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Inviato: dom, 29 giu 2008 2:11
di Marco1971
u merlu rucà ha scritto:Concordo, nel nord(e) si cade dalle nuvole e non si casca.
Non ne dubito. Parlavo di italiano
normale, non
settentrionale. E la norma ammette entrambi i verbi in questa locuzione, con una preferenza, in questo caso, per
cascare.
Inviato: dom, 29 giu 2008 2:55
di Marco1971
Vedo che il GRADIT riporta ambedue e dà le date: cascare dalle nuvole (1674), cadere dalle nuvole (1797). La preferenza accordata da certi dizionari a cadere, in questa locuzione, è sicuramente dovuta all’influsso del nordico parlare, che – preciso – non critico: è una parlata come un’altra; solo si sbaglia nell’attribuirle tanta indovuta importanza, a mio modesto modo di vedere.
Inviato: dom, 29 giu 2008 17:51
di Black Mamba
Un po', credo, come nel caso di spèngere (o spéngere) e spègnere (o spégnere).
Inviato: dom, 29 giu 2008 17:57
di Marco1971
Black Mamba ha scritto:Un po', credo, come nel caso di spèngere (o spéngere) e spègnere (o spégnere).
Spèngere è solo toscano (che io sappia). Io dico
spèngere, ma non lo direi se mi trovassi a Torino o a Milano con estranei. La forma panitaliana è ormai
spègnere.
Inviato: lun, 30 giu 2008 11:24
di Bue
CarloB ha scritto: E in generale cadere è preferito a cascare, nell'italiano dei settentrionali; quanti tra loro direbbero o scriverebbero: è cascato dal settimo piano? Credo ben pochi.
Secondo me - parlo da settentrionale - è perché "cascare" è percepito come dialettale; nel dialetto lombardo non credo esista
cadere: a MN, per lo meno, si usa solo
cascar, eventualmente rafforzato da
so (/zO, zo/ = "giù"). Chi vuole parlare in italiano dunque usa "cadere" credendo in tal modo di essere meno rozzo.
Inviato: lun, 30 giu 2008 14:52
di Federico
Bue ha scritto:Chi vuole parlare in italiano dunque usa "cadere" credendo in tal modo di essere meno rozzo.
E infatti
cascare è piú espressivo.
Inviato: mar, 01 lug 2008 10:58
di bartolo
Marco1971 ha scritto:Spèngere è solo toscano (che io sappia). Io dico spèngere, ma non lo direi se mi trovassi a Torino o a Milano con estranei. La forma panitaliana è ormai spègnere
Raramente - forse solo al nord - ho sentito pronunciare il verbo, nelle due versioni, con la "e" aperta. Chissà come si è arrivati a questo risultato dato che il verbo deriva da quell'
expingere la cui "i" breve avrebbe dovuto originare una "e" chiusa...
Inviato: mar, 01 lug 2008 12:11
di Marco1971
Non sarebbe l’unico tralignamento dall’etimo: ricordo il classico lèttera dovuto all’influsso del participio passato lètto. Spèngere si spiega col fatto che in fiorentino la terminazione -èngo ha normalmente la e aperta.
Re: «Cascare dal pero»
Inviato: dom, 29 mar 2026 15:29
di Daphnókomos
Federico ha scritto: lun, 23 giu 2008 17:36
Tutti i dizionari riportano la locuzione
fare pero, che non non ricordo di aver mai sentito né letto in vita mia…
Tutti?
Treccani, Sabatini-Coletti e basta, mi pare.
Federico ha scritto: lun, 23 giu 2008 17:36
…ma non trovo
cascare dal pero (o
cadere; anche dal
melo, leggo – ma non sento mai –), che pure mi sembra molto piú comune, anche se non quanto
cadere dalle nuvole, che comunque i dizionari non mi sembrano definire sempre in modo soddisfacente, dal momento che molti parlano di
sbigottimento, che non mi sembra molto appropriato, mentre il Treccani come al solito è impeccabile: «mostrare grande sorpresa, spec. per cosa di cui non si sapeva assolutamente nulla».
Nello Zingarelli c'è:
cadere dal pero, (fig., colloq.) mostrare grande sorpresa, incredulità
cadere dalle nuvole, (fig.) meravigliarsi, stupirsi
cascare dalle nuvole, (fig.) cadere dalle nuvole
cadere, cascare dalle nuvole, (fig.) rimanere inaspettatamente e profondamente meravigliato, stupirsi fortemente