Raffaele Simone sui forestierismi

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promessainfranta
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Raffaele Simone sui forestierismi

Intervento di promessainfranta »

Arrivato alla pagina 109 del "brick" chiamato "Il paese del pressappoco", l'autore scrive:
«La seconda causa di quel cedimento sta nella ben nota, scarsissima lealtà degli italiani verso la propria cultura e perfino la propria lingua. Non solo siamo pronti a scimmiottare un inglese mal appreso in un'infinità di casi in cui il fondo lessicale italiano potrebbe bastare e avanzare, a chiamare mouse l'oggetto che Francia e Spagna chiamano con parole proprie e last minute un biglietto di viaggio comprato poco prima della partenza».

Certamente è un'opinione che potrebbe essere condivisibile, peccato che egli stesso ne faccia un uso smisurato.
Ecco la lista (me ne sarà sfuggito qualcuno!):

Stop and go, puzzle, mix, rating, mass media, deregulation, default, faits divers, flavor, mission, caveat (che cosa significa?), carefree chaos, happy noise, quiet zones, quiet trains, esprit florentin, loyalty, fitness (una decina di volte), personal care, corvéable a merci, borderline, low brow, to have fun, writers, splash down, impasses, hooligan, background, création, fun, marketing, factory outlet, privacy, racket, journal intime, alien, razzismo light, naive, truci blade runner, trend, horror, outsider, law enforcement (6 volte in 2 pagine!), ogni forma di "streben" (?), lignée, chewing gum, flop, SUV (qualche volta), trend (qualche volta), captive, décalage, customer satisfaction, "easy verbale", mission, hall marks, cotes (manca il circonflesso), burguesia compradora, design, business, editainment, happening, skateboard, moto da trial.

In compenso si trovano anche circa 200 latinismi!
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Incarcato
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Intervento di Incarcato »

Penso che leggerò codesto libro... (l'ho usato bene, il deittico, Marco? :D )

Ma forse l'autore cita tutti questi anglismi proprio per enfatizzarne l'abuso, no?
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.
promessainfranta
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Intervento di promessainfranta »

Incarcato ha scritto:Penso che leggerò codesto libro... (l'ho usato bene, il deittico, Marco? :D )

Ma forse l'autore cita tutti questi anglismi proprio per enfatizzarne l'abuso, no?
Gentile Incarcato,
in taluni casi, come l'estratto riportato nel precedente messaggio, ne condivido l'uso. Tuttavia nella maggior parte delle volte il forestierismo mi è parso innecessario. Vorrei riportare qualche esempio:

1)Questo fenomeno è molto singolare perché rappresenta il rovesciamento di un trend tipico della moderna storia europea.

2)Certo,dall'altro lato sta la formidabile tradizione degli armaioli del Rinascimento, degli orafi del Settecento e dell'Ottocento, o, più di recente, delle mostranzegrafiche, delle grandi sartorie e di altri hallmarks nell'accuratezza o dell'eleganza italiana.

3)Questo razzismo light risponde certa nostra nativa propensione autoritaria...

4)Il caratterenazionale è, in questa mia rappresentazione fantastica, il deposito morenico dell'immensa massa di narrazioni materne, insieme alle quali si trasmette da una generazione all'altra anche il flavor tutto italiano dello spirito di famiglia.

5)L'occhio che si è fermato sull'Italia è stato infatti quello di un valutatore leggermente sprezzante, che ci guarda come dei bambini che non hanno ancora imparato a leggere e che alla fine ci attribuisce un rating come fanno le agenzie finanziarie.

6)La vitalità delle intelligenze fa a pugni con la zavorra del semi-analfabetismo strisciante e della permanente tentazione a lasciarsi scivolare tutti nel tiepido mare della stupidità propiziata dall'esecrabile bassezza dei mass media. Un'invincibile vocazione statalista si annoda con una sordida spinta alla deregulation, intesa però come mera liberta di fare il comodo proprio.

7) Si fanno aeroporti, autostrade, passanti ferroviari, ponti, cioè opere in cui non c'è niente di bello, nulla che almeno possa davvero attrarre i cittadini o incrementare l'esperienza. Per le nostri plebi trasformate di scatto in burguesìa compradora e nutrite da quella che a La Capria pare una "modernita insolente", la "nuova bellezza"si manifesta nei volumi e nelle decorazioni dei centri commerciali, dei factory outlet, delle"grandi stazioni" diventate fittizio luogo d'incontro, delle discoteche e degli zoo-safari: insomma nel vasto desolante catalogo dei non-luoghi della modernità di massa, dissipativa e captive, del falso che avanza con il rischio di travolgerci.
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Marco1971
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Re: Raffaele Simone sui forestierismi

Intervento di Marco1971 »

promessainfranta ha scritto:...caveat (che cosa significa?)... ogni forma di "streben" (?)...
Caveat è la terza persona singolare del congiuntivo presente del latino cavere ‘evitare, guardarsi da, stare attento’ e si usa in inglese come sostantivo nel senso di ‘avvertimento, ammonimento, diffida’.

Streben è voce tedesca e significa ‘aspirazione, brama’ e simili.

L’autore ha immediata necessità di ricovero psichiatrico.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Nell'uso non legale, ad esempio in una frase che cominci con With this caveat..., in italiano si può dire semplicemente Tenendo presente quanto sopra... (o qualcosa del genere).

Il suggerimento di ricovero psichiatrico mi sembra eccessivo, ma non c'è dubbio che è gustosa assai la contraddizione tra le parole da crociata iniziali e le frasi riportate (se non deliberatamente autoironiche).

Mi piacerebbe poi sapere se quel "brick" compare da qualche parte nella descrizione del libro o se è un termine in via di diffusione per tascabile o qualcosa del genere.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto:Il suggerimento di ricovero psichiatrico mi sembra eccessivo...
Era una voluta ipèrbole. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
promessainfranta
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Intervento di promessainfranta »

Roberto Crivello ha scritto:Mi piacerebbe poi sapere se quel "brick" compare da qualche parte nella descrizione del libro o se è un termine in via di diffusione per tascabile o qualcosa del genere.
Per brick intendevo dire che il libro in questione è un "mattone" :).
P.S. Grazie gentile Marco per le delucidazioni.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

promessainfranta ha scritto:P.S. Grazie gentile Marco per le delucidazioni.
Prego. :)

Mi piace ricordare, per Streben, il soave nostro anèlito. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Incarcato
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Intervento di Incarcato »

Forse uno sdoppiamento della personalità l'ha portato sulla via dell'incoerenza...
Peccato, m'era sembrato un libro interessante, in princicpio. :(
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.
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bubu7
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Intervento di bubu7 »

Giusto per sapere di chi stiamo parlando ecco un profilo biobibliografico di Raffaele Simone.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Caro Bubu7, lei sa bene che non bisogna idealizzare i professori universitari: per quanto cólta possa essere una persona, i suoi titoli non la rendono invulnerabile o immune da malattie. Naturalmente, benché sprovvista di faccina, quella mia frase voleva essere anzitutto provocatoria (ho detto che l’iperbole era voluta). Ammetterà che quella profusione di forestierismi nella prosa del nostro non parla molto a suo favore...
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Daniele
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Re: Raffaele Simone sui forestierismi

Intervento di Daniele »

Marco1971 ha scritto:L’autore ha immediata necessità di ricovero psichiatrico.
Caro Marco, alla mezzanotte e ventidue, nonostante un raffreddore, ormai fortunatamente in fase calante, e una tosse secca e stizzosa, mi ha fatto scoppiare in una sonora e rinfrancante risata. Grazie. :P
(Mi si perdoni il fuori tema.)
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