«Würstel»

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«Würstel»

Intervento di Carnby » ven, 25 ago 2006 11:34

Possibile che a nessuno sia venuto di tradurre Würstel con il suo vero nome italiano, ovvero 'salsicciotto'? Il termine è infatti il diminutivo del tedesco Wurst, letteralmente 'salsiccia'. Il salsicciotto viennese è solo un tipo, altri sono i salsicciotti della Slesia, quelli bavaresi ecc..

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Re: Würstel

Intervento di Infarinato » ven, 25 ago 2006 11:37

Carnby ha scritto:Possibile che a nessuno sia venuto di tradurre Würstel con il suo vero nome italiano, ovvero 'salsicciotto'?
That’s a very good point:oops: L’unica obiezione è che, forse, è un po’ troppo generico…

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Re: Würstel

Intervento di Federico » ven, 25 ago 2006 11:59

Infarinato ha scritto:L’unica obiezione è che, forse, è un po’ troppo generico…
E purtroppo questa è la prima obiezione con cui gli esotismodipendenti inconfessati sono soliti demolire le proposte fatte loro.
Non che abbiano tutti i torti, del resto: salsicciotto non mi farebbe mai pensare prima di tutto a un würstel, anche perché quell'-otto mi porta a pensare a un tipo di salsiccia piú grassoccia e tozza (e italiana) dei würstel (comuni).

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Intervento di Marco1971 » ven, 25 ago 2006 13:38

Ecco un caso tipico in cui secondo me non si deve tradurre ma adattare. Io ne farei vuristello, con i epentetica (vedi lanzichenecco da Landsknecht). E vuristello fila liscio che è un piacere. :D

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Intervento di Marco1971 » ven, 25 ago 2006 16:02

Carnby ha scritto:
Marco1971 ha scritto:E vuristello fila liscio che è un piacere.
Già. Ma la sua probabilità di successo è inferiore all'1%. Per imporsi, un termine deve essere evocativo.
E vuristello non evoca, appunto, il termine tedesco? E che cosa poteva evocare, nel 1521, un termine come lanzichenecco?

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Intervento di Federico » ven, 25 ago 2006 17:48

Decidiamoci, però: non avevamo scelto viúste (che personalmente preferisco)?

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Intervento di Marco1971 » ven, 25 ago 2006 18:26

Si possono mettere entrambi. Vincerà il piú usato.

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Intervento di Federico » ven, 25 ago 2006 20:15

Bah, mi permetta di dubitarne: non aveva detto lei stesso che la mancanza di una terminologia uniforme è un gran danno per il lessico tecnologico italiano? Perché non vale lo stesso in altri campi?
Considerato che siamo quattro gatti, forse sarebbe meglio diffondere un'alternativa sola. Anche se una vale l'altra se serve a sensibilizzare le persone, che è la cosa piú importante.

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Intervento di Marco1971 » ven, 25 ago 2006 21:32

La nostra lista non ha, come ben sappiamo, alcun valore ufficiale. Con la proposta di diverse soluzioni, chi la consulta e capisce che ognuno ha la sua parte d’influsso sull’uso con un po’ meno timidezza e maggior ardire, sceglierà quella forma che piú gli garba. Il consenso si formerebbe allora con la maggioranza.

Nel caso specifico, si potrebbe parlare di due diversi tipi di adattamento: viúste sarebbe rustico (ma formalmente perfetto); vuristello sarebbe un adattamento di tipo piú letterario.

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Intervento di Decimo » sab, 26 ago 2006 1:52

Marco1971 ha scritto:Nel caso specifico, si potrebbe parlare di due diversi tipi di adattamento: viúste sarebbe rustico (ma formalmente perfetto); vuristello sarebbe un adattamento di tipo piú letterario.
Resto alquanto perplesso ad osservare questo dibattito su un adattamento di un termine che già presenta un valido equivalente italiano... perché? Ebbene, spiegatemi quale aspetto negativo di viennese (tra l'altro largamente utilizzato in culinaria) vi esorta a ricercare una seconda alternativa per il barbarico Würstel!

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Intervento di Federico » sab, 26 ago 2006 6:23

Appunto: due, perdipiú!
Un conto è puntare sul semplice adattamento fonetico per facilitare la comprensione; se si preferiscono altre strade (è il mio caso), allora c'è viennese, né bisogna inventarsi nulla.

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Intervento di Carnby » ven, 23 feb 2007 20:12

Vorrei far notare che "viennese" non è del tutto esatto come parola italiana per indicare i würstel dato che ci sono non solo i Wiener ma anche i Frankfurter. Tra l'altro in tedesco i würstel si chiamano... Würstchen. Si tratta quindi di uno pseudoforestierismo, arrivato in Italia probabilmente dai dialetti altoatesini (di tipo bavarese-austriaco).

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Intervento di methao_donor » dom, 18 mar 2007 21:37

Onestamente mi pare si tratti esclusivamente di un problema di grafia.
Il 99% delle persone che conosco pronuncia abitualmente viuste (o iuste)

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Intervento di Carnby » sab, 16 ago 2008 14:59

Marco1971 ha scritto:Ecco un caso tipico in cui secondo me non si deve tradurre ma adattare. Io ne farei vuristello.
Il tedesco Wurst ("salume", di cui Würstel è il diminutivo) è già stato adattato nel senese in buristo. A questi punti mi domando se si possa proporre un buristello o buristino, come più vi piace.

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Intervento di Marco1971 » sab, 16 ago 2008 19:01

Carnby ha scritto:
Marco1971 ha scritto:Ecco un caso tipico in cui secondo me non si deve tradurre ma adattare. Io ne farei vuristello.
Il tedesco Wurst ("salume", di cui Würstel è il diminutivo) è già stato adattato nel senese in buristo. A questi punti mi domando se si possa proporre un buristello o buristino, come più vi piace.
S’è finalmente convinto… ;)

Non c’è nulla da ridire sulla forma buristello, se non che, rispetto a vuristello, suona – almeno a me – come un po’ piú popolareggiante (come bociare in confronto a vociare, bocío/vocío, ecc.). Per me va bene qualsiasi forma pienamente italiana, tra vuristello, buristello e buristino (che però ci allontana un po’ dal senso del vero e proprio adattamento, che è di mantenere la vicinanza fonica) s’imporrà nell’uso.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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