Traduzione unità di misura, parte II

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Carlo_Porta04
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Traduzione unità di misura, parte II

Intervento di Carlo_Porta04 »

Salve a tutti cruscanti,

adesso è la volta delle unità di misura legate all'energia. Per caloria, unità della tradizione, non c'è alcun problema e per elettronvolta se ne discute già nel filone del volta.

Ergo, direi di passare al principe del filone: joule, J. Come adattamento, io proporrei semplicemente: un giule, due giuli. Cosí si tronca una volta (V :lol: ) per tutte l'erronea pronunzia /'dZaul/.

Per la potenza, oltre al cavallo vapore, io proporrei il traducente "un vatto, due vatti" per watt, W. In questo modo, l'altra guisa per esprimere l'energia, diffusa precipuamente in àmbito industriale, o sia il wattora, avrebbe l'adattamento vattora.

Per quanto riguarda l'erg, èrgon invariabile mi sembra già un'alternativa soddisfacente, trattandosi di un grecismo
Ultima modifica di Carlo_Porta04 in data sab, 18 apr 2026 16:43, modificato 2 volte in totale.
Carlo_Porta04
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Re: Traduzione unità di misura, parte 2

Intervento di Carlo_Porta04 »

Un derivato che potrebbe dare problemi è joulometro, il quale dovrebbe divenire giulometro, corretto?
In fine avremmo vattometro.
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G. M.
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Re: Traduzione unità di misura, parte 2

Intervento di G. M. »

Come nell'altro filone, riporto gli adattamenti spagnoli e portoghesi, prevedibili: julio, vatio, ergio (interessante, senza pensarci avrei detto *erguio, invece hanno fatto un adattamento più latineggiante); júlio, vátio, érgio (come prima).
Carlo_Porta04
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Re: Traduzione unità di misura, parte II

Intervento di Carlo_Porta04 »

Carlo_Porta04 ha scritto: dom, 05 apr 2026 14:51 Salve a tutti cruscanti,

adesso è la volta delle unità di misura legate all'energia. Per caloria, unità della tradizione, non c'è alcun problema e per elettronvolta se ne discute già nel filone del volta.

Ergo, direi di passare al principe del filone: joule, J. Come adattamento, io proporrei semplicemente: un giule, due giuli. Cosí si tronca una volta (V :lol: ) per tutte l'erronea pronunzia /'dZaul/.

Per la potenza, oltre al cavallo vapore, io proporrei il traducente "un vatto, due vatti" per watt, W. In questo modo, l'altra guisa per esprimere l'energia, diffusa precipuamente in àmbito industriale, o sia il wattora, avrebbe l'adattamento vattora.

Per quanto riguarda l'erg, èrgon invariabile mi sembra già un'alternativa soddisfacente, trattandosi di un grecismo
Buon giorno a tutti cruscanti,

rieccoci alla gloriosa battaglia contro l'anglomania che ci accomuna tutti e che dovrebbe coinvolgere i campi supremi della conoscenza umana in Italia, fra cui risiede la scienza. Vorrei aggiungere alcune precisazioni per sostanere la scelta dell'italinizzazione di vatto. Il watt è chiamato in onore dell'ingegnere britannico James Watt.

In alcuni testi datati s'incontrano tentativi spontanei di italianizzazione, sopra tutto per quanto concerne la consonante iniziale, come in [1]; inoltre, alcuni tentativi coinvolgono il derivato "chilovattora", molto piú diffuso anche in àmbiti non istrettamente tecnici, come in [2]: tant'è che se ne trovano tracce nella Treccani: per esempio qui e nella pagina dedicata all'"ettovattora". Non mancano altresí usi in documenti istituzionali, nei quali si osa niente meno un adattamento morfologico completo con tanto di desinenza maschile plurale -i: v'hanno un documento di nautica e uno legislativo; gli altri si possono trovare agilmente su google libri. Qualora il lettore volesse trovare direttamente i punti d'interesse, gli basterà usare il comanda ctr+F e digitare ciò che vuol cercare.

A questo punto, l'adattamento piú naturale, trasparente e semplice sarà il declinabile vatto, vatti, W; con facile adattamento dei suoi composti: chilovatto, chilovattora —unità di misura dell'energia—, vattaggio, vattòmetro, svattare, vattosecondo.
Avatara utente
G. M.
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Re: Traduzione unità di misura, parte II

Intervento di G. M. »

Carlo_Porta04 ha scritto: gio, 15 ott 2026 11:57 [I]n documenti istituzionali [...] si osa [...] un adattamento morfologico completo con tanto di desinenza maschile plurale -i [...]
Notevole questo, bel ritrovamento! Il brano del secondo documento è visibile anche qui (1963) e qui (1970), in versioni leggermente diverse; lo riporto esplicitamente per aiutare i motori di ricerca:
Il capitano di macchina può: [...]
  1. assumere la direzione:
    1. degli impianti elettrici di bordo, di potenza erogata non superiore a duemila chilovatti, purché abbia effettuato almeno un anno di navigazione come addetto al servizio di impianti elettrici, la cui potenza, somma delle potenze utenti, esclusa quella destinata al circuito luce, non sia inferiore a duecentocinquanta chilovatti;
    2. degli impianti elettrici di bordo di potenza erogata superiore a duemila chilovatti, purché abbia effettuato almeno 2 anni di navigazione come ufficiale adibito ai servizi elettrici di bordo su navi munite di impianti di potenza non inferiore a mille chilovatti, calcolando tale potenza a norma della precedente lettera a).
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