Proposta di linee-guida per la discussione sui forestierismi

Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

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Intervento di Infarinato » mer, 22 giu 2005 16:32

ignorante1 ha scritto:Da consulente informatico :oops: mi permetto umilmente di contribuire.
E’ ’un si deve peritare! Anzi, l’esperienza degli specialisti d’un settore come il suo è fondamentale.
ignorante1 ha scritto:Non credo che questa traduzione renda esattamente quello che si intende comunemente con applet.
Ha ragione -m’era sfuggita. In questo caso, io sarei per una traduzione letterale: «applicazioncina».
ignorante1 ha scritto:A proposito, wikipedia usa il femminile: la applet. Ma per i forestierismi non si dovrebbe usare il maschile? Ho notato che nel nord italia c'è questa tendenza dell'uso del femminile.
Può leggere la risposta dell’Accademia della Crusca qui.

ignorante1
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Intervento di ignorante1 » mer, 22 giu 2005 17:32

Infarinato ha scritto:
ignorante1 ha scritto:A proposito, wikipedia usa il femminile: la applet. Ma per i forestierismi non si dovrebbe usare il maschile? Ho notato che nel nord italia c'è questa tendenza dell'uso del femminile.
Può leggere la risposta dell’Accademia della Crusca qui.
Grazie. Ma anche al femminile non dovrebbero usare l'apostrofo? "L'applet" e non "la applet".

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Intervento di Infarinato » mer, 22 giu 2005 17:33

incarcato ha scritto:e-business: ??
Imprenditoria elettronica? (A long shot, I know.)

Se non esistesse già e-commerce, propenderei per commercio elettronico, che (forse) si potrebbe comunque usare quando non sia necessario discriminare fra i due… Ehh, ’sta benedetta «biunivocità»!
amicus_eius ha scritto:Feedback: retroazione
Anche reazioni (al plurale).
amicus_eius ha scritto:Fellow: associato, borsista
Fellow candidate: candidato associato
Fellow tenant: collocatario
Fellow worker: collega
Fellowship: titolo d’associato
Fellowship scheme: programma di borse di studio
Tutto giusto… Vorrei, però, aggiungere che a Oxford e Cambridge un fellow è un membro effettivo d’un college, e quindi fellowship è appartenenza, affiliazione.

Inoltre, [Research] Fellow è ricercatore [a tempo determinato], e [research] fellowship vale borsa [di studio/ricerca].
Ultima modifica di Infarinato in data mer, 22 giu 2005 17:36, modificato 1 volta in totale.

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Intervento di Infarinato » mer, 22 giu 2005 17:34

ignorante1 ha scritto:…Ma anche al femminile non dovrebbero usare l'apostrofo? "L'applet" e non "la applet".
Assolutamente sí!

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Intervento di Incarcato » mer, 22 giu 2005 17:38

Non è scholarship borsa di studio? Fellowship dovrebbe essere « borsa di ricerca ».

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Intervento di Infarinato » mer, 22 giu 2005 20:25

incarcato ha scritto:Non è scholarship borsa di studio? Fellowship dovrebbe essere « borsa di ricerca ».
In realtà, per esperienza personale, Le posso dire che scholarship è anche borsa di ricerca; solo studentship è esclusivamente borsa di studio.

Su fellowship, invece, mi sa che ha ragione Lei, ma vede: la terminologia italiana, e’ ’un la so piú! :oops:

Uri Burton
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Intervento di Uri Burton » gio, 23 giu 2005 12:31

Forse sfondo una porta aperta, ma vorrei proporvi di non abbassare la guardia una volta trovati alcuni traducenti di fellow e fellowship. Specie nell’inglese britannico la parola è assai ambigua, e tuttavia riveste una certa importanza sia per la comunità accademica (oggi più che mai data la crescita degli scambi culturali) sia per il mondo delle professioni (in virtù del mercato unico e dunque delle relative leggi d’esecuzione che prevedono il riconoscimento dei titoli abilitanti conseguiti in qualsiasi Paese dell’Ue). Ecco perché vi fornisco qualche esempio.

1. Come diceva Infarinato, a Oxford e Cambridge fellow indica il membro effettivo d’un collegio universitario. Si tratta però d’una dignità (quasi sempre connessa a un incarico) molto elevata e quindi superiore a quella d’un semplice ricercatore universitario italiano. Esistono infatti tra i fellows umanisti e scienziati di rinomanza internazionale che hanno rinunciato alla cattedra (di full professor, vale a dire professore ordinario) in altre università per rimanere a Oxford o Cambridge liberi da impegni amministrativi e/o didattici.

2. Il fellow d’un ente come, ad esempio, la Royal Society of Science (RSS) o la Society of Arts (RSA) è in realtà un accademico equiparabile a un accademico dei Lincei o della Crusca. In proposito vale la pena di ricordare che questo tipo di fellowship (affiliazione) è considerato come elemento di prestigio, e in Inghilterra e in America, inferiore solo al Nobel.

3. Fellow di un ente professionale indica il massimo grado di specializzazione o la massima notorietà raggiunta in quel campo. Così fellow del Royal College of Surgeons e fellow del Royal College of Physicians indicano il possessore del più alto titolo di specializzazione rispettivamente in una disciplina chirurgica (chirurgia toracica, chirurgia vascolare, ecc.) e in una disciplina medica (gastroenterologia, cardiologia, ecc.). Fellow del Chartered Institute of Journalists, invece, indica un giornalista che si è distinto particolarmente nel corso della carriera (come a suo tempo Winston Churchill). In tutti questi casi fellow non potrebbe essere tradotto con «membro», e questo perché member designa o lo specialista che non ha conseguito la superspecializzazione o il membro ordinario che fa semplicemente parte della «confraternita».

Cordialmente,

CarloB
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File e gender

Intervento di CarloB » sab, 25 giu 2005 0:23

Mi permetto di segnalare che "archivio" per "file" è sbagliato. File è fascicolo o pratica, non archivio, checché ne pensino i traduttori di Mac.

Mi pare poi che per "gender" nel gergo accademico si usi costantemente "genere", non "sesso". Negli USA e in Gran Bretagna c'è, come è noto, un filone di studi, con relativi dipartimenti universitari, denominato Gender Studies: in italiano non l'ho mai sentito o letto tradotto come "Studi sessuali" o "Studi sui sessi", ma come "Studi di genere" o "Studi sui generi".

Mi rimetto comunque alle puntualizzazioni di Uri Burton.

atticus
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Intervento di atticus » sab, 25 giu 2005 18:07

Vi è sfuggito o mi è sfuggito account (= accredito)?
In d aggiungerei Downsizing (= decentramento dati).

Uri Burton
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GENDER STUDIES

Intervento di Uri Burton » sab, 25 giu 2005 22:36

Anch’io direi come Carlo B «studi di genere», espressione tra l’altro registrata nel Devoto-Oli. In inglese del resto si trova spesso women and gender studies, che una volta tradotto «studi sessuali e sulla donna» (invece che, ad esempio, «studi sulla donna e i generi») griderebbe vendetta al cospetto di Dio. (Lascerei donna al singolare sulla scia della traduzione di women’s lib, «liberazione della donna».)

Cordialmente,

ignorante1
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Intervento di ignorante1 » lun, 27 giu 2005 11:03

Sto seguendo con passione questa discussione. Come ho già scritto io sono un consulente informatico. Appartengo quindi a una delle categorie peggiori relativamente all'uso di forestierismi. :oops:
L'abuso di anglicismi mi ha da sempre provocato attacchi di gastrite e ho sempre cercato di contrastarlo, ma ho l'impressione che sia una battaglia contro i mulini a vento. Nel contempo sento di dover fare qualcosa.
Ho letto che state stilando un elenco di traducenti più organico rispetto a quello proposto dalla Cancelleria federale svizzera. Non ho capito bene però quale sarebbe l'obiettivo di questo nuovo elenco.
Altra domanda: secondo voi può servire a qualcosa scrivere ai media nel momento in cui eccedono nell'abuso di anglicismi?

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Intervento di Incarcato » lun, 27 giu 2005 13:36

Segnalae l'abuso scellerato degli anglismi (il Canepàri suggerirebbe anghlismi) può sicuramente servire, non fosse altro per far sapere a lor signori che non stanno facendo bene il loro lavoro.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » lun, 27 giu 2005 16:31

Ecco il mio modesto e maldestro contributo per la lettera B. Gradito ogni suggerimento.

backbone: spina dorsale
background: retroterra, sfondo, sostrato; bagaglio
back-office: gestione e logistica; retrosportello (?)
backstage: retroscena; dietro le quinte
backup: copia di riserva, copia di sicurezza
banner: finestra pubblicitaria, inserto pubblicitario
batch: lotto, partita
batch job: elaborazione a lotti
beamer: proiettore di dati, videoproiettore
best practices: buona prassi
blog: diario (in rete); blog[g]o
bookmark: segnalibro
to boost: amplificare, aumentare, rilanciare
to boot: avviare
brain drain: fuga di cervelli
break: pausa, interruzione
brainstorming: tempesta di idee (?) (ricerca dialettica emulativa di idee)
broadband: a banda larga
broadcaster: giornalista radiotelevisivo
broken link: collegamento interrotto
broker: mediatore; agente di cambio
to browse: navigare
browser: navigatore
bug: baco
building: costruzione, edificio
bulk e-mail: posta (elettronica) indesiderata
bungee jumping: salto nel vuoto (con corda elastica)
burnout: esaurimento
business angel: investitore provvidenziale, angelo commerciale (?)
business centre: centro affari
business hub: piattaforma affari (?)
business plan: piano strategico
business to administration: (da) impresa a amministrazione
business to business: (da) impresa a impresa, interaziendale
business to consumer: (da) impresa a consumatore
byte: ottetto

ignorante1
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Intervento di ignorante1 » lun, 27 giu 2005 17:46

Ho trovato delle notizie relative a un "Manifesto della Bella Lingua", sottoscritto nel giugno 2000 da parlamentari e intellettuali per la tutela della lingua italiana.

http://www.giornaledibrescia.it/giornal ... RA/T3.html

http://www.italialibri.net/appendice/0900-2.html

Qualcuno ne sa qualcosa? Credo che l'iniziativa sia morta: non ho trovato informazioni recenti.

fabbe
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Intervento di fabbe » lun, 27 giu 2005 18:01

La sua è una bella lista davvero Marco1971!

Forse per «back-office» si potrebbe usare anche «sistema-interno».

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