«Pride»

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Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
G. M.
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«Pride»

Intervento di G. M. »

Un anglicismo diffuso, ma non ancora discusso in queste stanze. Dal Treccani:
gay prideġèi pràid› locuz. ingl. (propr. «orgoglio dei gay»), usata in ital. come s. m. – Manifestazione o sfilata di omosessuali, che dichiarano la propria identità e rivendicano i loro diritti (si svolge ogni anno l’ultimo sabato di giugno nelle principali città del mondo).
Il termine viene dall'inglese gay pride parade 'parata dell'orgoglio gay', spesso ridotto a pride parade (per includere altre identità) e in italiano anche solo pride (sempre più spesso, mi pare, senza gay).
Nelle lingue sorelle (dalla Vichipedia): francese marche des fiertés, spagnolo marcha del orgullo o desfile del orgullo, portoghese parada do orgulho (tra le altre). In "italiano" al momento parata del Pride.
Nei giornali e in Rete parata dell'orgoglio sembra avere una certa diffusione. Secondo me, una volta chiarito il contesto, potrebbe anche ridursi al semplice orgoglio, per metonimia («La parata dell'orgoglio si terrà... l'orgoglio sfilerà per le vie centrali...»).
Tradurrei così anche i vari termini correlati: pride month = mese dell'orgoglio, pride week = settimana dell'orgoglio, eccetera.
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G.B.
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Re: «Pride»

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A me parata dell'orgoglio, settimana dell'orgoglio ecc., cosí, senz'altro aggiunto, rievocano il linguaggio pomposo e straniante dei regimi fascisti, in particolare delle loro stilizzazioni letterarie (Orwell, p. es.). Me l'immagino in maiuscolo (Parata dell'Orgoglio, Settimana dell'Orgoglio...) e sulla bocca di migliaia di cittadini nell'atto di stendere le loro bandiere (non certo arcobalenate) dalle finestre. :lol:
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

Intervento di Canape lasco ctonio »

A mio avviso parata omo(lesbobitran)sessualista è il traducente più fedele, perché evidenzia la componente ideologica (non tutte le persone omosessuali condividono le tesi di chi partecipa a tali parate, si pensi a Platinette e alla sua avversione per i "matrimonij" omosessuali), e omosessualismo è termine presente persino in Wikipedia in lingua italiana: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Omosessualismo che - ricordo - ha voci al femminile persino per figure, come Wladimiro Guadagno, che pur percependosi come donne sono di sesso maschile anche per lo Stato di cui posseggono la cittadinanza, non avendo mai richiesto né il riconoscimento di una cosiddetta "transizione" né una modifica anagrafica.
domna charola
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Re: «Pride»

Intervento di domna charola »

Perplessa...

Si tratta di una manifestazione pensata e organizzata da un gruppo qualificato da specifici orientamenti propri, comportamentali e ideologici - non tutti come viene detto sopra vi si riconoscono nella posizione ideologica - per manifestare/comunicare qualcosa da loro deciso. Se la hanno chiamata parata "dell'orgoglio" è perché quel movimento ha deciso di scendere in piazza - e sfidare i benpensanti rendendo manifesta, anche in maniera volutamente vistosa, la propria esistenza - affermando l'orgoglio di essere se stessi, in definitiva, senza fingimenti e senza commentini ironici etc.
L'elemento chiave è proprio questo uscire allo scoperto, senza vergognarsi di ciò che si è, e riappropriarsi di un'identità visibile.

Come quasi sempre, chi dà il nome a una propria creazione, non lo sceglie a caso, ma cercando che esso sia pregno di significato.
Pretendere dall'esterno non di tradurlo per quello che è, ma di renderlo con parole proprie per quello che si pensa che sia mi sembra un procedimento scorretto innanzitutto dal punto di vista linguistico.
"Parata omotrans etc." è una generalizzazione che riunisce tutte le manifestazioni rispondenti a questa definizione, all'interno della quale esiste quella per "l'orgoglio", ma potrebbero esisterne anche altre, per l'uguaglianza, per salutare l'inizio della primavera, o qualsiasi altra cosa si voglia, purché caratterizzata dalla partecipazione di persone in qualche modo legate a quello specifico ambito di scelte.
Non so, come dire "ho assistito alla Maggiolata" o "al Corso Fiorito" oppure dire "ho assistito a una sfilata folcloristica": ambedue affermazioni corrette, ma il nome proprio della particolare sfilata che si è vista dà molte informazioni in più.

Il bello di una lingua è essere ricca di termini diversi, che permettano di esprimere con chiarezza tutte le sfumature di un elemento/fenomeno/avvenimento etc. Sostituire termini specifici con termini generici anziché coniare o selezionare gli esatti traducenti in italiano va verso un impoverimento della lingua.

Senza contare la delicatezza dell'argomento, ove l'appiattire tutto su una generica parata di omosessuali può essere interpretato anche come un atteggiamento di chiusura/rifiuto della manifestazione, riduttivo nei suoi confronti e dei partecipanti. Anche se proposto in buona fede e solo per interessi linguistici, rischia di venire malinterpretato, e a quel punto scordiamoci che il traducente attecchisca.

In fondo, non sta né ai vocabolari né ai linguisti dare giudizi di merito se "orgoglio" sia giusto o errato, o sia meglio chiamarlo in altro modo. L'importante è che si traduca in corretto italiano esattamente quel termine, cercando di cogliere al meglio tutte le sfumature che nelle intenzioni originali dovrebbe contenere.
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G.B.
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Re: «Pride»

Intervento di G.B. »

Vero che sono argomenti delicati. E infatti credo che se s'incominciasse a tradurre in italiano il lessico di queste minoranze, le persone piú anziane o, in generale, chi mastica poco la lingua inglese, forse le vedrebbe piú di casa.

Visto che pride in italiano si ricollega (attraverso gay pride) a un certo tipo di orgoglio, cioè quello sessuale (ormai senz'aggettivi), secondo me si può tradurre semplicemente con orgoglio sessuale. E quindi pride parade con parata dell'orgoglio sessuale, manifestazione per l'orgoglio sessuale, o, riferendosi al giorno, giornata mondiale dell'orgoglio sessuale.
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

Intervento di Canape lasco ctonio »

Stante la premessa:
domna charola ha scritto: lun, 07 giu 2021 10:53 Si tratta di una manifestazione pensata e organizzata da un gruppo qualificato da specifici orientamenti propri, comportamentali e ideologici - non tutti come viene detto sopra vi si riconoscono nella posizione ideologica - per manifestare/comunicare qualcosa da loro deciso
non capisco perché poi prosegua affermando:
domna charola ha scritto:"Parata omotrans etc." è una generalizzazione che riunisce tutte le manifestazioni rispondenti a questa definizione, all'interno della quale esiste quella per "l'orgoglio", ma potrebbero esisterne anche altre, per l'uguaglianza, per salutare l'inizio della primavera, o qualsiasi altra cosa si voglia, purché caratterizzata dalla partecipazione di persone in qualche modo legate a quello specifico ambito di scelte.
Le risulta sia mai esistita una parata composta da soli omosessualisti (etero o meno che siano) dedicata ad un tema che non fosse la rivendicazione di presunti diritti?

La parata, che significa sfilata o esibizione pubblica, è per sua definizione tematica (nessuno chiede autorizzazioni per sfilare al solo fine di sfilare!), e nel caso specifico la tematica è esaurientemente definita dall'aggettivo omosessualista.
domna charola ha scritto:Senza contare la delicatezza dell'argomento, ove l'appiattire tutto su una generica parata di omosessuali può essere interpretato anche come un atteggiamento di chiusura/rifiuto della manifestazione, riduttivo nei suoi confronti e dei partecipanti.
Non si tratta infatti di omosessuali, ma di omosessualisti. E quel suffisso non svilisce, definisce, come ogni ideologia. Parata di comunisti Le sembra svilire una manifestazione organizzata dal PCI?
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G. M.
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Re: «Pride»

Intervento di G. M. »

Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 0:14 A mio avviso parata omo(lesbobitran)sessualista è il traducente più fedele [...]
Anticipato in parte da Domna Charola mentre scrivevo...

Come dice la voce vichipediana stessa, omosessualismo ha assunto recentemente una connotazione assai negativa*; come si può vedere con una rapida gugolata, è un termine usato (spesso con una nota polemica, se non apertamente spregiativa**) da chi è contrario, mentre dubito che chi è a favore dei diritti di omosessuali eccetera si definirebbe oggi «omosessualista». È quindi un termine non-neutro: parata omosessualista (oggi) non sarebbe un "nome normale" per indicare una pride parade. Fra l'altro, non penso che per partecipare sia necessario essere a favore dei matrimoni omosessuali o altro (anche se, sicuramente, chi vi partecipa è probabile che lo sia).
Tutt'al più, se uno è contrario alle rivendicazioni di omosessuali eccetera, può sfruttare l'accezione negativa originaria di orgoglio (1). :wink:

[*Il Treccani nel neologismo omosessualista non indica una connotazione negativa; ma è una voce del 2014, quindi ha un po' d'anni; la connotazione negativa dev'essere successiva.
**Cercando omosessualismo, solo nella prima pagina dei risultati Google mi mostra: «dittatura dell'omosessualismo e transessualismo», «Il sacramento del diavolo: Omosessualismo, sodomia e Cattolicesimo», una sezione così intitolata della Nuova Bussola Quotidiana (giornale decisamente contrario), eccetera.]
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G.B.
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Re: «Pride»

Intervento di G.B. »

Concordo sul fatto che omosessualista sarebbe percepito come negativo. Bisognerebbe trovare un sintagma che piaccia in primo luogo ai diretti interessati. E parata dell'orgoglio sessuale, giornata dell'orgoglio sessuale secondo me rispondono ai principî d'universalità cui mi sembra s'appellino queste minoranze.
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

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G.B. ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:28credo che se s'incominciasse a tradurre in italiano il lessico di queste minoranze, le persone piú anziane o, in generale, chi mastica poco la lingua inglese, forse le vedrebbe piú di casa.
Impresa più ardua del cercare di stare dietro agli occasionalismi, come fa la Crusca da anni. Le ricordo i quasi 60 generi proposti da Facebook, o il continuo aumento di lettere nella sigla che iniziò come LGBT, ed è ora spesso proposta con LGBTQIAPK (lesbiche, omosessuali, bisessuali, transessuali, queer, intersessuali, asessuali, poliamorosi, kink), ma anche con LGBTQQIP2SAA... :?
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

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G. M. ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:36Come dice la voce vichipediana stessa, omosessualismo ha assunto recentemente una connotazione assai negativa*; come si può vedere con una rapida gugolata, è un termine usato (spesso con una nota polemica, se non apertamente spregiativa**) da chi è contrario, mentre dubito che chi è a favore dei diritti di omosessuali eccetera si definirebbe oggi «omosessualista».
Così come il Partito olandese "per l'Amore per il Prossimo, la Libertà e la Diversità", apertamente favorevole alla legalizzazione della pedofilia non usa mai il termine pedofilo o pedofilia nelle sue rivendicazioni (vorrebbe legalizzare la pedopornografia), come è ovvio che sia.
Tutt'al più, se uno è contrario alle rivendicazioni di omosessuali eccetera, può sfruttare l'accezione negativa originaria di orgoglio (1)
Sfido io a trovare qualcuno che percepisca negativamente il termine "orgoglio" oggigiorno. :wink:
[*Il Treccani nel neologismo omosessualista non indica una connotazione negativa; ma è una voce del 2014, quindi ha un po' d'anni; la connotazione negativa dev'essere successiva.
La connotazione negativo o positiva dipende dal proprio sentire, non è oggettiva. E lo dimostra questa discussione.
Comunista per un cattolico è praticamente un insulto. Voi lo percepite come insulto?
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Re: «Pride»

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Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:57 Così come il Partito olandese "per l'Amore per il Prossimo, la Libertà e la Diversità", apertamente favorevole alla legalizzazione della pedofilia non usa mai il termine pedofilo o pedofilia nelle sue rivendicazioni (vorrebbe legalizzare la pedopornografia), come è ovvio che sia.
Premesso che non ho mai sentito parlare del partito in questione, non mi è chiaro questo paragone.
Chi è a favore dei diritti degli omosessuali e fa attivismo in tal senso non lo nasconde, anzi spesso cerca di ottenere visibilità; solo, non credo che userebbe quella parola per descriversi: come l'ambasciata tedesca a Roma non si descriverebbe come «ambasciata dei crucchi» nei suoi documenti ufficiali. :P Certe parole sono più neutre, certe altre meno; omosessualismo (oggi) non è una parola neutra.
Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:57 La connotazione negativo o positiva dipende dal proprio sentire, non è oggettiva.
Certo, ma a livello di lingua condivisa esistono delle connotazioni generali legate alle parole, un sentire comune, pur con le inevitabili oscillazioni individuali; e i vocabolari le riportano regolarmente, come lei saprà.
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G. M. ha scritto: lun, 07 giu 2021 12:18
Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 11:57 Così come il Partito olandese "per l'Amore per il Prossimo, la Libertà e la Diversità", apertamente favorevole alla legalizzazione della pedofilia non usa mai il termine pedofilo o pedofilia nelle sue rivendicazioni (vorrebbe legalizzare la pedopornografia), come è ovvio che sia.
Premesso che non ho mai sentito parlare del partito in questione, non mi è chiaro questo paragone.
Chi è a favore dei diritti degli omosessuali e fa attivismo in tal senso non lo nasconde, anzi spesso cerca di ottenere visibilità;
Anche il Partito suddetto, che ha tentato di partecipare regolarmente alle elezioni olandesi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_p ... rsit%C3%A0

E anche loro si guardano bene dal definirsi pedofili, sapendo che attirerebbero solo strali così facendo. Ma la sostanza non cambia e infatti c'è chi ha cercato di evitare la loro partecipazione alle tornate elettorali (così come in molti Stati è vietato anche solo fondare partiti nazisti o fascisti).

Tutto ciò per dire che se qualcuno non vuole far risultare un'ideologia il proprio pensiero (ed è innegabile che quello omosessualista lo sia, negando realtà fattuali) farà di tutto per evitare che venga associato ad un'ideologia, dunque eviterà in ogni modo il suffisso -ismo, che nella lingua italiana è largamente usato per rappresentare ideologie.
G. M. ha scritto: lun, 07 giu 2021 12:18Certo, ma a livello di lingua condivisa esistono delle connotazioni generali legate alle parole, un sentire comune, pur con le inevitabili oscillazioni individuali; e i vocabolari le riportano regolarmente, come lei saprà.
E il sentire comune è ben definito dalla Treccani, che pure non risparmia citazioni critiche[*] sull'uso della parola, ma professionalmente la definisce in modo neutro, perché neutro è il suo significato.

[*] delle 3 occorrenze presentate non ve n'è una che lasci trasparire un concetto positivo del sintagma. Eppure la definizione della Treccani è neutra.
Ultima modifica di Canape lasco ctonio in data lun, 07 giu 2021 12:44, modificato 1 volta in totale.
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Re: «Pride»

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Canape lasco ctonio ha scritto: lun, 07 giu 2021 12:28 Tutto ciò per dire che se qualcuno non vuole far risultare un'ideologia il proprio pensiero (ed è innegabile che quello omosessualista lo sia, negando realtà fattuali) farà di tutto per evitare che venga associato ad un'ideologia, dunque eviterà in ogni modo il suffisso -ismo, che nella lingua italiana è largamente usato per rappresentare ideologie.
A questo punto, per valutare in modo critico la questione linguistica, dobbiamo chiarire il significato delle parole che stiamo usando: che cosa intende lei esattamente per «omosessualismo»? Ce ne dia una definizione precisa e completa, così vediamo se si adatta o no a descrivere le parate dell'orgoglio di cui stiamo trattando.
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Canape lasco ctonio
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Re: «Pride»

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G. M. ha scritto: lun, 07 giu 2021 12:44A questo punto, per valutare in modo critico la questione linguistica, dobbiamo chiarire il significato delle parole che stiamo usando: che cosa intende lei esattamente per «omosessualismo»? Ce ne dia una definizione precisa e completa, così vediamo se si adatta o no a descrivere le parate dell'orgoglio di cui stiamo trattando.
Corrente dell'associazionismo omosessuale che rivendica come equivalenti orientamenti sessuali difformi da quello eterosessuale e percezioni del sesso biologico difformi da quello reale, e come diritti di coppie o. istituti giuridici propri della famiglia naturale (e.g.: matrimonio, adozione/affido).
Avatara utente
G. M.
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Re: «Pride»

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Mi sembra che la sua definizione sia abbastanza valida per descrivere molti dei partecipanti a queste manifestazioni; resta il fatto pratico che il termine è usato in modo predominante da chi è contrario, e quindi, se pur parata omo[ecc.]sessualista può andare bene come locuzione descrittiva, certo sembra poco adatto come "nome proprio" dell'evento: rileggendo ora le parole di Domna Charola, mi sembra che avessero centrato il punto.
Attendiamo il parere degli altri membri del fòro.
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