«Roaming»

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Ferdinand Bardamu
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«Roaming»

Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 28 nov 2016 18:05

Il termine roaming si riferisce, «[n]ella telefonia mobile cellulare, [all’]accordo tra società che permette ai clienti di utilizzare la rete delle telecomunicazioni di altre società, per es. quando si è all’estero» (Treccani, s.v.).

In ispagnolo, roaming diventa itinerancia; in francese, itinérance. Mi sembra naturale che l’italiano adotti, sulla scorta dei cugini spagnoli e francesi, itineranza. Questa è anche la proposta di Gabriele Valle, nel suo Italiano Urgente.

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Intervento di Millermann » lun, 28 nov 2016 21:41

Da un punto di vista logico la traduzione proposta da Valle è sicuramente la piú corretta. La trovo, comunque, difficilmente accettabile per un uso pratico.

A questo proposito, però, avrei notato una curiosa rassomiglianza del termine inglese roaming con una parola italiana diversa come origini, ma dal significato affine. In pratica, i due termini sarebbero dei "falsi cognati" (qui cognato è, a sua volta, un "falso amico" ;)).
Questa parola è ramingo. Dal Treccani:
roaming ‹róumiṅ › s. ingl. (propr. «vagabondaggio»), usato in ital. al masch.

ramingo agg. [der. di ramo] (pl. m. -ghi ), lett. - [che non ha una sede fissa e va errando senza una meta precisa [...] ≈ (lett .) errabondo, (lett .) errante, (lett .) erratico, girovago,
nomade, (poet.) pellegrino, randagio, vagabondo.

Insomma, «andare ramingo» equivale piú o meno all'inglese «to go roaming». Si potrebbe, perciò, sostantivare questa parola e adottarla come traducente di roaming, risemantizzandola.
Potremmo dire allora che «il telefono è (in) ramingo sulla tale rete». L'assonanza è tale che si capirebbe (quasi) senza alcun bisogno di spiegazioni! :)
Che ne pensate? È un'idea troppo fantasiosa?
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mar, 29 nov 2016 0:56

Mah, caro Millermann, dubito fortemente che la risemantizzazione di una parola percepita come letteraria (o dialettale) possa aver successo.

Sarei curioso di sapere come mai considera itineranza «difficilmente accettabile per un uso pratico». In realtà, al netto della solita tendenza, tutta italiana, a preferire l’anglicismo sempre e comunque, credo che la convergenza terminologica con le lingue sorelle sia fondamentale. Peraltro, itinerante, da cui è tratto il sostantivo itineranza, è una parola molto piú comune, molto piú conosciuta. E quindi molto piú accettabile di una (pur bellissima) parola della nostra tradizione letteraria e poetica.

In piú, i tecnicismi, qual è roaming, sono sovente latinismi o grecismi: in tal senso, itineranza ha un aspetto molto piú tecnico rispetto a ramingo.

Insomma, sebbene consideri la sua idea brillante e la parola ramingo molto bella ed espressiva, realisticamente son convinto che abbia piú possibilità di attecchire la proposta di Valle.

P.S. Dalle mie parti, una frase come «Il telefono mi è andato in ramingo» sarebbe facilmente fraintesa, perché in dialetto nare a remengo vuol dire ‹andare a male, in malora, in rovina›.

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Intervento di Millermann » mar, 29 nov 2016 10:59

Ha ragione, forse sono stato un po' troppo precipitoso nel trarre delle conclusioni: per "uso pratico" intendevo l'uso informale, nel parlato o, ad esempio, sui fòri di discussione (anche in francese, in questi casi, è preferito l'anglismo).
In realtà, invece, nelle applicazioni ufficiali (ad esempio nei menú delle impostazioni sullo schermo del telefonino o del portatile) il termine itineranza andrebbe piú che bene... e anche questo è, in fondo, un uso pratico! :)

Come al solito, non appena m'è balenata l'idea mi sono "lanciato" (immagino che, se avessi saputo il veneto, non ci avrei neanche pensato :P), ansioso di renderla nota.
L'intenzione era (ed è), comunque, quella di affiancare (e non sostituire) la mia proposta a quella, ineccepibile, di Valle, come diretto sostituto dell'anglismo negli usi piú informali/scherzosi. Potrebbe essere adatta, inoltre, anche per evitare le ripetizioni; e si sa che l'italiano, al riguardo, è molto esigente! ;)
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Intervento di domna charola » mar, 29 nov 2016 12:39

Ferdinand Bardamu ha scritto:P.S. Dalle mie parti, una frase come «Il telefono mi è andato in ramingo» sarebbe facilmente fraintesa, perché in dialetto nare a remengo vuol dire ‹andare a male, in malora, in rovina›.
:D :D :D ...appunto... ho "visto" anch'io subito quella interpretazione!

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Intervento di Ferdinand Bardamu » mar, 29 nov 2016 13:41

L’idiomatismo veneto (andare, mandare) a ramengo è trapelato anche nella lingua nazionale.
  • Le penne nere sui caschi blu dei nostri soldati in Mozambico? La bandiera italiana che sventola accanto a quella dell' Onu? Falsi problemi. Se c'è qualcosa che può mandare a ramengo la nostra missione di pace in questo pezzo d'Africa australe, beh quel qualcosa sono i fondi. (La Repubblica, 27 maggio 1993)

    I giudici sono convinti che se si attenessero a uno stretto mansionario la macchina della giustizia andrebbe a ramengo. (La Repubblica, 25 aprile 2016)
In veneto (o almeno, nella mia variante) la locuzione possiede tuttora anche il significato proprio di ‹vagabondare, andare a zonzo›.

La casuale e felice affinità di significante e significato tra ramingo e roaming è davvero impressionante. Ciò nonostante, la combinazione tra la connotazione dialettale e quella letteraria della parola fa sí che difficilmente si possa adottare in contesti formali, che richiedano l’uso di tecnicismi credibili anche nella forma. Nei testi francese, spagnolo e portoghese del regolamento europeo a tale riguardo compaiono rispettivamente itinérance, itinerancia e itinerância. Poi, se non dovesse piacere il latino, possiamo sempre ispirarci ai greci e adottare una parola dalla bellezza classica come periagoge :mrgreen:.

In ogni caso, giacché amo la lingua letteraria e mi entusiasma l’intuizione di Millermann, proverò a usare in ramingo in famiglia e con gli amici. So già che sulle prime non mi capiranno, ma non sarà difficile spiegare il significato di quello che pare proprio un adattamento (e perciò può assumere una non disacconcia sfumatura ironica o scherzosa).

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Intervento di Millermann » mar, 29 nov 2016 22:05

La ringrazio dell'apprezzamento, caro Ferdinand! :)
Credo che sarebbe interessante conoscere l'esito del suo "esperimento"!
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Intervento di Millermann » gio, 18 mag 2017 20:53

Sono passati un po' di mesi da questa discussione, e proprio in questo periodo si sente spesso [ri]parlare di roaming, in vista dell'abolizione dei relativi costi nell'Unione Europea prevista per giugno, cui si fa talvolta riferimento con la locuzione inglese «Roam like at home».

Mi sono allora chiesto se qualcuno, in italiano, avesse realmente adottato «itineranza» al posto (o almeno in compagnia) di roaming, e ho trovato questo. :)
Non facciamoci eccessive illusioni, però: l'articolo proviene da un sito còrso scritto nella nostra lingua! Comunque, può servire a vedere l'effetto dell'uso "su strada" del termine tradotto in italiano.

A proposito dell'espressione «Roam like at home», ho notato che in francese è abbastanza diffusa la traduzione letterale «Itinérance comme à la maison»; in (i)spagnolo predomina, invece, la versione "ibrida" «Roaming como en casa».
In italiano, almeno questo, niente ibridi: si preferisce chiosarla, attraverso frasi del tipo «[Telefonate] all'estero come a/da casa».

E per quanto riguarda ramingo? Pare proprio che già qualcun altro avesse notato quell'analogia. Divertitevi a leggere quest'ormai "storico" (credo risalga al 2000!) articolo:
«Roaming ramingo», tratto da Lessico e Nuvole di Stefano Bartezzaghi.
Che dire? Se non è "attecchito" allora... :P
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Intervento di Animo Grato » gio, 18 mag 2017 22:53

Millermann ha scritto:Sono passati un po' di mesi da questa discussione, e proprio in questo periodo si sente spesso [ri]parlare di roaming, in vista dell'abolizione dei relativi costi nell'Unione Europea prevista per giugno
Io spero semplicemente che, aboliti i costi (e quindi, di fatto, abolito il roaming), anche la parola vada in soffitta.
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