Discussione sui traducenti di forestierismi

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 02 dic 2006 0:18

È già (e vi pareva? :D) nel Supplemento del GRADIT:
concept store locale commerciale che presenta una raffinata selezione di oggetti, capi d’abbigliamento, ecc. in un’ambientazione new age progettata da architetti d’avanguardia.
Esiste l’arte concettuale, perché non fare anche negozi concettuali?

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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello » sab, 02 dic 2006 2:15

Marco1971 ha scritto:È già (e vi pareva? :D) nel Supplemento del GRADIT:
concept store locale commerciale che presenta una raffinata selezione di oggetti, capi d’abbigliamento, ecc. in un’ambientazione new age progettata da architetti d’avanguardia.
Esiste l’arte concettuale, perché non fare anche negozi concettuali?
Non è la stessa cosa, Marco. Basta leggere la definizione - sia in inglese sia in italiano - di conceptual e di concettuale. Il modo in cui concept è adoperato in concept store è affine, mi sembra, a quello in concept album, la cui definizione nell'Oxford è a rock album featuring a cycle of songs expressing a particular theme or idea. Serve quindi una parola italiana che esprima con pregnanza il concetto (mi si scusi il bisticcio) di tema o idea sviluppati nel negozio.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » sab, 02 dic 2006 2:36

Vedo che in francese, almeno per il GDT canadese, si traduce con magasin (-) concept, quindi allora perché non negozio concetto?

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Intervento di Roberto Crivello » sab, 02 dic 2006 2:45

Marco1971 ha scritto:Vedo che in francese, almeno per il GDT canadese, si traduce con magasin (-) concept, quindi allora perché non negozio concetto?
Perché no? C'è già almeno una persona del settore che ha il coraggio di scriverlo, anche se tra virgolette, veda qui: http://www.novaserenissima.it/ita/colle ... ntract.htm

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Intervento di Marco1971 » sab, 02 dic 2006 2:53

Grazie di questo rimando, che ci fa capire anche che dovremmo avere piú disinvoltura con la lingua, e tradurre anche alla lettera, come in questi casi. Sono sicuro che se il conceptual art fosse nato oggi non si sarebbe tradotto con arte concettuale. Ma oggi non si capisce un tubbo! :D

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Intervento di Roberto Crivello » sab, 02 dic 2006 3:28

Marco1971 ha scritto:Grazie di questo rimando, che ci fa capire anche che dovremmo avere piú disinvoltura con la lingua, e tradurre anche alla lettera, come in questi casi. Sono sicuro che se il conceptual art fosse nato oggi non si sarebbe tradotto con arte concettuale. Ma oggi non si capisce un tubbo! :D
La traduzione letterale può andare bene in certi casi, in altri no. Ogni caso fa storia a sé e di volta in volta occorre valutare attentamente la scelta che si vuole fare.

Forse in questo caso la resa migliorerebbe con il trattino: negozio-concetto.

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Intervento di Marco1971 » sab, 02 dic 2006 3:58

Certo, la traduzione letterale non è sempre felice, ma mi riferivo a casi come questo, appunto.

Sulla necessità del trattino ho qualche dubbio: si scrive comunemente busta paga, per citarne una, e il trattino, in italiano, è normalmente usato in composti aggettivali (come lei sa, lo dico solo per chi ci segue), del tipo italo-svizzero, franco-tedesco, ecc. Come si legge nella grammatica del Serianni (cap. I, 232-234), sono molti i casi di oscillazione. Io preferisco (ma è una scelta personale), o l'univerbazione o la grafia staccata, a parte in casi come, appunto, economico-finanziario.

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Intervento di Roberto Crivello » sab, 02 dic 2006 9:21

Marco1971 ha scritto:Sulla necessità del trattino ho qualche dubbio: si scrive comunemente busta paga, per citarne una, e il trattino, in italiano, è normalmente usato in composti aggettivali (come lei sa, lo dico solo per chi ci segue), del tipo italo-svizzero, franco-tedesco, ecc. Come si legge nella grammatica del Serianni (cap. I, 232-234), sono molti i casi di oscillazione. Io preferisco (ma è una scelta personale), o l'univerbazione o la grafia staccata, a parte in casi come, appunto, economico-finanziario.
Avevo più in mente il tipo di legame descritto nel Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli al punto c) del capitolo Usi del trattino, là dove scrive
c) marca vari tipi di legame tra due nomi; ad esempio, il secondo di questi potrebbe essere considerato equivalente a un attributo o a un predicato rispetto al primo ("lo status di cittadino di uno Stato-nazione" / ascolti-record / l'incontro-scontro delle parti in causa).;
Ma poi sotto aggiunge:
Le oscillazioni di grafia, per i fatti lessicali che stiamo esaminando, sono la regola anziché l'eccezione.
Quindi forse dipende più che altro dal gusto di chi scrive.

Bue
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Intervento di Bue » sab, 02 dic 2006 10:41

Scusate ma non capisco: che differenza c'è fra tradurre con "negozio concetto" e "negozio concettuale"? In italiano "concetto" non ha il significato di "a tema". Io se dovessi spiegare che cos'è un concept store, da quel che ho capito, direi che è un negozio a tema, o tematico.
Potrei ripetere per la trecentoquarantamillesima volta che trovo molto più umiliante e indignitoso per l'italiano la scopiazzatura da un'altra lingua di una particolare valenza semantica o di un significato traslato estraneo all'italiano, che non il prendere di peso la parola straniera in questione; ma non lo farò perché, francamente, mi sono stufato.

Uri Burton
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DISCORSI RIPETUTI

Intervento di Uri Burton » sab, 02 dic 2006 13:30

Bue ha scritto:Potrei ripetere per la trecentoquarantamillesima volta che trovo molto più umiliante e indignitoso per l'italiano la scopiazzatura da un'altra lingua di una particolare valenza semantica o di un significato traslato estraneo all'italiano, che non il prendere di peso la parola straniera in questione; ma non lo farò perché, francamente, mi sono stufato.
Non si preoccupi. Penso che nessuno che la pensi diversamente abbia più voglia di risponderle.
Uri Burton

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NEGOZI CONCETTO

Intervento di Uri Burton » sab, 02 dic 2006 13:49

Quanto sarebbe bello se la gente disertasse questi negozi. In un barlume di buon senso Mussolini, nel promuovere a maresciallo d’Italia quella nullità del generale Bastico, disse che di quel passo presto sarebbe stato costretto a dare il grado pure al suo usciere Navarra. Ora l’inflazione dell’inutile sta distruggendo il pianeta. Vedrete che tra poco spunteranno perfino le boutique concetto del felino: le quali impacchetteranno e infiocchetteranno i biscottini per gatti come gioielli per venderli a peso d’oro.
Uri Burton

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Intervento di Roberto Crivello » sab, 02 dic 2006 19:01

Bue ha scritto:Scusate ma non capisco: che differenza c'è fra tradurre con "negozio concetto" e "negozio concettuale"? In italiano "concetto" non ha il significato di "a tema". Io se dovessi spiegare che cos'è un concept store, da quel che ho capito, direi che è un negozio a tema, o tematico.
Potrei ripetere per la trecentoquarantamillesima volta che trovo molto più umiliante e indignitoso per l'italiano la scopiazzatura da un'altra lingua di una particolare valenza semantica o di un significato traslato estraneo all'italiano, che non il prendere di peso la parola straniera in questione; ma non lo farò perché, francamente, mi sono stufato.
In effetti negozio a tema sarebbe la traduzione adatta e in rete si trovano alcune occorrenze, anche se suona più che altro come una chiosa. Si deve però osservare che a volte una traduzione letterale può imporsi proprio per la sua inadeguatezza a monte, e mi spiego: dato che il sintagma negozio-concetto di per sé non ha molto significato, proprio per questo ha il potenziale per diventare parola-codice e quindi in grado di individuare univocamente l'oggetto che in inglese si chiama concept store. In italiano sia un possibile negozio-concetto sia concept store vengono a soddisfare il requisito della monoreferenzialità; l'uno varrebbe l'altro; ma naturalmente a favore del secondo giocano quelle considerazioni sociolinguistiche di cui tutti qui siamo ben consapevoli.

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Federico
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Intervento di Federico » dom, 03 dic 2006 12:40

Bue ha scritto:Scusate ma non capisco: che differenza c'è fra tradurre con "negozio concetto" e "negozio concettuale"? In italiano "concetto" non ha il significato di "a tema". Io se dovessi spiegare che cos'è un concept store, da quel che ho capito, direi che è un negozio a tema, o tematico.
Ha ragione, e in effetti le pagine contententi una di queste due espressioni sono in totale (secondo Google) oltre quaranta volte quelle che contengono negozio concetto, che però non è cosí strampalato: concetto ha un uso assai piú ampio di concettuale, e significa ad esempio (cito il Treccani in linea) «Pensiero in genere, idea, il contenuto di ciò che uno dice o vuol dire»; e poiché a quanto ho capito il concept store ha l'unico scopo di materializzare sotto forma di merci di ogni genere un marchio, un'immagine, addirittura una cultura (si direbbe oggi), si può dire che il negozio stesso si fa concetto (e anche per questo vedo bene pure io un trattino).

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Federico
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Intervento di Federico » lun, 04 dic 2006 1:49

Incredibilmente nella lista manca disclaimer.
A me viene spontaneo di chiamarlo liberatoria. Ma vedo che ne avevamo già parlato, e questa era una delle proposte, fra le mille.
Che mettiamo nella lista?

fabbe
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Intervento di fabbe » lun, 04 dic 2006 9:10

Federico ha scritto:Incredibilmente nella lista manca disclaimer.
A me viene spontaneo di chiamarlo liberatoria. Ma vedo che ne avevamo già parlato, e questa era una delle proposte, fra le mille.
Che mettiamo nella lista?
Io sono per diniego di responsabilità o per avvertenza.

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