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Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

Moderatore: Cruscanti

atticus
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Intervento di atticus » mar, 13 set 2005 10:16

Iersera, in una nota trasmisione televisiva, s'è parlato di outlet.
Con outlet si intende quel negozio, la cui sede non è in centrocittà, che applica sconti considerevoli sui prezzi di articoli firmati.
I vocabolari (quelli in mio possesso) non registrano la parola. Il Garzanti in linea la ignora.
In Internet mi imbatto nel sito Bestoutlet.it e in ultimi outlet inseriti.

Lasciando da parte la traduzione letterale dall'inglese, non potremmo servirci di spaccio? O è proprio necessario che un nuovo coboldo venga a far compagnia a tanti altri, che affliggono le nostre già provate orecchie?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mar, 13 set 2005 15:25

Ha perfettamente ragione, caro Atticus:
Il GRADIT ha scritto:outlet /'awtlet/ (out.let) s.m.inv. ES ingl. TS comm. [1997 in “La Repubblica”; ingl. outlet /'autlet/ pl. outlets] spaccio aziendale, spec. di grandi dimensioni.
Furbi, i giornalisti, eh? ;)

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Incarcato
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Intervento di Incarcato » mar, 13 set 2005 16:41

L'orrendo forestierismo sta prendendo piede (specie al nord).
Le insegne di molti spacci portano alto impresso il nefasto nome.

Mala tempora currunt...

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cuci
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Intervento di cuci » dom, 25 set 2005 0:46

«Sapete com'è, "Spaccio" dà tanto l'idea di qualcosa di losco, di droga... inoltre uno "spaccio" sembra un posto per sciattoni che non han voglia di spendere».

Il primo che mi farà un discorso simile questo guadagnerà cinque punti di sutura.
«Duva vidi moju zzappa fundu»

·Dum·Doceo·Disco·

ann
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Intervento di ann » mer, 03 mag 2006 22:40

Cercavo di pensare al modo in cui noi francesi chiamiamo questo spaccio e posso ammetere che questa ricerca è un bel esempio del modo in cui il consultare troppi dizionari può risultare nocivo. La mia conclusione è: ci penso domani, è ora di dormire... ma se qualcuno di voi ha voglia di trovare una buona ragione per finire male la giornata propongo quanto trovato, dubbi e risultati non concludenti e.. chissà... forse riuscirete a fare delle proposte più "sveglie" delle mie in modo che il mio lavoro di domani non sia così pesante!
Quindi quello che certi italiani chiamano di questi tempi degli « outlet » sarebbero degli “spacci aziendali”. Un passaggio su Google mi conferma che queste espressioni sono sinonimiche (ho trovato anche un certo “Best outlet, il portale degli spacci aziendali italiani”).
Una ricerca su un dizionario bilingue italiano / francese mi propone come traduzione a “spaccio aziendale” la parola “économat” che però non ha niente da vedere col negozio che vende dei vestiti “sfirmati” (per tradurre male la nostra parola “dégriffé”): il TLF mi da come definizione infatti “
Magasin de vente créé et administré par un employeur, et à l'usage exclusif de ses employés et qui a été prohibé, sauf exceptions déterminées par la loi, notamment celle du 15 mars 1910. Il convient de leur ajouter les économats d'usine et les groupements de consommateurs qui, bien que faisant acte de commerce, sont des organismes para-commerciaux (BRUNERIE, Industr. alim., 1949, p. 211).

ma… in italiano questo negozio all’uso esclusivo degli impiegati di un’azienda si chiama pure « spaccio aziendale » ?
Fermo la ricerca qui e cerco un altro modo di arrivare alla mia fine: come chiamo questo tipo di negozio io? Lo chiamo “stock de marque” ma per la parola “stock” non si trova in nessuno dei monolingui consultati il significato di negozio che vende dei vestiti firmati “fuori uso”.
Lo chiamo anche “magasin d’usine” ma questo è un tipo di “spaccio” dove si vendono solo i vestiti di una marca generalmente con difetti più o meno apparenti e che si trova generalmente vicino della fabbrica dove questi vestiti sono fabbricati o dentro di essa.
Penso a “magasin dégriffé” e cerco “dégriffé” nel mio bilingue che propone però solo una glosa o piuttosto due glose “venduto senza etichetta firmata; venduto a prezzo ridotto”, e devo dire che la seconda definizione non corrisponde a “dégriffé”…
Ricerca piuttosto non proficua…
Allora decido di partire dall’inglese “outlet” per arrivare ad una parola francese…
Consulto il Grand dictionnaire terminologique dall’inglese al francese e mi traducono “outlet” e “outlet store” con “point de vente”. Ma allora in inglese “outlet” non vuole dire “spaccio”?
Potrei andare su un monolingue inglese ma prima guardo sul bilingue inglese-italiano e “outlet” è tradotto “punto di vendita”.
E quindi… vado a letto!
pile ou face?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mer, 03 mag 2006 23:12

In inglese, outlet viene definito cosí dal dizionario COBUILD:
1 An outlet is a shop or organization which sells the goods made by a particular manufacturer. …the largest retail outlet in the city.
2 An outlet or an outlet store is a place which sells slightly damaged or outdated goods from a particular manufacturer, or goods that it made in greater quantities than needed. …the factory outlet store in Belmont.
Il Battaglia dà di spaccio, tra l’altro, queste definizioni:
Vendita, smercio (per lo piú al minuto); diffusione presso gli acquirenti (anche con riferimento a libri e a periodici). [...] Per estens.: l’attività del commercio.
– Ricavato della vendita.
– Possibilità di vendita.
– Vendita di merci (e, specialmente, nei tempi piú recenti, di sostanze stupefacenti o droghe) delle quali è vietato il commercio o comunque la diffusione.
2. Azienda per la rivendita al minuto di merci; il locale in cui tale azienda è sita (e soprattutto la rivendita di generi di monopolio o posta sotto il controllo dello Stato, come lo spaccio di bevande o di carni; o la rivendita che si esercita, per lo piú a condizioni piú favorevoli di quelle di mercato, nell’ambito di comunità o istituzioni chiuse e a cui può accedere solo chi vi vive o vi fa capo: spaccio di un carcere, di una caserma, ecc.).
Spaccio, per le sue varie sfumature, può senz’altro sostituire outlet in italiano.

Ma, se non basta, si faccia auletto! ;)

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » gio, 04 mag 2006 4:26

In portoghese: ponto de venda, in spagnolo: punto de venta. È veramente spiacevole (e strano) che non esistano/non si conoscano parole italiane per cose tanto comuni. :cry:

Brazilian dude

Bue
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Intervento di Bue » gio, 04 mag 2006 8:45

Brazilian dude ha scritto:In portoghese: ponto de venda, in spagnolo: punto de venta. È veramente spiacevole (e strano) che non esistano/non si conoscano parole italiane per cose tanto comuni. :cry:

Brazilian dude
A parte che punto vendita si usa, non esiste "emporio", come quello di armani?

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » gio, 04 mag 2006 17:02

Sì! Empório! Me l'ero scordato.

Brazilian dude

Raffaele Ruberto
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Intervento di Raffaele Ruberto » ven, 23 giu 2006 1:10

Suggerisco SBOCCO, che in italiano gia' ha il significato che OUTLET ha in inglese.

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Federico
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Intervento di Federico » ven, 23 giu 2006 1:23

Sbocco può essere adatto per i proprietari dell'azienda, che lo vedono solo come un modo per smaltire degli scarti e posono chiamarlo cinicamente a questo modo, ma per il resto mi sembra piú che sufficiente (anzi, perfetto) spaccio (aziendale).

Raffaele Ruberto
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Intervento di Raffaele Ruberto » ven, 23 giu 2006 1:31

"Spaccio" va bene anche per me, anzi e' uno dei termini che suggerisco sul mio sito, oltre che a "sbocco".

fabbe
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Intervento di fabbe » ven, 23 giu 2006 9:10

Outlet è una di quelle parole inglesi il cui significato in italiano è ancora confuso. Si gioca proprio su questo aspetto per usarlo in diversi ambiti e attirare l'attenzione.

Fondamentalmente coniuga qualità a basso prezzo ma lo si trova applicato ai prodotti (tipo le offerte speciali), agli spacci tradizionali e ai centri commerciali ecc.

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Federico
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Intervento di Federico » ven, 23 giu 2006 9:12

Sí, e sembrerebbe quasi un modo di fare dei saldi permanenti aggirando la legge (ma quanto siamo maliziosi!)...

fabbe
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Intervento di fabbe » ven, 23 giu 2006 9:45

Cosa diversa sono quelle cittadelle del commercio (chiamate outlet) fuori città dove vengono ricreati finti centri storici (a volte ricordano scenografie teatrali) e in cui è possibile fare acquisti.

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