In perugino forca sta per ragazzetto e mulo per ragazzo.
Mi sono sempre chiesto l'etimologia di queste parole e anche cercando non ne sono venuto a capo.
Da quanto so in altre regioni (Toscana, Lazio) si usava dire fare forca (marinare la scuola), ma non so se ci sia un legame tra le due cose.
Non ho trovato altri collegamenti o termini simili in altri dialetti.
Ho letto che nel Triestino si usa "mulo" allo stesso modo. Un autore triestino sostiene che la parola derivi semplicemente dall'animale e poi col tempo il suo uso sia cambiato, esattamente come in lingua romagnola il burdèl era il bardotto e poi ha assunto il significato attuale. https://bora.la/2016/03/21/mulo-trieste ... la-parola/.
Secondo voi è credibile questa teoria? Conoscete casi simili o altri dialetti in cui si è verificato lo stesso passaggio?
«Forca» e «mulo»
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Re: «Forca» e «mulo»
I termini da lei citati compaiono nel dizionario perugino in linea Wikidonca: Forca (‹ragazzetto›), Mulo (‹bambino›). Non sono riuscito a trovare nessun altro riferimento, in rete, di queste parole per il dialetto perugino. Invece, da diversi siti e discussioni sui dialetti, apprendo che, in perugino, tra i termini piú usati ci sono frego (‹ragazzo›, ‹fidanzato›) e fiolo (‹bambino›).
Riporto anche, come esempio, alcuni interventi provenienti dall'Umbria, tratti da qui:
Tornando al dizionario perugino, pur registrando le due voci, non ne fornisce l'etimologia. Noto, inoltre, che forca, a differenza degli altri termini, è considerato invariabile, e che mulo (a differenza di quanto avviene in triestino) è usato soltanto al maschile.
In verità, forca esiste(rebbe), anche in italiano, come epiteto offensivo riferito a un ragazzo discolo o ribelle, ma ciò non mi sembra conforme al caso qui trattato. Ad esempio, il GDLI riporta, tra i significati figurati, «ragazzo indisciplinato, impertinente» e registra come lemma a sé anche il diminutivo:
Riporto anche, come esempio, alcuni interventi provenienti dall'Umbria, tratti da qui:
Sembrano abbastanza coerenti tra loro, e pur aggiungendo altri termini, stranamente nessuno di essi cita forca né mulo. Che siano parole importate, dimenticate, o magari legate a un particolare rione della città?In Umbria però ragazzi si dice "freghi" ("freghe" al femminile) a Perugia e dintorni e "pischelli" da Foligno in giù. Da aggiungere che invece bambini si dice "fioli".
In alta Umbria sono diffusi "frégo" e "fiolo".
A Foligno ragazzi si dice “bardasci” e bambini “potti”.
A Terni si dice bardasci o potti
In Umbria nelle zone di Perugia e dintorni si dice frego/frega. Mentre più verso foligno/terni e dintorni si usa dire bardascio/fio/potto/pischello
Tornando al dizionario perugino, pur registrando le due voci, non ne fornisce l'etimologia. Noto, inoltre, che forca, a differenza degli altri termini, è considerato invariabile, e che mulo (a differenza di quanto avviene in triestino) è usato soltanto al maschile.
In verità, forca esiste(rebbe), anche in italiano, come epiteto offensivo riferito a un ragazzo discolo o ribelle, ma ciò non mi sembra conforme al caso qui trattato. Ad esempio, il GDLI riporta, tra i significati figurati, «ragazzo indisciplinato, impertinente» e registra come lemma a sé anche il diminutivo:
Comunque, il fatto che in perugino forca sia invariabile mi porterebbe a pensare che possa esistere qualche legame con quest'uso come appellativo, o con l'espressione «fare forca» della vicina Toscana, da lei già citata.Forcaìno, sm. Ant. Monello, ragazzaccio
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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