bubu7 ha scritto:Il parlante medio, anche centromeridionale, avverte nella sua pronuncia [di come] inflessioni regionali (proprio a causa del raddoppiamento indiscriminato).
Ne dubito (ricompaio meteoricamente alla Bue

, approfittando dell’occasione per spiegare una parte dei motivi del mio «dissenso»): il parlante
medio centromeridionale, queste «finezze» non le avverte. Nel suo italiano regionale [non toscano, e soggiacente dialetto] sono infatti presenti talmente tante deviazioni dal raddoppiamento sintattico «canonico» e/o una tale quantità di [pre
]geminazioni (talora etimologicamente giustificate, talora semplicemente espressive), da far vacillare la sua conoscenza della norma («moderna» o «tradizionale» che sia) —ammesso e non concesso che dell’esistenza d’una norma in questo campo sia davvero a conoscenza: molto probabilmente, sulla scorta dell’idolatrata [orto]grafia [in Italia] e del sempre crescente prestigio [della pronuncia] settentrionale, riterrà tutt’i raddoppiamenti indebiti e da evitarsi in contesti formali (…e infatti si sentono spessissimo obbrobriose pronunce ipercorrette senz’alcun raddoppiamento).
Per parte sua, il parlante
medio settentrionale, com’ha detto Marco, li riterrà tutti dei meridionalismi.
Diverso il discorso per [quasi tutte] l’
s intervocaliche sorde, le
z iniziali sorde e le
z intervocaliche sonore di cui si discorreva in questo filone: qui, sí, il parlante medio riterrà [oggi] piú «neutra», piú normale la pronuncia moderna —anche qui non per una chiara conoscenza della norma [moderna], ma per abitudine (e per il prestigio attribuito a una pronuncia [
settentrionaleggiante] che fa ampio uso di sonore intervocaliche [escluse le solite
z di cui sopra]).
Per quanto riguarda i «professionisti della voce», poi, mi pare difficile che ritengano i raddoppiamenti [indiscriminati] dopo
come e
da dei regionalismi: anche se la maggior parte di loro «ripiegherà» oggi automaticamente s’una pronuncia moderna, quelli di loro che hanno seguito un corso di dizione avranno [ancora] appreso —nella stragrande maggioranza— la pronuncia tradizionale, che riterranno pur sempre un/il canone ideale.
Quindi a ritenere davvero i suddetti raddoppiamenti dei «regionalismi» ci sono rimasti solamente i linguisti, che sono costretti a ritenerli tali [in base a un’analisi sincronica]
in senso meramente tecnico.
