«Body count»

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Carlo_Porta04
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«Body count»

Intervento di Carlo_Porta04 »

Salve a tutti cruscanti,

non da poco omai si è affermato quest'anglicismo nei contesti sociali che ineriscono alle relazioni sentimentali. Il termine, dal riferirsi alla conta degli omicidî o dei cadaveri, è passato al dominare nel significato di "conta delle persone con cui s'è fornicato".

Ha avuto successo sia per la brevità dell'espressione, sia massime perché s'addentra in un territorio irto di tabú, battaglie culturali, ideologiche e valoriali che incendiano e dividono assai il mondo delle reti sociali. Per questa ragione, secondo me è d'uopo che si trovi quanto prima un traducente che combatta ad armi pari con bodycount.

Secondo me, "conta dei corpi" è inaccettabile, mentre si potrebbe optare per un cambio di vedute medianti ben affermate espressioni ellittiche: e.g. quando lo si chiede a qualcheduno, in vece di un becero "Qual è il tuo bodycount?" si dovrebbe preferire un piú naturale "Con quanti sei andata (a letto)?" oppure "Con quante sei stato?"; o vero, al posto di "Il body count conta davvero nella scelta di un partner?" si potrebbe dire "Con quanti ci si sia stati conta davvero nella scelta di un amoroso?" e simili.

D'altro canto, allo scopo di garantire l'eradicamento di questo prestito abonabile, ci vorrebbe un sostituto accattivante che faccia presa nei parlanti in quanto diretto, colloquiale e crudo. Per questa ragione, mi scuso già se riescirò scurrile: ma ne val la pena visto che è in ballo la lingua italiana :mrgreen: . Proposte:
  • Carniere (delle conquiste): in riferimento alla sacca entro cui si mette la selvaggina cacciata: ergo ha connotazione positiva, già che indica qualche cosa che si è ottenuta con fatica e di cui ci si può vantare. Ovviamente trascendo lo spicciolo svilimento del corteggiamento e della conquista che sottende;
  • Lista delle conquiste;
  • nome composto verbo + -metro e qua ci si può sbizzarrire con tutti i sinonimi del repertorio linguistico, come fottometro, scopometro, trombometro;
  • nome composto conta- + participio passato femminile plurale degli stessi verbi, e.g. contascopate o contachiavate. In questi due casi, se non erro, i vocaboli sono imprecisi o comunque rappresentano una metonimia già che collo strumento si vuole indicare il risultato della sua misurazione;
  • curriculum da letto: meno volgare e piú scherzoso.
Avatara utente
G. M.
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Re: «Body count»

Intervento di G. M. »

Carniere mi piace, è un calco arguto, adatto anche come stile. Non conoscevo il termine.
Carlo_Porta04 ha scritto: sab, 25 apr 2026 0:09contascopate o contachiavate
Codesti sono gli atti, non le persone. :wink: (…A meno che sia da intendersi come un participio passato, ma non credo intendesse questo… :mrgreen:).
Carlo_Porta04
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Re: «Body count»

Intervento di Carlo_Porta04 »

Anche a me piace carniere; però il suo principale difetto è che, nell'imaginario comune, si confà sopra tutto agli uomini, ai quali l'idea di collezionare le conquiste si ascrive con piú facilità rispetto alle donne, alle quali raramente è attribuito il ruolo di conquistatrice o cacciatrice.
G. M. ha scritto: sab, 25 apr 2026 20:03 Codesti sono gli atti, non le persone. :wink: (…A meno che sia da intendersi come un participio passato, ma non credo intendesse questo… :mrgreen:).
Signor G.M., tiene perfettamente ragione: il fatto è che tutti i traducenti che ho proposto, in un modo o nell'altro, non sono traducenti esatti perché non significano mai precisamente il "numero di persone con cui si è stati attivi": alcuni meglio di altri, ma tutti si avvicinano all'area semantica e per figure retoriche traducono body count. Forse contascopate è troppo generico perché si può tranquillamente riferire alla stessa persona in effetti.
Avatara utente
G. M.
Interventi: 3277
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: «Body count»

Intervento di G. M. »

Carlo_Porta04 ha scritto: dom, 26 apr 2026 9:09 Anche a me piace carniere; però il suo principale difetto è che, nell'immaginario comune, si confà sopra tutto agli uomini, ai quali l'idea di collezionare le conquiste si ascrive con piú facilità rispetto alle donne, alle quali raramente è attribuito il ruolo di conquistatrice o cacciatrice.
Ma se lo scopo è sostituire body count, che come ha scritto indica in origine proprio una conta d'uccisioni, mi pare che il problema non si ponga… :)
brg
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Re: «Body count»

Intervento di brg »

Più volte mi sono espresso contro questa assurda ed inane tendenza a voler tradurre qualunque e ciascuna fugace ed effimera espressione del gergo giovanilistico e della rete. Non ha senso alcuno!
Non ha senso, perché queste espressioni se ne vanno così come vengono; non appartengono, se non come occasionalismi che sempre sono esistiti e sempre esisteranno, alla lingua colta che fa da modello, che è usata per durare nel tempo e per superare lo spazio. Queste sono espressioni appartenenti ai gerghi orali, che ora, con la rete, passano all'attenzione di tutti, ma che storicamente sono sempre esistite e sempre, prima d'oggi, sono state bellamente ignorate.
Non ha senso, poi, perché l'espressione gergale trova la sua ragion d'essere, il suo motivo d'esistere e di rimanere nell'uso, nel contesto sociale e culturale di chi parla il gergo; cioè, di fatto, nella connotazione che l'espressione ha e non nella denotazione. In questo caso la connotazione ha a che fare con l'uso proprio, ma sempre gergale, di "body count", cioè il conteggio dei caduti in guerra; ha a che fare con chi fa le guerre e si occupa di "body count", cioè gli americani; ha a che fare con un certo modo di vedere e considerare i caduti in guerra, che è moderno e prossimo al modo degli americani di raccontare le guerre; ha a che fare con l'uso scherzoso e iperbolico di un'espressione percepita come tecnica, seppure, mi ripeto, gergale anch'essa.
Insomma, tutte le proposte da lei fatte sono, sul piano linguistico, completamente sbagliate. Si possono tradurre i significati, ma non i contesti sociali e culturali, che rimangono giuocoforza al di fuori dell'ambito di chi usa un gergo differente. Usare le sue proposte significa già porsi in un contesto estraneo a quello di coloro che parlano di "body count", e ne parlano in tale accezione, quindi significa creare un nuovo e diverso gergo, appartenente ad una nuova e diversa categoria di persone.


Ed ora una nota linguistica.
La parola "carniere" ha già quel significato in italiano! Non la connotazione, si badi bene, ma il significato di "carniere" come "conto delle vittime", "conto delle conquiste" e poi "conto delle vittorie" è antica. "Avere nel carniere" è simile all'espressione "sentirsi qualcosa già in tasca" o "avere qualcosa in tasca", ma con l'aggiunta di significato che nel carniere si mette ciò che si è cacciato e già ucciso.
Scrisse il mio conterraneo Francesco Berni (1497-1535):
[…]
Orlando, poi ch'è partito il corriero,
d'Angelica gli par essere sicuro,
anzi gli pare averla nel carniero,
però cavalca al chiaro ed allo scuro;
[…]
Avatara utente
G. M.
Interventi: 3277
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: «Body count»

Intervento di G. M. »

brg ha scritto: dom, 26 apr 2026 17:07 Più volte mi sono espresso contro questa assurda ed inane tendenza a voler tradurre qualunque e ciascuna fugace ed effimera espressione del gergo giovanilistico e della rete. Non ha senso alcuno! […]
Insomma, tutte le proposte da lei fatte sono, sul piano linguistico, completamente sbagliate. Si possono tradurre i significati, ma non i contesti sociali e culturali, che rimangono giuocoforza al di fuori dell'ambito di chi usa un gergo differente. […]
Mah, capisco più o meno il discorso in teoria, ma non tanto se ci caliamo nella pratica. C'è un anglicismo circolante… forse evaporerà da solo in breve tempo —speriamo—, come dice lei, o forse sarà più duraturo, non conosciamo il futuro… Se l'alternativa è l'anglicismo crudo, in un caso come questo preferisco sicuramente provare a renderlo in italiano, anche se certe sfumature (ma quanto rilevanti nella pratica?) dovessero essere intraducibili. Posso benissimo immaginare che dei miei amici mi chiedano come tradurre body count: ora ho una bella parola italiana da proporre a chi m'interroghi, mentre prima non ce l'avevo. E quindi ringrazio Carlo Porta per aver condiviso con noi i suoi pensieri. :)
Carlo_Porta04
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Località: Padova

Re: «Body count»

Intervento di Carlo_Porta04 »

brg ha scritto: dom, 26 apr 2026 17:07 Più volte mi sono espresso contro questa assurda ed inane tendenza a voler tradurre qualunque e ciascuna fugace ed effimera espressione del gergo giovanilistico e della rete. Non ha senso alcuno!
Non ha senso, perché queste espressioni se ne vanno così come vengono; non appartengono, se non come occasionalismi che sempre sono esistiti e sempre esisteranno, alla lingua colta che fa da modello, che è usata per durare nel tempo e per superare lo spazio. Queste sono espressioni appartenenti ai gerghi orali, che ora, con la rete, passano all'attenzione di tutti, ma che storicamente sono sempre esistite e sempre, prima d'oggi, sono state bellamente ignorate.

[…]
La ringrazio per il suo prezioso punto di vista e per la nota linguistica. In generale, concordo con la sua tesi, non di meno vorrei accentuare un par di cose:

innanzi tutto, quest'anglicismo è sopravvissuto già da al meno tre anni (su Reddit e Youtube si trovano contenuti in italiano a questo riguardo di al meno tre anni or sono, di cui alcuni anche popolari), per ciò bollarlo come occasionalismo potrebbe significare sottovalutarlo; a maggior ragione se appuriamo che anche oggi si trovi in "buona salute". Se ci dovessi scommettere, io stesso converrei con lei nel non dargli lunga vita: nell'arco di decenni è probabile che cada in disuso in Italia; ma se, nel contempo, prendiamo atto dell'eccezionalità della situazione di cagionevolezza che la nostra lingua sta passando e la vita non corta di body count, forse potrebbe essere prudente offrire sostituti.

In secondo luogo, in risposta a
brg ha scritto: dom, 26 apr 2026 17:07 Non ha senso, poi, perché l'espressione gergale trova la sua ragion d'essere, il suo motivo d'esistere e di rimanere nell'uso, nel contesto sociale e culturale di chi parla il gergo; cioè, di fatto, nella connotazione che l'espressione ha e non nella denotazione. […]
Insomma, tutte le proposte da lei fatte sono, sul piano linguistico, completamente sbagliate. Si possono tradurre i significati, ma non i contesti sociali e culturali, che rimangono giuocoforza al di fuori dell'ambito di chi usa un gergo differente. Usare le sue proposte significa già porsi in un contesto estraneo a quello di coloro che parlano di "body count", e ne parlano in tale accezione, quindi significa creare un nuovo e diverso gergo, appartenente ad una nuova e diversa categoria di persone.
se fosse come sostiene ella, quest'anglismo in particolare non dovrebbe avere attecchito in Italia già che son pronto a scommettere che pochissimi italiani usino body count con una sí profonda contezza della connotazione e del contesto che lo caratterizzano. Il mio scopo non era quel di coniare un traducente che ricreasse perfettamente e la denotazione e la connotazione specifici di body count, sibbene quel di proporre un traducente che fosse intuitivo e che avesse speme di imporsi in Italia, i.e. si confacesse quanto meglio ai bisogni di espressività dell'italiano medio collo scopo di aumentarne la probabilità di diffusione.
brg
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Iscritto in data: mer, 12 gen 2022 20:53

Re: «Body count»

Intervento di brg »

G. M. ha scritto: lun, 27 apr 2026 2:47 […] Se l'alternativa è l'anglicismo crudo, in un caso come questo preferisco sicuramente provare a renderlo in italiano, anche se certe sfumature (ma quanto rilevanti nella pratica?) dovessero essere intraducibili. Posso benissimo immaginare che dei miei amici mi chiedano come tradurre body count: ora ho una bella parola italiana da proporre a chi m'interroghi, mentre prima non ce l'avevo. E quindi ringrazio Carlo Porta per aver condiviso con noi i suoi pensieri. :)
Carlo_Porta04 ha scritto: lun, 27 apr 2026 23:50 […] Il mio scopo non era quel di coniare un traducente che ricreasse perfettamente e la denotazione e la connotazione specifici di body count, sibbene quel di proporre un traducente che fosse intuitivo e che avesse speme di imporsi in Italia, i.e. si confacesse quanto meglio ai bisogni di espressività dell'italiano medio collo scopo di aumentarne la probabilità di diffusione.
Quel che sfugge in questa discussione è il fatto, per me palesissimo, che il modo di tradurre in italiano il concetto in questione esiste già e non è un mistero per nessuno. Nessun italiano, pure poco scolarizzato, si troverebbe in imbarazzo a dover esprimere nella propria lingua l'idea di essere un libertino di successo. Infatti, quello che qui si chiede, non è come tradurre in italiano, inteso come lingua, ma come tradurre in un gergo o vernacolo italiano, inteso come indicazione geografica. Il primo punto, quello che non si chiede, non è un problema; il secondo punto, quello che si chiede, è un problema irrisolvibile e che, forse, nemmeno merita una soluzione.
Carlo_Porta04 ha scritto: lun, 27 apr 2026 23:50 […S]e fosse come sostiene ella, quest'anglismo in particolare non dovrebbe avere attecchito in Italia già che son pronto a scommettere che pochissimi italiani usino body count con una sí profonda contezza della connotazione e del contesto che lo caratterizzano. […]
Non è che se uno non conosce l'etimo, il significato esatto e l'uso storico di una parola, allora non è in grado di usarla in maniera ragionevolmente appropriata. È ovvio che chi usa il termine in questione non ha fatto un'accurata riflessione lessicale ed uno studio retorico, degno della filosofia della composizione di Poe, ma, d'altra parte, tutto ciò non è necessario, quando basta aver sentito la parola in determinati contesti e procedere, così, in un uso per imitazione ed associazione di idee spontanea.

Siamo di fronte ad un'espressione iperbolica ripresa dal linguaggio di guerra: se vogliamo tradurla in italiano, le possibilità di traduzione non mancano e non sono mai mancate; se vogliamo tradurla in maniera gergale, dobbiamo rassegnarci al fatto che una maniera equivalentemente espressiva in quel gergo non c'è. Ci tengo a precisare il complemento di limitazione: in quel gergo. Anche il ricorso al linguaggio venatorio, un tempo in generale molto vivo ed in particolare molto associato alle imprese amorose, non è oggigiorno un sostituto adeguato del linguaggio bellico: si parla poco di caccia oggi, se non per criticarne i principî, e molto di guerra, e sempre più spesso per giustificarla, con il risultato che la percezione delle due attività è molto diversa; ne consegue poi che ai più il linguaggio specifico della caccia risulta estraneo, vecchio, passato, mentre quello della guerra è familiare, vivo, attuale. Tutto ciò a livello di significato conta limitatamente, ma a livello di impressione e di sensazione conta enormemente. Non bisogna farsi ingannare dal fatto che questa espressione appaia scritta: lo scritto digitale completa oggi la funzione dell'orale di un tempo e quindi si fa carico di una espressività, che è immediata, spontanea, d'impressione. Inventarsi una traduzione artefatta, studiata, lontana dal sentimento comune è un errore.

C'è un fondo di verità in quanto scriveva Allan Bloom a proposito della musica rock, che a mio avviso va al di là di quell'ambito particolare: "con il rock la base dello stare insieme sono le illusioni di sensazioni comuni […] che si suppone abbiano un significato che supera la parola".
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