L’«escrologia»
Moderatore: Cruscanti
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Fausto Raso
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L’«escrologia»
Mi piacerebbe conoscere il motivo che ha indotto i lessicografi a "snobbare" un termine aulico: escrologia. Il vocabolo, infatti, non è a lemma nei vocabolari dell'uso. Si può trovare, però, qui. La parola in oggetto, di provenienza classica, si adopera per indicare un "discorso osceno".
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»
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domna charola
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- Iscritto in data: ven, 13 apr 2012 9:09
Si trova in uso anche "aiscrologia". Io l'avevo studiata così nella traduzione italiana di W. Burkert, La religione greca di epoca arcaica e classica, jaca Book (presente su gugol libri solo in versione parziale, non ci sono i capitoli incriminati...), mentre non ricordo di aver sentito al corso il termine escrologia, anche se, leggendo il titolo del filone, ho avuto subito l'idea che della medesima cosa si trattasse.
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Daphnókomos
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- Località: Bassa veronese
Re: L’«escrologia»
Quella la forma che riporta il GRADIT:
aiscrologia /ˌaiskrolo'dʒia/ (a·i·scro·lo·gi·a) s.f. TS occult. [1980; comp. del gr. aiskhrós "turpe, vergognoso" e di -logia] linguaggio scurrile che caratterizza alcuni casi di possessione | BU estens., abuso di parole oscene
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