-choice. :evil:

sempervirens
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Intervento di sempervirens » sab, 03 set 2016 1:16

Ferdinand Bardamu ha scritto:In economia c’è l’austerity (pronunciato tra l’altro austèriti), che concorre con austerità (qui un confronto piuttosto eloquente su Google Tendenze).
A proposito di austerità, (in francese austérité, in spagnolo austeridad, in russo строгость, ecc.) in spagnolo hanno anche austerismo. C'è una particolare ragione per la quale in Italia non abbia preso campo l'uso della parola austerismo? In Spagna hanno austeridad e austerismo, e noi abbiamo austerità e l'inutile doppione austerity.

Mah, dite quello che vi pare ma con l'uscita della Gran Bretagna pure lo studio dell'inglese mi pare un regalo a vuoto. Io comincerei a proporre lo spagnolo come seconda lingua a tutti gli Europei. Ai tedeschi piace, ai Francesi non disdegna, a ma come toscano non mi disgarba punto. Ai Russi, in cerca perenne dei raggi solari, interesserebbe. Io ci farei un pensierino. E ne trarremmo vantaggi linguistici pure. Non so, forse vivo in un altro mondo, ma rovinare di proposito e volutamente la bellezza della lingua italiana mi manda in bestia. Che poi ci sono anche gli effetti contrari. A spregio, sì proprio a spregio, sto cercando di debellare anche quel poco lessico inglese entrato nel mio vocabolario quando ancora la situazione non era arrivata al momento attuale. Me lo volete far parlare a tutti i costi? Volete farci diventare tutti uguali? Nisba! :twisted:
Io nella mia lingua ci credo.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » dom, 04 set 2016 20:01

sempervirens ha scritto:A proposito di austerità, (in francese austérité, in spagnolo austeridad, in russo строгость, ecc.) in spagnolo hanno anche austerismo. C'è una particolare ragione per la quale in Italia non abbia preso campo l'uso della parola austerismo? .
Perché già facciamo fatica a preservare il trecentesco austerità, figuriamoci imporre un (semplicissimo) neologismo.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » lun, 05 set 2016 1:29

Ferdinand Bardamu ha scritto:
sempervirens ha scritto:A proposito di austerità, (in francese austérité, in spagnolo austeridad, in russo строгость, ecc.) in spagnolo hanno anche austerismo. C'è una particolare ragione per la quale in Italia non abbia preso campo l'uso della parola austerismo? .
Perché già facciamo fatica a preservare il trecentesco austerità, figuriamoci imporre un (semplicissimo) neologismo.
Ah ecco dove non mi tornava! Comunque do per scontato che la maggior parte pronuncia austerty come lo legge, all'italiana. L'inglese, ma se fosse per me lo chiamerei l'americano, sta diventando sempre di più come il cinese, i quali caratteri vengono intesi da tutti ma la pronuncia varia notevolmente da zona a zona.
Di proposito mi soffermo durante la navigazione in rete sui forum d'inglese visto da parlanti australiani, indiani, statunitensi, ecc., e francamente le discussioni sulla pronuncia mi fanno fare pensieri non troppo rosei circa il futuro della comunicazione tra umani.
Personalmente mi considero una persona privilegiata per il fatto di non dover impiegare centinaia di ore di studio per memorizzare a bruta forza le stringhe lessicali di centinaia di migliaia di parole, giacché la lingua italiana è abbastanza trasparente. Ma nel futuro che cosa succederà?
Io nella mia lingua ci credo.

guidoalberto
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Intervento di guidoalberto » lun, 05 set 2016 8:32

Se e quando gli anglismi saranno una percentuale preponderante nella nostra lingua, e dal momento che li mettiamo per iscritto nella forma grafica d'origine, senza adattarli all'italiano, avremo una lingua stranissima: sarà una infelice complicazione il doverci districare tra parole italiane scritte come si leggono e parole inglesi dove la pronuncia va conosciuta a memoria. Io tuttora, quando leggo 'sale' sulle vetrine dei negozi, in un primo momento penso al sale da cucina e solo in un secondo momento associo all'inglese /seɪl/.

Carnby
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Intervento di Carnby » lun, 05 set 2016 9:48

guidoalberto ha scritto:Io tuttora, quando leggo 'sale' sulle vetrine dei negozi, in un primo momento penso al sale da cucina e solo in un secondo momento associo all'inglese /seɪl/.
M'immagino una linea temporale nella quale, in un'Italia futura, anche il sale da cucina si pronuncerà /seil/.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » lun, 05 set 2016 13:10

Crede che con "un po' di sfortuna" :D arriveremo anche noi a questo stato di cose?
Io nella mia lingua ci credo.

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Intervento di Animo Grato » lun, 05 set 2016 14:32

guidoalberto ha scritto:Io tuttora, quando leggo 'sale' sulle vetrine dei negozi, in un primo momento penso al sale da cucina e solo in un secondo momento associo all'inglese /seɪl/.
Dovrebbe affacciarsi un momento e domandare alla commessa: «E quando scende?». :twisted:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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