«Consultorio neologico»

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Intervento di Marco1971 » gio, 03 mar 2005 18:34

Rileggendo un po’ a caso il volume La Crusca risponde (Firenze, Le Lettere, 1995), m’è capitata sotto gli occhi una risposta di Maria Luisa Altieri Biagi al quesito I sempre piú numerosi neologismi non rischiano di far perdere all’italiano la sua individualità? Ne riporto la parte finale, in cui è menzionata una possibilità già da noi contemplata e auspicata in Fonetica e fonologia (se non erro) [grassetto mio]:

«In questa situazione ci si può legittimamente chiedere se, pur rifiutando ipotesi dirigistiche (di ben difficile attuazione, oltre tutto), esista la possibilità di fiancheggiare lo sviluppo della lingua con qualche intervento ad hoc: non con la coerenza e l’ufficialità con cui opera l’Accademia Francese, attraverso un “consiglio superiore della lingua” che lavora in stretta connessione con il governo, ma almeno con la necessaria competenza scientifica e con l’auspicabile continuità istituzionale. A realizzare le quali, basterebbe che la Crusca istituisse un “osservatorio” e “consultorio” neologico a cui potesse rivolgersi chiunque (ricercatore, industriale, ecc.) fosse interessato alla creazione di termini nuovi in armonia con le strutture della nostra lingua. Tutti, ovviamente, possiamo improvvisarci “onomaturghi”; ma l’Accademia della Crusca è particolarmente qualificata per svolgere questo compito.
Per concludere: i neologismi tecnico-scientifici circolano in ambienti specialistici, particolarmente disponibili ad accettare la convenzione linguistica, anche nelle sue forme piú esplicite. Sarebbe dunque possibile far funzionare un reparto di Onomaturgia che regolasse almeno questo settore del lessico, accontentando quanti — come il signor Barricelli [autore del quesito] — vorrebbero una terminologia scientifica non estranea al “genio” della nostra lingua.
È una richiesta che gli interessati potrebbero fare all’Accademia, usando come canale la “Crusca per voi”.»

E allora che aspettiamo? O che aspetta l’Accademia, se è ben noto quanti di noi esulterebbero se si potesse arginare il profluvio [errato, dice il Gabrielli, “la profluvie”] d’americanismi che ogni giorno sedimentano sull’alveo del nostro idioma, intorbidandone la chiare, fresche e dolci acque?

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Intervento di Infarinato » ven, 04 mar 2005 12:52

Marco, o perché non giri codesta domanda (con relativa citazione dell’Altieri Biagi) direttamente alla Crusca in Poni un quesito?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mer, 16 mar 2005 0:57

Dopo qualche traversía, il messaggio è giunto al responsabile del sito dell’Accademia della Crusca, che mi ha risposto ma che non mi autorizza a divulgare il testo della risposta. In sostanza, ho capito questo: tutti, compreso il presidente, sono a conoscenza dell’articolo della prof.ssa Altieri Biagi, ma sembra che nessuno abbia il tempo o la volontà di porre in atto la proposta. Ahimè, ahinoi. :(

ann
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Intervento di ann » mer, 16 mar 2005 9:32

mi dispiace che l'Accademia non possa avere pure questo compito (non ho capito se il problema è di tipo organizzativo : non c'è gente per lavorare su tutto ciò o se il ruolo di consigliare l'uso di "parole per parlare meglio" non corrisponde al compito voluto dall'Academia) ma da noi in Francia il rolo di osservazione delle nuove invenzioni "naturali" è quello di "osservatori neologici" dei grandi dizionari: Larousse ha per esempio una squadra di ricercatori che cercano le nuove parole che appaiono sui giornali ecc. La creazione "forzata" di nuove parole è generalmente il compito di ricercatori in terminologia (che conoscano bene alcuni particolari campi tecnici per esempio) che possono servire da "consiglieri" per le istituzioni (spesso dipendenti da queste istituzioni)... Ma da noi tutto ciò funziona anche perché il "journal officiel" annuncia le parole da usare per l'administrazione ecc...
pile ou face?

atticus
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Intervento di atticus » gio, 17 mar 2005 21:54

Conoscendo come funzionano le università, le accademie (in minuscolo, per sottolinearne la considerazione mia) e altri "opifici" di medesima natura, non mi meraviglio piú di tanto. Sono pur sempre un idealista senza illusioni, perbacco!
Un centro di potere NON deve, per natura intrinseca (tutta italica), sviare dai binari assegnatigli.
Un Consultorio, un Osservatorio o vattelappesca che cosa possono (ripeto: possono) essere una "insignificante" appendice dell' "autorità politica". E a nessuno è permesso di prendersi certe libertà...
Soprattutto se questo nessuno dall' "autorità politica" ha tratto, e trae, linfa vitale.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mar 2005 21:30

Sembra che le speranze, mie e di molti di noi, possano dirsi rinfocolate dai lavori in corso riguardanti la costituzione del Consiglio Superiore della Lingua Italiana, notizia per me nuova e che devo/dobbiamo all’utente di nome lettore, che ha fornito il collegamento a un’intervista a Luca Serianni:

http://www.uemilano.it/multilinguismo/serianni.html

Credo che siamo ormai a considerazioni finanziarie... Ma secondo voi, quest’impresa giungerà mai in porto? Non mi deludete! ;)

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