«Parlament», «govern»: ecatombe di desinenze o forse...

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Animo Grato
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«Parlament», «govern»: ecatombe di desinenze o forse...

Intervento di Animo Grato » lun, 23 ott 2017 0:29

Apro questo filone tra il serio e il faceto.
Le pagine della politica estera sono recentemente dominate dai fatti catalani: personaggi come Carles Puidgemont, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, da illustri sconosciuti che erano, nel giro di una notte sono diventati gli irrinunciabili protagonisti di un ampio campionario di discussioni, dall'approfondimento giornalistico alla chiacchiera da bar.
In tutto questo, confesso di essermi trovato spiazzato quando, nei vari articoli, ho rilevato un'inquietante proliferazione di parlament e govern. «Possibile che si tratti di refusi? Con questa sistematicità?», mi sono domandato. Poi, all'improvviso, l'illuminazion[e]! Non di banali refusi si trattava, ma dell'irresistibile fascino del forestierismo nudo e crudo! Tanto più grottesco, in questo caso, quanto minore è lo scarto rispetto all'equivalente italiano. Capisco l'adozione di termini distintivi di altre realtà, che hanno il vantaggio di rimandare sinteticamente e immediatamente a un oggetto specifico (tanto per fare un esempio, dire "duma" anziché "camera bassa del parlamento russo"), ma nemmeno i più accaniti anglo[fono]fili si sono mai spinti a parlare del government britannico o del senate degli Stati Uniti.
Ma tant'è, l'ultima moda è questa. Sperando che non duri molt...
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

Don Antonio
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Intervento di Don Antonio » lun, 23 ott 2017 14:57

Salve!
Le rispondo, come Lei, ugualmente sconvolto dal grado di bassezza e degrado nel quale i mezzi d'informazione stanno letteralmente gettando la lingua italiana; oramai sempre più trattata alla stregua di un dialetto.
Io credo che presto, la lingua italiana sarà destinata a diventare un dialetto, per vari fattori geopolitici e per incapacità delle istituzioni italiane di creare delle azioni pratiche a difesa della nostra cultura, in quello che è l'oceano della globalizzazione. Lato positivo? Forse questo decadimento totale farà si che molte persone, studiosi, letterati, politici ed uomini di cultura, si decidano a prendere atto della necessità di curare, proteggere, coltivare ed amare la propria lingua e la la propria cultura. Allora forse verranno prese delle contromisure serie e ferree, come oggi avviene in Italia per le minoranze linguistiche di lingua tedesca o ladina: allora verrà data nuova dignità alla nostra lingua. Ma vivremo periodi bui, temo.

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