«Pur ti miro»

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Moderatore: Cruscanti

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DeHuysmans97
Interventi: 8
Iscritto in data: sab, 13 nov 2021 20:02

«Pur ti miro»

Intervento di DeHuysmans97 »

Buonasera,

ho aperto questo nuovo filone nella categoria "Generale" in quanto non ero certo della categoria specifica in cui dovessi aprirlo.

Rileggendo il libretto de L'incoronazione di Poppea di Monteverdi mi sono imbattuto in un testo che già altre volte mi ha creato problemi d'interpretazione - problemi mai risolti in realtà. Si tratta del celebre duetto che corona l'opera, Pur ti miro, la cui paternità, com'è ben noto, resta di fatto ignota, sia per quanto riguarda la musica che il testo.

Il mio dubbio verte proprio sul significato di quel reiterato avverbio, "pur".

"Pur ti miro, pur ti godo,
Pur ti stringo, pur t'annodo."

Ho consultato anche il GDLI, ma sono in dubbio su quale dei vari significati di "pure" vada attribuito al "pur" ripetuto quattro volte in questi due ottonari. Forse quello rafforzativo e affermativo? Quello riferito alla continuità dell'azione? Oppure è come a dire "finalmente"? Dal contesto, ipotizzo che possa significare "finalmente ti miro, finalmente ti godo, ecc." dopo i vari accadimenti intercorsi durante il dipanamento dell'intreccio dell'opera; ma non ne sono affatto convinto.

Chiedo gentilmente di porgermi lumi e ringrazio in anticipo chiunque avrà la bontà di rispondermi.
potidesciantis
Interventi: 5
Iscritto in data: lun, 20 apr 2026 9:39

Re: «Pur ti miro»

Intervento di potidesciantis »

Buonasera :) provo a risponderle io: non conoscevo quest'opera, ma ne ho approfittato per leggere approfonditamente il libretto e (sperando di non peccare di supponenza) appuntare tutti i passaggi che possono risultare difficili a chi non frequenta assiduamente la lingua letteraria; credo che raramente i libretti abbiano avuto particolare fortuna editoriale, specialmente in termini esegetici, e chi voglia avvicinarsi al mondo operistico deve di fatto scontrarsi con una lingua in alcuni casi piuttosto ostica, tal quale può esserlo quella in cui sono scritti i poemi o le opere teatrali della nostra tradizione; mi ritengo più che altro un cultore dell'italiano letterario, ma se sono nella condizione di giovare a chi non riesce a comprendere a fondo alcune dinamiche di un'opera a causa di qualche scoglio linguistico, e in mancanza di edizioni commentate reperibili, mi farebbe piacere, nel mio piccolo, poterle dare una mano condividendo con lei le mie annotazioni; ci tengo a mettere le mani avanti e a consigliarle comunque di prendere con le pinze le mie argomentazioni, e a rimettere il testo del libretto all'attenzione di un'autorità superiore.
Per quanto riguarda il passaggio oggetto del post, io tenderei a interpretare "pur" con "totalmente, integralmente": è vero che, arrivati alla fine dell'opera, Nerone e Poppea possono finalmente sposarsi, ma quello che è mancato al loro rapporto è stata la continuità, non tanto l'impossibilità di stare insieme; proprio per questo ritengo preferibile parafrasare con: "ti guarderò sempre, ti godrò sempre, ti stringerò sempre, sarò sempre legato/a a te".
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