Proposta di linee-guida per la discussione sui forestierismi

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Uri Burton
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COPYRIGHT

Intervento di Uri Burton » mar, 01 nov 2005 12:43

PER FABBE

Ha ragione, caro Fabbe. Le convenzioni sul diritto d’autore non prescrivono l’uso della parola copyright. Che però appartiene sempre all’autore, il quale può naturalmente cedere i diritti stipulando un contratto d’edizione. Il termine inglese sottintende “autore”, che per consuetudine viene indicato accanto al marchio. Il termine italiano sottintende "riproduzione", implicita, tuttavia, nell’indicazione della casa editrice.

Cordialmente,

Uri Burton
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BIKINI

Intervento di Uri Burton » mar, 01 nov 2005 12:48

Federico ha scritto:Basta dire "due pezzi". Certo, non è la "parola straniera" che più mi preoccupa, dato che ha una pronuncia praticamente italiana, una grafia non strana e soprattutto non toglie spazio a nessuna parola italiana.
Comunque, la nostra lista non vuole essere un elenco di vocaboli stranieri "vietati" perché ne esiste una traduzione: noi le riportiamo tutte giusto per non dimenticarle (e non dimenticare che non è necessario piegarsi a qualunque termine inglese importato).
Sì, sì: questo lo so molto bene. Il problema, tuttavia, non è ciò che preoccupa lei, o me. È che un bikini è un due pezzi, ma non tutti i due pezzi sono bikini. E infatti sono comparsi in periodi diversi. Il due pezzi, negli anni Trenta; il bikini, nell’immediato dopoguerra, per poi affermarsi alla fine degli anni Sessanta. La distinzione, anche se adesso i giovani la ignorano, è senz’altro importante per un biografo, un romanziere o uno storico del costume.

Cordialmente,

Avatara utente
Miseria
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Intervento di Miseria » mar, 01 nov 2005 12:57

Bichini no? :wink:
Una donna ci aspetta alle colline.

Uri Burton
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Intervento di Uri Burton » mar, 01 nov 2005 12:57

Federico ha scritto:Advisor[/b]: ma il broker non effettua compravendita solo per sé?
Caro Federico, devo premettere che conosco abbastanza bene il funzionamento della Borse di Londra e solo approssimativamente quello delle Borse italiane. A quanto mi risulta (D.L. n. 58 del 1988) il broker italiano NON può compiere negoziazioni di strumenti finanziari in proprio. Diversa è la normativa per le banche, le quali possono agire sia in proprio sia per conto di terzi. Ricordiamoci però che per la legge non esiste il broker. Esistono gli intermediari, in cui – oltre a qualche altra categoria – rientrano gli agenti di cambio e le banche.
Federico ha scritto:non so se quello sia il significato originario, ma di sicuro in italiano è usato con un altro significato. Ad esempio: "il Comune di Milano ha scelto la Deutsche Bank come advisor per collocare sul mercato una nuova quota di azioni AEM" (ipotesi di notizia di qualche tempo fa).

Che cosa intendono in Italia quando dicono adviser o advisor?

Cordialmente,

Avatara utente
Federico
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Re: BIKINI

Intervento di Federico » mar, 01 nov 2005 13:23

Uri Burton ha scritto:Che cosa intendono in Italia quando dicono adviser o advisor?
E' proprio questo il punto: la sua conoscenza della materia è troppo approfondita; molto più di quella dei giornalisti, tanto per dirne una.
In effetti facendo una rapida ricerca in "Google novelle" il significato prevalente di advisor è (come giusto) "consulente (finanziario)".
Bah, sarà stato un mio fraintendimento (di cui chiedo scusa)...
Meglio così. :wink:
fabbe ha scritto:A volte si usa "speaker" (specie al plurale) per intendere gli "altoparlanti".
Oh, è vero! E' talmente assurdo che me n'ero dimenticato... :roll:
Mi scusi...
Uri Burton ha scritto:È che un bikini è un due pezzi, ma non tutti i due pezzi sono bikini.
Non lo metto in dubbio, ma certo nel linguaggio comune (o praticamente in qualunque scritto nostro contemporaneo) questa distinzione è irrilevante (anche perché suppongo che ormai tutti i due pezzi siano bikini...).
La nostra lista non elenca traduzioni universali: ognuno deve sapere quali usare e quando (poi leggendo un romanzo degli anni '30 il lettore magari non capirà che il due pezzi non è un bikini come ora, ma non mi sembra sconvolgente - può accadere con tantissimi altri anacronismi -; lo storico del costume poi non avrà certo bisogno di nostre indicazioni per scegliere la parola da usare).
Per quanto riguarda bichini, non è una traduzione, è soltanto una grafia diversa, quindi non ha motivo per essere aggiunta all'elenco. Grafia che non mi sembra necessaria (tanto più che etimologicamente si tratta di un nome proprio), e comunque è già riportata da tutti i vocabolari.

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Federico
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Intervento di Federico » mer, 02 nov 2005 14:56

Allora, dalle osservazioni di Giulia Tonelli.
Football: e perché non dire calcio americano? Comunque al massimo distinguiamo nettamente: calcio per il soccer (questo mi pare sia un termine non equivocabile) e football per il football (americano).
Ma cos'è poi il football americano?
ISDN: concordo, concordo: non traduciamo le sigle, è una fatica inutile (nei rari casi in cui si riesce).
Giulia ha scritto:Job sharing significa che su otto ore di lavoro io ne faccio quattro e qualcun altro ne fa altre quattro, giusto?
Da questa definizione, la traduzione turni mi sembra perfetta.:D
De Mauro ha scritto:tùrno s.m.
AU [...]
2 avvicendamento di persone che si alternano nello svolgere un determinato lavoro o servizio: organizzare i turni di guardia
Giulia ha scritto:Il concetto di mobbing è molto piu' ampio, e include insulti, offese, attribuzione di compiti ingrati, avances sessuali non richieste, ecc.
Il cui scopo è allontanare la vittima... Non è ostracizzazione, questa (magari con un piccolo ampiamento dell'accezione)?
Comunque LA componente per eccellenza del mobbing (da quello che ho sentito) è proprio l'ostracizzazione in senso "stretto" (emarginazione) da parte dei colleghi...
Giulia ha scritto:Bisogna trovare un traducente più chic.
Eh, ha proprio ragione... :roll:
Tenure track: credo si usi per indicare i nuovi ricercatori a tempo indeterminato (forse l'avevo trovato nel sito di un sindacato)...
Comunque non è molto diffuso, per il momento. Chissà in futuro, però? Per questo è meglio tenere in caldo una traduzione. :)

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Federico
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Intervento di Federico » mer, 02 nov 2005 16:10

Ho trovato la seguente frase:
La sua qualità può variare in seguito a molti fattori e quindi non è in grado di assicurare sempre gli stessi standard
In questo caso, standard si può tradurre con "specifiche"?
Pare che questa accezione non sia precisamente in uso, tranne che per le macchine (secondo il Treccani in linea). Il passo è breve, però (e comunque non è difficile da capire)... Semmai, banalmente tradurre con "caratteristiche (di qualità)"?
Che dite?

fabbe
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Intervento di fabbe » mer, 02 nov 2005 18:11

Ritengo che in quel caso "standard" possa essere tradotto anche con "livelli".

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » mer, 02 nov 2005 18:19

Federico ha scritto:
Giulia ha scritto:Job sharing significa che su otto ore di lavoro io ne faccio quattro e qualcun altro ne fa altre quattro, giusto?
Da questa definizione, la traduzione turni mi sembra perfetta.:D
Non sono d'accordo. "Fare i turni" è un'espressione che indica una modalità di lavoro ben precisa, che niente ha a che fare con il job sharing. Capisco che il concetto sia simile, ma ripeto, i due concetti appartengono ad aree socio-economiche diversissime. Se io dico "faccio i turni" chiunque capirà che sono un'operaia alla catena di montaggio.
Federico ha scritto:
Giulia ha scritto:Il concetto di mobbing è molto più ampio, e include insulti, offese, attribuzione di compiti ingrati, avances sessuali non richieste, ecc.
Il cui scopo è allontanare la vittima...
Non è affatto detto. A volte lo scopo del mobbing è impedire alla vittima di fare carriera, e molto spesso non ha scopo alcuno: è semplicemente il risultato del desiderio di vendetta, oppure del desiderio di infliggere umiliazione e di dimostrare così il proprio potere, sfogando le proprie frustrazioni. In questo caso l'allontanamento della vittima sarebbe addirittura controproducende, sottraendo all'aggressore il modo di sfogarsi. Traducendo con ostracizzazione si pone tutta l'attenzione sul presunto scopo, che non è né necessario né sufficiente a definire il mobbing stesso, essendo il mobbing l'insieme di comportamenti violenti e umilianti, qualunque sia il loro scopo.

Sono d'accordo con Fabbe sulla traduzione di standard con livelli, nel caso citato.

fabbe
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Intervento di fabbe » mer, 02 nov 2005 19:04

Effettivamente Giulia porta delle considerazioni pertinenti e condivisibili.

Per "Job sharing" proporrei "condivisione del lavoro" o "mansione condivisa".

Per mobbing proporrei "vessazione (sul posto di lavoro)", termine gia in uso in ambito legale per quanto ne so.

Sono consapevole che la mia proposta non ricopre tutta l'aera semantica di "mobbing" ma anche "mobbing" in inglese di per se non vuol significare "mobbing" come lo si intende in ambito di lavoro.

Credo che un termine italiano possa acquisire lo stesso significato solo inserito in un ambito specifico.

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Federico
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Intervento di Federico » mer, 02 nov 2005 20:52

Eccellente vessazioni per mobbing.
Comunque, anche qui non c'è bisogno di un traducente unico: a volte si potrà benissimo parlare di ostracizzazione (spesso mobbing dove l'ho trovato aveva esclusivamente questo significato).
Personalmente non ho ancora capito cosa significa Job sharing, e in quale ambito sia usato... :?
Livelli? Beh, di per sé non significa molto: Sarà livelli (di qualità)? Ma specifiche è così brutto? :cry: Per me è stata la traduzione più immediata...

Uri Burton
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Intervento di Uri Burton » mer, 02 nov 2005 22:26

Federico ha scritto:Personalmente non ho ancora capito cosa significa Job sharing, e in quale ambito sia usato.
Amministrazione locale inglese. Anziché nominare un direttore della divisione ambiente ne nomina due a tempo parziale che si alternano nell’incarico. Si potrebbe pure dire che quei due lavorano a turni: solo in senso lato, però, dato che per lavoro a turno s’intende un lavoro a rotazione nel corso delle ventiquattr’ore. In altre parole in una nave l’ufficiale di guardia svolge un servizio a turni, mentre in una sala di scherma i due maestri d’arme che dirigono gli scontri uno nei giorni dispari e l’altro nei giorni pari rappresentano un tipico caso di «mansione in comune».

Cordialmente,

P.S. Specifiche: qualità?

Avatara utente
giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » gio, 03 nov 2005 9:22

Sono d'accordo su vessazioni.
Specifiche non è affatto brutto, solo che significa un'altra cosa :)
Mi spiego meglio: secondo me non è possibile la locuzione "assicurare delle specifiche". Le specifiche si seguono nella realizzazione di un progetto, dopodiché la "cosa" risultante è realizzata secondo le specifiche. Allora, se poi il risultato non è di alta qualità, si potrà dire che la "cosa" non sempre si comporta secondo le specifiche, o magari che non verifica le specifiche. Si potrà dire anche che la "cosa" non riesce ad assicurare sempre gli stessi livelli di servizio, di qualità, o le stesse prestazioni. Ma che non riesce ad assicurare le specifiche non mi sembra proprio.

Gino Zernani
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Intervento di Gino Zernani » gio, 03 nov 2005 13:49

Nell'inserire le modifiche, come da me indicato precedentemente, oltre ad aver tenuto conto (con conseguente emendamento) delle osservazioni di voi tutti, ho aggiunto 3 termini, non presenti prima, che sento usare di frequente:

CHANCE: ho inserito " possibilità, sorte"
PICNIC: l'ho inserito senza traduzione con un ?. Non mi viene in mente niente oltre a "merenda". Cedo di buon grado la traduzione ad altri.
STATION WAGON: ho inserito "(auto) familiare, giardinetta" (che fa tanto retrò ... A proposito, qualche idea su quest'ultimo???)

A presto.

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Federico
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Intervento di Federico » gio, 03 nov 2005 15:01

Grazie mille a Uri Burton per la spiegazione.:)
In effetti turni non va bene, e "mansione condivisa" è perfetto.

Tornando agli standard:
Qualità non mi sembra proprio andare bene (tanto che è usato poche parole prima nella stessa frase con un significato diverso).
Allora. Specifico che si stava parlando di tappi di sughero (ma guarda cosa va ad analizzare Altroconsumo!).:D
Dunque, qualità mi sembra troppo generico, perché è una valutazione complessiva, mentre noi valutiamo di questi tappi di sughero molti parametri, e ne definiamo uno standard per ciascuno.
Livelli di qualità invece introduce questa distinzione, ma forse non è adatto nel senso che probabilmente questi tappi possono essere più o meno porosi, elastici ecc. ma non mi sembrano parametri cui si possa assegnare un "livello". Mi sa però che mi sto come al solito inventando problemi inesistenti...
Tornando a specifica, il Treccani in linea dice: "specifiche di progetto: l'indicazione dettagliata delle prestazioni che saranno richieste ad una macchina, apparecchiatura ecc. progettate".
Con un piccolo salto dalle prestazioni richieste in fase di progettazione alla valutazione delle singole caratteristiche e dall'ambito tecnico a uno più generale (perfettamente in linea col significato etimologico e principale della parola), mi sembra perfetto e non mi causa quei dubbi di cui sopra.
Sicuramente non si potrà dire che "non riesce ad assicurare le stesse specifiche", ma magari che non "avrà" sempre le stesse specifiche. Anzi, banalmente potremmo dire non "assicura (di avere) sempre le stesse caratteristiche (di qualità)"... Ma anche livelli (di qualità) può andare bene... Ma pure qualità e basta, perché quella dei vari parametri è una sciocchezza..
Bah, non so: sono molto confuso, a questo punto... :?

Per quanto riguarda pic-nic, non lo tradurrei...
Incredibile non ci fosse chance!

Comunque aggiungo
Nonchalance: disinvoltura, noncuranza, indifferenza
Staff: collaboratori, squadra? Personale (ma è usato con questa accezione in italiano?).
Entourage: collaboratori

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