Etimologia della «Fiura»

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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Lorenzo Federici
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Etimologia della «Fiura»

Intervento di Lorenzo Federici »

Frazione di Alatri; sarei curioso di sentire le vostre teorie al riguardo.

All'inizio avevo pensato che potesse trattarsi di un derivato di flōs, pur non essendo chissà quale area fiorita, ma, se flōrēs ha dato /fju̍ri/, flōre(m) ha comunque dato /fjo̍rə/ al singolare. Qualcosa tipo *Flōrea avrebbe dato /fjɔ̍ra/ molto probabilmente, così come /siɲɲɔ̍ra/.

Ho pensato allora a figūra, molto più giustificabile sul piano fonetico, ma che in latino significava semplicemente «forma»: non vedo come potrebbe indicare una zona di un paese.

Altre teorie o nomi simili?
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Millermann
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Re: Etimologia della «Fiura»

Intervento di Millermann »

Qualche considerazione (oziosa e da profano) qua e là, consapevole che, come dicono spesso Ligure e Infarinato, con l'etimologia occorre procedere con cautela e basandosi sempre su dati concreti.

Anch'io avevo subito pensato a figūra, che in latino poteva significare anche bellezza, o anche statua (magari c'era proprio una statua in quella zona? ;)). Poi ho pensato anche a fissūra, che poteva indicare una caratteristica geologica (una fenditura), ma non ho idea se da questo si sarebbe potuto avere fiura.

Ma poi, perché non concentrarsi su qualcosa di semplice? In quella zona (l'ho verificato anche sul NavigAIS (tav.1357), come lei dice, il plurale di /fjo̍rə/ è /fju̍ri/: allora, il nome della contrada non potrebbe derivare da un (arcaico?) plurale in -a, /fju̍ra/, influenzato magari da uno dei tanti «neutri» latini che nei dialetti abbondano? :?
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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Lorenzo Federici
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Re: Etimologia della «Fiura»

Intervento di Lorenzo Federici »

A sentimento direi che la vocale non sarebbe più chiusa di /fjo̍ra/ allora, ma non mi vengono in mente esempi di plurali neutri con alternanza tra /o/ e /u/. C'è /o̍ʋu/ e /ɔ̍ʋa/ per uovo e uova (perdonatemi la trascrizione, sto ancora cercando di capire se quel suono sia /w/, /ʋ/ o che cosa), c'è /o̍ssə/ e /ɔ̍ssa/, mi aspetterei /fjɔ̍ra/ come plurale neutro di /fjo̍rə/.
Ligure
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Re: Etimologia della «Fiura»

Intervento di Ligure »

Solo alcune osservazioni di metodo.

Non si può pensare di ricavare etimologie di toponimi in sincronia. È, per antonomasia, un esercizio che non può prescindere da “uno sguardo diacronico”. Si può fare solo se si possiedono le forme antiche, magari anche determinate da “paretimologia”. Ma in pura sincronia che senso può avere?

Se localmente da un sing. quale /'fjorə/ si ha il plur. /'fjuri/ ciò implica semplicemente che a determinare metafonia è -i, non certamente il concetto astratto di plurale . . .

Se fosse vero che , localmente, il toponimo ha l'art. “la”, ciò implica che - almeno popolarmente - il toponimo veniva avvertito come femm.. Frequentemente, l'articolo dei cosiddetti “neutri” plur. non è “la”.

Occorrerebbe provare che, nei dialetti italiani, sia esistito un plur. neutro di “fiori”. Non mi sembra così scontato.

Comunque, localmente perché mai dovrebbe essere stato /'fjura/? L'-a finale non determina metafonia, normalmente. Si tratterebbe d'un'eccezione troppo “ghiotta”. Impossibile che non sia stata analizzata dagli studiosi.

Se in un dialetto che ha il sing. /'fjorə/ fosse mai esistito un plur. in /-a/, esso non potrebbe che essere stato /'fjora/. Perché mai con /'-u/ o /'-ɔ/? Nessuna delle due alternative avrebbe alcun senso.

Penso che anche la zona in questione - come sostanzialmente tutte in Italia - sia caratterizzata da studi linguistici e toponomastici (non necessariamente impeccabili, ma certamente di ottimo livello).

La toponomastica di un determinato territorio non può prescindere da competenze estremamente specifiche. Non si tratta, ad es., di determinare l'etimologia di “adoperare” che anche un buon italianista non nativo risulta in grado d'identificare (ma in diacronia, beninteso!).

Da chi non s'è mai minimamente occupato del dialetto e della toponomastica locale (praticamente, tutti noi) non possono che provenire generiche considerazioni di metodo e di buon senso.

Le quali sono imprescindibili per non imboccare "sensi vietati" (occorre, cioè, avere ben chiaro il fenomeno della metafonia, essere certi dell'esistenza di plur. "neutri" di "fiore" in Italia ecc.), ma non hanno mai - da sole - risolto alcun quesito etimologico o toponomastico. Neppure il più banale.

P.S.: risulta altrettanto evidente che una voce quale /'ɔssa/ha /'ɔ/ solo in quanto la derivazione è da ŏ, cioè da ŏssă . Come in fiorentino, in italiano. Che c'entra la "relazione" con -a finale? Si tratta, banalissimamente dell'evoluzione delle vocali latine! Ma in "fiore" l'etimo, fiorentino o laziale o . . . è, comunque, sempre rappresentato da ō . . ., da flōrĕ(m) . . . Il fonema vocalico accentuato può abbassarsi a /u/ per metafonia, ma l'etimo permane in ō, non è l'ŏ di ŏssă. Non c'è concesso di distruggere la vicenda diacronica delle vocali latine!!!
Ultima modifica di Ligure in data ven, 22 mar 2024 8:21, modificato 1 volta in totale.
Avatara utente
Lorenzo Federici
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Re: Etimologia della «Fiura»

Intervento di Lorenzo Federici »

Ligure ha scritto: gio, 21 mar 2024 18:45 P.S.: risulta altrettanto evidente che una voce quale /'ɔssa/ha /'ɔ/ solo in quanto la derivazione è da ŏ, cioè da ŏssā. Come in fiorentino, in italiano. Che c'entra la "relazione" con -a finale? Si tratta, banalissimamente dell'evoluzione delle vocali latine! Ma in "fiore" l'etimo, fiorentino o laziale o . . . è, comunque, sempre rappresentato da ō . . ., da flōrĕ(m) . . . Il fonema vocalico accentuato può abbassarsi a /u/ per metafonia, ma l'etimo permane in ō, non è l'ŏ di ŏssā! Non c'è concesso di distruggere la vicenda diacronica delle vocali latine!!!
(Non sono esperto, ma ho una domanda: perché ŏssā con la vocale lunga?)

Sì, l'origine è diversa, era più per far notare come al maschile singolare generalmente ō e ŏ convergessero in /o/, mentre l'esito del neutro plurale ha la vocale di un posto più aperta rispetto al singolare solitamente.
Ligure
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Re: Etimologia della «Fiura»

Intervento di Ligure »

Ringrazio per la correzione e ho provveduto a riportare la voce corretta, ŏssă, nel mio precedente messaggio.

Errore di digitazione, anche se, per puro caso, relativo a una vocale che mostra esiti diacronici indistinguibili,
cioè indipendenti dalla relativa quantità nella lingua latina. E, in questo caso, non accentata.

M'ero ripromesso di non intervenire più su questi aspetti, ma non ci si può riferire a mutamenti diacronici intervenuti continuando a parlare di "categorie astratte" quale il "neutro" o il "plurale". Gli effetti metafonetici - e tutti gli altri - risultano indotti da determinati fonemi (suoni) su altri. Risultano dovuti a fenomeni di articolazione degli organi fonatori. Essi si manifestano, ad es., in quanto indotti da /-i/, /-u/ finali su precedenti timbri vocalici accentati. In generale, ciò si può rilevare non soltanto nel lessico, ma anche nella flessione verbale. Del tutto indipendentemente dal fatto che siano coinvolti i concetti di "neutralità" o "pluralità" . . . Non funziona così! Si tratta di aver analizzato e aver compreso il mutamento indotto da alcuni suoni su altri situati in una diversa posizione della parola - infatti, il termine è "meta-fonia" e indica proprio quanto qui accennato -.

Risulta evidente, ad es., in /o̍ʋu/ rispetto a /ɔ̍ʋa/ l'effetto dell'/-u/ finale. Basta conoscere la descrizione fonetica di una determinata varietà linguistica italiana. Impossibile che non ne esistano di più che ottime! Siamo nel 2024, non in epoca medievale! Non occorre fare alcun conto di posizioni avanti o indietro nell'ambito della parola. Le vicende diacroniche di qualsiasi dialetto italiano risultavano già chiaramente illustrate nel dettaglio a partire dagli studiosi del sec. XIX. Non c'è molto da aggiungere. Basta leggere i testi opportuni, mentre risulta impossibile che il lettore medio possa avere interessi e conoscenze così vaste. Non ce l'hanno neppure i migliori studiosi . . . I quali, tuttavia, hanno la consapevolezza dei propri limiti.
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