«Pride»

Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

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G.B.
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Re: «Pride»

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Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 12:53 Corrente dell'associazionismo omosessuale che rivendica come equivalenti orientamenti sessuali difformi da quello eterosessuale e percezioni del sesso biologico difformi da quello reale, e come diritti di coppie o. istituti giuridici propri della famiglia naturale (e.g.: matrimonio, adozione/affido).
Ma famiglia naturale non è una delle «parole-nemiche» piú attaccate da questi movimenti?
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

Intervento di Canape lasco ctonio »

Senz'altro, loro userebbero "famiglia tradizionale" credo. Ma "famiglia tradizionale" è altrettanto divisivo (mica esistono solo le loro istanze!). E nessuno può negare che la famiglia, intesa come cellula fondamentale della società atta alla prosecuzione della specie umana, sia composta naturalmente da uomo e donna. Il naturale è quindi in senso biologico, senza connotati etici/morali, come nell'art. 29 della Costituzione italiana ("La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.")
domna charola
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Re: «Pride»

Intervento di domna charola »

Mi sembra che ci si vada a ingarbugliare sempre più... a esser precisi, dovremmo parlare in quel caso di "famiglia tradizionale occidentale" (di matrice cristiana, ma non solo, ormai fa parte da millenni dell'occidente anche laico), mentre la storia e l'antropologia dimostrano ampiamente che la famiglia naturale umana, atta alla procreazione e cellula fondamentale di una società è in effetti composta naturalmente "da uomo e almeno una donna" ... :roll:
domna charola
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Re: «Pride»

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Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:34 Stante la premessa:
domna charola ha scritto: lun, 07 giu 2021 10:53 Si tratta di una manifestazione pensata e organizzata da un gruppo qualificato da specifici orientamenti propri, comportamentali e ideologici - non tutti come viene detto sopra vi si riconoscono nella posizione ideologica - per manifestare/comunicare qualcosa da loro deciso
non capisco perché poi prosegua affermando:
domna charola ha scritto:"Parata omotrans etc." è una generalizzazione che riunisce tutte le manifestazioni rispondenti a questa definizione, all'interno della quale esiste quella per "l'orgoglio", ma potrebbero esisterne anche altre, per l'uguaglianza, per salutare l'inizio della primavera, o qualsiasi altra cosa si voglia, purché caratterizzata dalla partecipazione di persone in qualche modo legate a quello specifico ambito di scelte.
Con "qualcosa", nel testo che lei riporta, non intendevo una qualsivoglia rivendicazione legata a quell'ambito, bensì il "qualcosa" specifico che caratterizza le parate di fine giugno, per non dilungarmi di nuovo sul concetto generale di "orgoglio", cioè affermazione del sé, autoaccettazione, visibilità senza censure; non so se riesco appieno a rendere l'idea, perché non sono molto addentro la questione, però nella festosità carnevalesca che questo specifico corteo assume spesso all'estero c'è sicuramente più un'idea di liberazione dagli schemi mentali e dai preconcetti, che non di specifica lotta politica per ottenere una qualche legge particolare. È un dire: esistiamo, che male c'è, anzi unitevi al corteo perché siamo tutti appartenenti alla stessa specie, al di là di tutto.
Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:34 Le risulta sia mai esistita una parata composta da soli omosessualisti (etero o meno che siano) dedicata ad un tema che non fosse la rivendicazione di presunti diritti?
Il fatto che non ci risulti esistere, non significa che non esista o non possa esistere in qualche luogo o in qualche tempo.
Butto lì a caso quello che mi viene in mente: protesta contro una sentenza o una condanna verso una persona afferente alla galassia omo-etc., rivendicazione di un diritto specifico o di una modifica di una legge (sarà allora una "sfilata contro la legge xy", oppure "per il diritto a ottenere kz"),
solidarietà della comunità con altre categorie esterne ad essa… in tutti i casi, sarebbe una sfilata omo-etc., ma non un "pride", cioè non la Sfilata dell'Orgoglio, che è una ben definita e annualmente ricorrente.
Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:34La parata, che significa sfilata o esibizione pubblica, è per sua definizione tematica (nessuno chiede autorizzazioni per sfilare al solo fine di sfilare!), e nel caso specifico la tematica è esaurientemente definita dall'aggettivo omosessualista.
È definita, come tipo generico, ma non esaurientemente perché non mi dice il motivo specifico della sfilata.
Pensare che l'aggettivo omosessualista basti a liquidare un'intera fetta della società, che può peraltro agire, pensare e manifestare opinioni in tutti gli altri campi della vita quotidiana – chessò, gli omo-etc. scendono in piazza per sensibilizzare/protestare contro l'abbandono dei cani d'estate, perché no? da sempre abbiamo cortei di tutte le marche per temi di interesse generale – mi sembra molto riduttivo, una semplificazione giustificata solo dalla distanza che ci separa da quella comunità, e quindi in definitiva dalla nostra ignoranza su di essa.
Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:34Non si tratta infatti di omosessuali, ma di omosessualisti. E quel suffisso non svilisce, definisce, come ogni ideologia. Parata di comunisti Le sembra svilire una manifestazione organizzata dal PCI?
Sì. In genere, quando ti danno del "comunista" è appunto un epiteto, e non un complimento. Lo era negli anni '70 e lo è ancor più oggi. Allora, sarebbe stata una "parata organizzata dal PCI", adesso non è più e basta perché il PCI è morto e sepolto, quindi se uno mi dà del comunista mi imbufalisco… al di là delle convinzioni politiche che qui non entrano in discussione, il termine sarebbe usato in senso negativo, questo voglio significare.
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Re: «Pride»

Intervento di Carnby »

Per favore, cerchiamo di non scadere nella polemica politica: già la lotta contro il forestierismo è bollata da alcuni come «fascista», se ci mettiamo a fare politica perché non ci piace l’«orgoglio omosessuale» non ne usciamo più. Il linguista può e deve avere idee politiche; non però quando fa il linguista: in questo caso deve essere neutro, altrimenti si finisce per bandire parole come hitlerismo e stalinismo, dato che (spero) non ci sia nessuno nostalgico di Hitler o Stalin (anche se forse sono troppo ottimista).
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Re: «Pride»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Faccio mio l’invito di Carnby. Proseguiamo la discussione —ammesso che ci sia altro da dire— cercando di rimanere entro i confini della linguistica.
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Re: «Pride»

Intervento di Canape lasco ctonio »

domna charola ha scritto: mar, 08 giu 2021 12:08 Mi sembra che ci si vada a ingarbugliare sempre più... a esser precisi, dovremmo parlare in quel caso di "famiglia tradizionale occidentale" (di matrice cristiana, ma non solo, ormai fa parte da millenni dell'occidente anche laico), mentre la storia e l'antropologia dimostrano ampiamente che la famiglia naturale umana, atta alla procreazione e cellula fondamentale di una società è in effetti composta naturalmente "da uomo e almeno una donna" ... :roll:
Andando a ritroso nel tempo potremmo dire che è composta "da almeno un uomo e almeno una donna", sempre che per società si voglia intendere aggregati umani. Ma appunto ciò che distingue l'uomo dalle bestie è l'etica (poi nel tempo diventata morale).
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Pride»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Canape lasco ctonio ha scritto: mer, 09 giu 2021 12:04Andando a ritroso nel tempo potremmo dire che è composta "da almeno un uomo e almeno una donna", sempre che per società si voglia intendere aggregati umani. Ma appunto ciò che distingue l'uomo dalle bestie è l'etica (poi nel tempo diventata morale).
Direi che questi temi non rientrano nella discussione linguistica. Chiudo il filone.
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