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Inviato: sab, 17 feb 2007 23:05
di Federico
Questo tanto per dimostrare che ci sono n possibilità per fare a meno dell'inglesismo...

Re: «Gentlemen’s agreement»

Inviato: ven, 16 gen 2026 19:01
di Daphnókomos
Dal Devoto-Oli:
gentlemen's agreement /ingl. ʤ'entəlmənz əɡr'i:mənt ‖ in it. ʤ'ɛntelmɛn aɡr'iment/ loc. s.m. invar. Accordo, in genere fra Stati, fondato esclusivamente sulla reciproca buona fede ‖ Accordo economico, commerciale, ecc. concluso in maniera informale Voce ingl., propr. "accordo di gentiluomini" 1931
La locuzione inglese gentlemen's agreement, composta del plurale di gentleman ′gentiluomo′ e agreement ′accordo′, è attestata in italiano a partire dal 1931 ed è usata per indicare un accordo informale che si basa sul rispetto della parola data e quindi sulla lealtà dei contraenti, senza che sussistano veri e propri obblighi giuridici come invece avviene in un contratto. L'espressione è nata negli Stati Uniti agli inizi del Novecento per descrivere gli accordi d'affari stipulati sull'onore tra membri dell'imprenditoria (business community) ed è stata poi impiegata in politica internazionale con riferimento a un accordo fra due paesi fondato sulla reciproca buona fede. Se in un contesto internazionale l'anglicismo ha una sua motivazione, in usi generici può essere reso in italiano con accordo fra gentiluomini, patto fra gentiluomini o anche patto d'onore, locuzioni dotate di una maggiore trasparenza e molto più facili da pronunciare e da scrivere. Del resto anche altre lingue hanno sostituito gentlemen's agreement con equivalenti come engagement d'honneur (in Francia), acuerdo de caballeros (in Spagna), ecc.

Re: «Gentlemen’s agreement»

Inviato: sab, 17 gen 2026 9:18
di Carlo_Porta04
Forse anche parola d'onore? o è troppo generico?