Tradurre il nome proprio o lasciarlo invariato

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crescenzo
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Iscritto in data: mer, 26 dic 2018 13:09

Tradurre il nome proprio o lasciarlo invariato

Intervento di crescenzo » mer, 26 dic 2018 17:54

Ciao a tutti, premetto che non sono un italianista puro in quanto studio lingue alla Sapienza di Roma =D Ma questo è proprio il motivo per cui sono venuto a porre i miei dubbi proprio in questo portale; per avere opinioni riguardo le mie scelte traduttive.
Ho iniziato da poco a fare i miei primi lavoretti come traduttore e il blog che sto traducendo in questo periodo (dall'inglese all'italiano) mi presenta spesso dei nomi propri Inglesi o dei tecnicismi che credo sia il caso di lasciare invariati nella versione italiana.
Il blog riguarda tutto il mondo del gioco d'azzardo, dalla storia delle slot machine alle regole e le strategie dei diversi giochi.
Proprio per la specificità e per l'internazionalità di questo argomento in genere preferisco lasciare non tradotti i nomi di cui dicevo sopra. Ma non vorrei che la versione italiana ne risentisse in negativo, e quindi volevo chiedere un parere a voi in questa sezione.
Da una rapida lettura ad esempio di questo articolo https://it.casino.guru/storia-video-poker ci si accorge abbastanza subito del largo numero di forestierismi come “Skill Draw”, "Draw Poker", "payout", "screen and draw" etc.
Li ho lasciati invariati per i motivi che ho detto sopra ma anche perché credevo che il contesto sia sufficiente a spiegare bene il loro significato anche a chi non è molto ferrato in inglese; i nomi propri poi non li ho tradotti perché ho studiato che è buona regola non italianizzarli mai.
Qualche opinione in merito? Dovrei tradurli?
Ogni altro consiglio sarà bene accetto.


Grazie mille :* <3

Avatara utente
Animo Grato
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Intervento di Animo Grato » mer, 26 dic 2018 19:53

Benvenuto e buone feste!
Le do il mio parere per un "minimo sindacale", ovvero per rendere la sua versione accessibile a chi conosca solo l'italiano e l'inglese "imposto" (come, in un altro contesto, il famigerato spread), senza padroneggiare lo specifico gergo (in un'altra lingua, per di più!) di questo settore.
Il mio consiglio è di proporre, alla prima occorrenza, una traduzione e di lasciare il termine inglese tra parentesi - ad esempio: «Questa è la vincita* (payout) che possiamo ottenere con una giocata...».
Per le successive occorrenze, starà a lei decidere se continuare a proporre il termine italiano (per cui ormai sarà stata creata una corrispondenza con "l'originale" inglese) o conservare l'inglese, sancendo così il fatto che i traducenti italiani sono bambini nati morti dal grembo di una lingua defunta, e chi si ostina a parlare l'italiano è condannato a soccombere ai suoi competitors a causa di un bias che nel mondo del business è del tutto ingiustificato, nell'ottica di una market strategy... :roll: Penso che abbia capito come la penso. :wink:

* Non so (né mi interessa saperlo) se payout significhi "vincita": era solo per mostrare il modo di procedere.
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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