Suffissi inglesi uniti a basi italiane

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Ferdinand Bardamu
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Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Tempo fa espressi scetticismo riguardo alla possibilità che un morfema inglese non adattato potesse diventare produttivo in italiano.

Ora, però, in un articolo del Sole 24 Ore leggo (grassetti miei):

Ora, alla schiera degli moderni smart worker si aggiungono i “viagger”, esperti del settore turistico che propongono l'acquisto di vacanze con un metodo innovativo. Un modo più moderno per chiamare gli agenti di viaggio, si potrebbe semplificare. In questo caso i soci fondatori di viagger.it – Glauco Auteri, Lucia Locatelli, Augusto Odone e Diego Ricchiuti – sono partiti da un neologismo per ridefinire la figura del venditore di viaggi con un nome più accattivante e attuale, liberandosi dell'idea ormai superata dell'agente ma anche del consulente dalle parcelle salate. […] In sintesi, a parte contattare quello che diventerà il suo viagger, ed esprimere le sue esigenze, il cliente non deve fare niente. […] Nella valigetta del viagger ci sono i prodotti dei principali tour operator italiani[.]

e comincio a ricredermi. (Taccio dei tanti anglicismi inutili che «ingemmano» il testo…).
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G.B.
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Re: Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di G.B. »

Ferdinand Bardamu ha scritto: gio, 30 lug 2020 20:55 Tempo fa espressi scetticismo

[...]

e comincio a ricredermi.
Io timore e mi ricredetti...
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
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Tecumseh
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Re: Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di Tecumseh »

Prima volta che ne sento parlare. E ho un'operatrice turistica in casa. Mo' m'informo.

P.S. Arrivato a « servizio human to human » m'è andata la saliva di traverso...
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G.B.
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«Stender»

Intervento di G.B. »

Sono per la prima ipotesi. E insieme con questo e smuffer, chi vuol cominciare ad abituare l'orecchio al nuovo italian, gugoli pure risparming.
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
carmine
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Re: «Viagger»

Intervento di carmine »

Tecumseh ha scritto: gio, 30 lug 2020 21:43 Prima volta che ne sento parlare. E ho un'operatrice turistica in casa. Mo' m'informo.

P.S. Arrivato a « servizio human to human » m'è andata la saliva di traverso...

Non l'ho mai sentito. Comunque è un'esagerazione.
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Stender»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

G.B. ha scritto: sab, 12 dic 2020 17:27 Sono per la prima ipotesi. E insieme con questo e smuffer, chi vuol cominciare ad abituare l'orecchio al nuovo italian, gugoli pure risparming.
Molto interessante. Dunque parrebbe che pian piano si stiano facendo strada questi suffissi (-er, -ing, -y) uniti anche a basi italiane, per formare sostantivi usati non ironicamente. Va però notato che stender, prenoting, smuffer (pronunciato /zˈmuffer/), Spazzy, Fidaty (/ˈfidati/ come l’imperativo fidati!) sono tutti usati soltanto in àmbito commerciale; in particolare, al momento è improbabile che per gli oggetti di uso comune si cominci a usare parole in inglese maccheronico, per esempio stender al posto di appendiabiti e smuffer al posto di antimuffa.
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G.B.
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Re: «Stender»

Intervento di G.B. »

Ferdinand Bardamu ha scritto: sab, 19 dic 2020 12:44 ...al momento è improbabile che per gli oggetti di uso comune si cominci a usare parole in inglese maccheronico, per esempio stender al posto di appendiabiti e smuffer al posto di antimuffa.
Non sarei cosí ottimista, Ferdinand. Basta un minimo miglioramento delle funzioni di questi oggetti e una buona campagna pubblicitaria. Anzi, pensando all'effetto [linguistico] lockdown, basta solo la seconda. Le rammento che una volta si scriveva su banali fogliettini colorati, ora su post-it: fogliettini sí, ma «di formati diversi, venduti in blocchetti, che hanno la proprietà di poter essere incollati più volte lungo uno dei bordi e poi staccati, usati per prendere appunti e lasciare messaggi». Bisogna solo vedere se la sostituzione «interna» (non uso «maccheronica» perché la sto iniziando a prendere seriamente) sarà sistematica; e qui non mi posso esprimere.

P.S.: e infatti ho fatto male ad azzardare nell'intervento da Lei citato le parole:
G.B. ha scritto: sab, 12 dic 2020 17:27 ...chi vuol cominciare ad abituare l'orecchio al nuovo italian, gugoli pure risparming.
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
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Re: «Stender»

Intervento di Carnby »

Ferdinand Bardamu ha scritto: sab, 19 dic 2020 12:44 stender
Stender potrebbe essere uno pseudogermanismo da Ständer, è stato trovato qualche esempio sui volantini Lidl, che è una catena tedesca.
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Millermann
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Re: «Stender»

Intervento di Millermann »

Secondo me si tratta semplicemente di una variante adattata alla pronuncia italiana di stander, con l'influenza –questo sí– di stendere.
Chiaramente anche stander, nel senso di «appendiabiti», sarebbe uno pseudoanglicismo, dato che in inglese non ha questo significato. È, probabilmente, una creazione italiana derivata da stand, che possiede, in inglese, anche l'accezione di [supporto] appendiabiti/attaccapanni (per lo piú a piantana): facendo una ricerca per immagini, è facile notare che stand [appendiabiti], stander (piú raro) e stender (piú comune) sono impiegati, nei siti di commercio italiani, pressappoco con lo stesso significato. :)

P.S. Forse la discussione su stender meriterebbe di essere spostata in un filone autonomo? ;)
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Stender»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Millermann ha scritto: sab, 26 dic 2020 14:03Forse la discussione su stender meriterebbe di essere spostata in un filone autonomo? ;)
Ho deciso di dedicare questo filone al fenomeno dei suffissi inglesi combinati con basi italiane. È un argomento che io ritengo importante, soprattutto per le conseguenze che un ricorso sistematico a morfemi di origine inglese avrebbe sulle strutture profonde e sull’identità stessa dell’italiano.

Al momento, simili coniazioni ibride sono marginali, non solo quantitativamente: le parole cosí create sono o invenzioni commerciali (smuffer, Spazzy, prenoting) oppure neologismi chiaramente ironici, adoperati in particolari àmbiti come le reti sociali (mentaners).

Per ora, dunque, la categoria dei morfemi non è davvero insidiata da intrusi inglesi, che rimangono confinati a specifici settori e contesti. Sebbene non sia il caso di cominciare a preoccuparsi —ché, come ha rimarcato Infarinato, è ancora prematuro parlare di «prestiti fonomorfologici»— penso però che sia utile costituire qui una specie d’osservatorio sul fenomeno, coll’augurio di non dover constatare la produttività di -er o -ing al pari di -tore o -zione.
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Millermann
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Re: Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di Millermann »

Perfetto! In tal caso, un cambio di titolo è proprio quel che ci voleva: l'argomento del filone, in questo modo, diventa ancora piú stimolante. :)
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lorenzos
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Re: Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di lorenzos »

Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.
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Marco1971
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Re: Suffissi inglesi uniti a basi italiane

Intervento di Marco1971 »

Non si curi di quei sitini ini ini... Certo che i dizionari registrano un numero esorbitante di anglicismi crudi, ma non di questo si tratta in questo filone... E naturalmente, non esiste la dicitura «italiano ufficiale».
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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