«Squall» e «wind shear»

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Carnby
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«Squall» e «wind shear»

Intervento di Carnby » lun, 28 mag 2007 18:32

Mi serve una traduzione per questa voce del lessico meteorologico. Il significato è più o meno questo: "un incremento violento e veloce della velocità media del vento che è associato si solito a tempo perturbato come rovesci di pioggia, temporali o bufere di neve e può durare parecchi minuti". Uno squall può comprendere molte raffiche (gusts), brevi incrementi della forza del vento della durata di pochi secondi.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » lun, 28 mag 2007 18:48

È questo?
Il Treccani in linea ha scritto:In meteorologia, groppo di vènti, o assol. groppo, perturbazione della durata di pochi minuti, consistente nell’improvviso destarsi di venti con mutevole intensità e direzione, accompagnati da forti acquazzoni e turbini di grandine o di neve; tali perturbazioni si formano generalmente lungo le superfici di discontinuità tra masse d’aria di provenienza e temperatura diverse, e procedono secondo una linea, estesa anche per centinaia di chilometri, detta linea dei groppi.
E nel Battaglia c’è questo:
Gróppo 10. Meteor. Groppo di vento: perturbazione costituita da un colpo di vento improvviso e violento che cresce e si estingue rapidamente seguendo direzioni variabili (ed è per lo piú accompagnato da forti acquazzoni, turbini di grandine o di neve). – Groppo secco o bianco: quello che si verifica con cielo sereno (ed è preannunciato da una nuvoletta bianca che sale rapidamente all’orizzonte). – Linea del groppo (o dei temporali ciclonici): quella che il groppo stesso segue lungo le superfici di discontinuità fra masse d’aria diverse, una calda e l’altra fredda.
Riporto il primo e l’ultimo degli esempi letterari:
Solutosi subitamente nell’aere un groppo di vento e percosso nel mare, sí grande in questa cassa diede… che, riversata, per forza Landolfo lasciatola andò sotto l’onde. (Boccaccio, Dec., 2-4 (154).)

Ah non groppo
di turbini, non gurgite, non sirte,
non perdimento alcuno era in quel mare?
(D’Annunzio, III,-2-335.)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Carnby
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Intervento di Carnby » lun, 28 mag 2007 20:43

Esatto: grazie mille!

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Intervento di Marco1971 » lun, 28 mag 2007 23:20

Di nulla! Sono io a ringraziarla: la sua richiesta m’ha permesso di scoprire quest’accezione di groppo che non conoscevo. :)

Colgo l’occasione per far notare che il DOP in linea, rispetto alla (mia) precedente versione cartacea, ha invertito la preferenza delle pronunce: da gróppo, gròppo è passato a gròppo, gróppo (cosí anche per folla, mentre rimane fedele a gónna, gònna :(). Infatti io non direi mai gróppo.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Carnby
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Wind shear

Intervento di Carnby » mar, 29 mag 2007 15:33

Sempre a proposito di meteorologia, mi servirebbe anche una traduzione di wind shear, la variazione della velocità (vettoriale) in intensità e direzione in uno spazio e in un tempo breve. In francese c'è cisaillement, nello spagnolo cizalladura (del viento).

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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mag 2007 16:30

Non so se possa andare questo:
Il Treccani in linea ha scritto:gradiènte s. m. [dal lat. gradiens –entis, part. pres. di gradi “camminare, avanzare”]. – In generale, nel linguaggio scient., la variazione per unità di lunghezza che una grandezza subisce da un punto all’altro dello spazio lungo una certa direzione: per es., in meteorologia, g. termico verticale dell’atmosfera, il rapporto tra la differenza della temperatura in due punti dell’atmosfera e la loro differenza di quota; g. dell’aria in moto, la variazione di temperatura per unità di dislivello che, nel caso di moti convettivi, la massa d’aria in moto subisce per effetto della dilatazione o della contrazione (se l’aria è perfettamente secca, e se il processo avviene senza scambio di calore, tale valore, detto g. verticale adiabatico, è di circa — °C ogni 100 m di aumento di quota); g. barico orizzontale, il rapporto tra la differenza di pressione atmosferica in due punti della superficie terrestre di pari quota e la loro differenza di latitudine; vento di g., quello per il quale, essendo la forza orizzontale di pressione bilanciata dalla forza centripeta e dalla forza di Coriolis, le linee di corrente coincidono con le isobare, e l’accelerazione è quindi puramente normale. In geofisica, g. geotermico, il rapporto tra la differenza di temperatura e la differenza di profondità di due punti del suolo terrestre, pari in media a +3 °C ogni 100 m di discesa. Nell’analisi vettoriale, g. di una grandezza scalare, in un dato sistema di coordinate, il vettore che ha per componenti le derivate parziali della funzione che esprime tale grandezza rispetto a ciascuna delle coordinate. In biologia, g. assiale, la variazione graduale dell’intensità di alcune proprietà fisiologiche lungo l’asse principale del corpo degli organismi.
La IATEgradiente trasversale della velocità del vento: che concisione! :D

Ho trovato anche questo sito. E qui si legge: Wind-shear è la parola inglese inglese [sic!] che indica il gradiente del vento, ovvero la sua possibilità di variare improvvisamente direzione od intensità.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » mar, 29 mag 2007 17:25

Io non ho mai visto questo cizalladura (il che non significa niente :) ), ma guardi cosa ho trovato:

cizalladura.

1. f. Mec. Deformación producida en un sólido por la acción de dos fuerzas opuestas, iguales y paralelas

www.rae.es

Non mi sembra la stessa cosa.

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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mag 2007 17:35

E invece sí, caro Brazilian dude, shear designa proprio un concetto simile:
The Longman Dictionary of the English Language ha scritto:2a an action or force that causes or tends to cause parallel planes in a body to slide or become displaced with respect to one other in a direction parallel to their plane of contact b (the extent of) a deformation of a body or displacement of a body part caused by a shear force.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mag 2007 19:11

A questo punto mi domando se il traducente di shear non sia sforzo (di taglio):
Il Battaglia ha scritto:Sfòrzo 2. Azione di una forza (un agente atmosferico, un peso, ecc.) su un corpo, un oggetto, una struttura architettonica, ecc.; sollecitazione a cui è sottoposto tale corpo o oggetto, ecc. – Meccan. Azione resistente che si sviluppa in un solido sollecitato da un sistema di forze esterne (anche in relazione con un agg. o un compl. che ne specifica le caratteristiche. – In partic. Sforzo assiale, normale: quello risultante da forze che agiscono lungo l’asse del solido. – Sforzo di taglio: quello risultante da forze agenti nel piano della sezione del solido.
E Il Treccani è ancor piú preciso:
In meccanica, sforzo di t., relativamente alle forze di superficie esercitate tra due strati di una sostanza, la componente della risultante di tali forze giacente sulla superficie di separazione, in contrapposizione allo sforzo di trazione che ne rappresenta la componente ortogonale alla superficie: lo sforzo di taglio può essere bilanciato nei solidi dalle forze di natura elastica che si oppongono allo scorrimento, nei fluidi dall’attrito tra le varie particelle del fluido; in partic., nella scienza delle costruzioni si dice che la sezione d’una trave o di altro corpo è sollecitata a taglio quando le azioni molecolari che si trasmettono da una parte all’altra attraverso quella sezione hanno come risultante un’unica forza contenuta nel piano della sezione e passante per il baricentro di questa. In fisica, onda di t., onda elastica che sollecita soltanto a taglio ogni elemento del mezzo in cui si propaga, per cui l’elemento si deforma ma non cambia di volume; è detta anche onda rotazionale in quanto il suo vettore d’onda ha rotore non nullo.
I meteorologi amano wind shear (vinnesciro ;)), ma non mi sembrerebbe assurdo chiamarlo sforzo di taglio (del vento):roll:
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Intervento di giulia tonelli » mar, 29 mag 2007 19:27

No, Marco, secondo me non va bene. Attendo lumi da Bue, che di fisica ne sa infinitamente piu' di me, ma secondo me la situazione e' questa. Shear significa in effetti una cosa tipo sforzo di taglio, o forse meglio, deformazione di taglio, ma la locuzione wind shear e' usata per indicare il gradiente del vento (cioe', come diceva Carnby, la variazione della velocita') che e' un concetto fisicamente diverso (mi sembra).
Sono confortata dal fatto che nella definizione di wind shear su wikipedia dicono che si dice anche wind gradient, e quindi a me sembra piu' ragionevole la traduzione gradiente di vento, o del vento.

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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mag 2007 19:59

Perfetto, Giulia, per me va piú che bene gradiente del vento. Ma attendo le delucidazioni del nostro fisico. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Carnby » mar, 29 mag 2007 22:25

Gradiente del vento in teoria andrebbe bene, in pratica no. Mi spiego: il wind shear sicuramente è un gradiente del vento, ma con questo termine si indica un particolare gradiente del vento molto marcato, un cambiamento della velocità del vento nell'ordine di circa 30 km/h ogni 300 m d'altitudine.
Da quanto posso leggere qui, i tecnici in genere non traducono wind shear...

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Intervento di Marco1971 » mar, 29 mag 2007 22:44

Lo so che non viene tradotto, ma lei chiedeva un traducente, per questo mi son permesso di riportare le varie cose qui sopra...
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di u merlu rucà » mar, 29 mag 2007 23:35

La cizalladura del viento es la diferencia en la velocidad del viento o su dirección entre dos puntos en la atmósfera terrestre. Dependiendo de si los dos puntos están a diferentes altitudes o en diferentes localizaciones geográficas, la cizalladura puede ser vertical u horizontal.

da Wikipedia

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » mer, 30 mag 2007 2:22

Sarà un significato nuovo che pure all'Accademia è ignoto. Ho appena scoperto che in portoghese si dice cisalhamento do vento, il che mi era sconosciuto. Grazie. :)

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