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Inviato: dom, 05 mar 2017 10:50
di G. M.
Mille grazie a Infarinato per questo intervento così lungo e dettagliato!
Infarinato ha scritto:E dopo la critica all’approccio, che mi ricorda molto l’atteggiamento nei confronti della presunta intraducibilità dei forestierismi per la lora intrinseca monosemia [
nella sola lingua d’arrivo, però] […]
Vorrei difendere il mio approccio.

Qui, in realtà, la necessità di tradurre è stata solo lo spunto della questione (la cugina che mi ha posto il quesito, pur vivendo da molti anni in Italia, è di madrelingua inglese), ma non è il nucleo del problema: il problema di come chiamare questi due tipi di organismi si sarebbe potuto presentare anche partendo da considerazioni ristrette alla sola lingua italiana.
Infarinato ha scritto:E non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò: anzi, quando si ha la fortuna di possedere dei doppioni, la scienza spesso ne specializza l’uso, evitando cosí l’inutile ricorso a criptici tecnicismi, che peraltro molte volte finiscono con l’essere abbreviati, rischiando in tal modo di render vano l’originario proposito di monosemia.
Chiaramente è questione di opinioni e non posso prevedere il futuro; ma considerando la misura soverchiante in cui l'inglese oggigiorno influisce sull'italiano, sia quello del linguaggio comune sia quello del linguaggio scientifico, io invece temo che, senza un traducente monosemico, presto o tardi si finirà proprio per distinguere queste due categorie chiamandole
poisonous e
venomous. Non sarebbe stato così cent'anni fa: ma oggi…
(Comunque i tecnicismi fin qui proposti non mi sono sembrati troppo criptici!

)
Infarinato ha scritto:Non è necessario essere un filologo classico per rendersi conto che la parola è malformata, essendo il prefisso ovviamente
traumato-, non *
trauma-, da cui un impegnativo
traumatotossico.
Anche essendo quello il corretto prefisso, non sarebbe possibile — lo chiedo da ignorante

— avere comunque
traumatossico facendo un composto aplologico, similmente a
mineralogia e
cunicoltura?
Inviato: dom, 05 mar 2017 14:13
di Sixie
Chiedo scusa per il fuori tema; mi prendo le mie bacchettate linguistiche e ringrazio Infarinato per le spiegazioni e aggiunte sulla questione etimologica (che nessuno aveva posto, ma che a me interessa moltissimo).
Grazie a tutti.

Inviato: dom, 05 mar 2017 19:40
di Infarinato
G. M. ha scritto:[C]onsiderando la misura soverchiante in cui l'inglese oggigiorno influisce sull'italiano, sia quello del linguaggio comune sia quello del linguaggio scientifico, io invece temo che, senza un traducente monosemico, presto o tardi si finirà proprio per distinguere queste due categorie chiamandole
poisonous e
venomous. Non sarebbe stato così cent'anni fa: ma oggi…

Certo,
conoscendoci, il rischio c’è, e apprezzo senz’altro le sue intenzioni.
Non disponessimo di doppioni [anche] in italiano,
trattandosi di linguaggio specialistico, sarei di certo anch’io per l’introduzione di una coppia di neologismi dòtti.
In questo caso, però, mi sembra che possiamo farne a meno, col duplice vantaggio della trasparenza e della [quasi] biunivoca corrispondenza con la lingua originale.
G. M. ha scritto:Infarinato ha scritto:[I
]l prefisso [è] ovviamente
traumato-, non *
trauma-, da cui un impegnativo
traumatotossico.
Anche essendo quello il corretto prefisso, non sarebbe possibile — lo chiedo da ignorante

— avere comunque
traumatossico facendo un composto aplologico, similmente a
mineralogia e
cunicoltura?
Sí e no: le parole che Lei cita sono composti di elementi non greci, o solo parzialmente greci.
Inoltre, mi sembrerebbe un po’ una contraddizione in termini: ma come? facciamo lo sforzo di trovare un dottissimo tecnicismo e non ci prendiamo nemmeno la briga di formarlo in modo acconcio?

Inviato: lun, 06 mar 2017 19:19
di G. M.
Lei ha ragione; grazie per la risposta.

Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: lun, 30 dic 2024 22:59
di Carnby
Qualche volta mi domando perché non consulti più spesso il Battaglia.
Mea maxima culpa.
Venenoso. […] 2. Che è in grado di elaborare e trasmettere sostanze tossiche a scopo difensivo od offensivo (un animale, in partic. un serpente); atto a inoculare veleno (il morso di tale animale).
Quindi non importava tirar fuori
zootossine o (animali)
traumatotossici: bastava il latineggiante, aulico
venenoso. Semmai il problema, in questo come in altri casi, è la poca differenza (una consonante) tra un animale genericamente
velenoso e un animale
venenoso.
Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: sab, 06 giu 2026 14:10
di Carnby
Ancora meglio: ho trovato
tosco
Tòsco. […] 5. Agg. Velenoso, tossico (una sostanza); che inocula, che trasmette veleno (un serpente).
Serpenti toschi: che inoculano veleno.
Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: sab, 06 giu 2026 14:37
di Infarinato
Carnby ha scritto: sab, 06 giu 2026 14:10
Ancora meglio: ho trovato
tosco…
Beh, bastava ricordarsi del canto di Pier della Vigna: «non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco».
Ma mi pare una soluzione cervellotica e abbastanza infelice,
tòsco non essendo altro che una variante (antica, poetica) di
tossico (e col rischio di esser confusa col ben piú familiare
tósco «toscano»), cosí come
venenoso non è che una variante di
velenoso…

Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: sab, 06 giu 2026 14:48
di Carnby
Infarinato ha scritto: sab, 06 giu 2026 14:37
Beh, bastava ricordarsi del canto di Pier della Vigna: «non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco».
Vero, ma in quel caso è sostantivo; il
GDLI registra anche il suo uso come aggettivo e cita Roselli: «e voi serpenti toschi».
Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: sab, 06 giu 2026 18:02
di Infarinato
Carnby ha scritto: sab, 06 giu 2026 14:48
Vero, ma in quel caso è sostantivo…
Certo, ma è la stessa parola: è semplicemente l’aggettivo sostantivato. Ritengo il
mio intervento di qualche anno fa sull’argomento abbastanza «definitivo»… sempreché si voglia rimanere entro i confini del reale, beninteso.
Re: Tradurre «poisonous» e «venomous»
Inviato: sab, 06 giu 2026 19:10
di Millermann
Sapete, forse avrei trovato la soluzione per evitare questi piccoli inconvenienti (
venenoso e
velenoso troppo simili, confusione fra
tòsco e
tósco, ecc.): facciamo *
traumatotòsco, e non se ne parli piú!
Vantaggi: presenta un suono sufficientemente secco e deciso da incutere una certa apprensione e deferenza nei confronti dell'animale che si fregi di tale epiteto, piú dello sdrucciolo *
traumatotòssico, e fa risparmiare una sillaba senza bisogno di ricorrere all'aplologia.
Infarinato ha scritto: sab, 06 giu 2026 18:02
[S
]empreché si voglia rimanere entro i confini del reale, beninteso.
Ops!

Re: [FT] «La mia cugina»
Inviato: sab, 06 giu 2026 19:13
di Ligure
Fuori tema
Infarinato ha scritto: lun, 27 feb 2017 20:47
P.S. Visto che il suo avatara consta d’uno scorcio di Piazza dei Miracoli, le ricordo che in buon italiano, cosí come in toscano, si dice
la mia cugina, non
mia cugina.
Ad es., in fiorentino colloquiale autentico esclusivamente "la mi' cugina", con apocope.
Anche nei casi di "tua" e "sua". O dei corrispondenti di genere maschile.
E d'altre relazioni, non solo di parentela. Sempre con apocope.
Scrivo, ovviamente, per chi non è toscano.
Mi scuso davvero, ma non sono ri(u/e)scito a trattenermi.
P.S.: mi fermo per non deragliare dal binario dell'italiano neutro…
Re: [FT] «La mia cugina»
Inviato: sab, 06 giu 2026 20:07
di Infarinato
Fuori tema
Ligure ha scritto: sab, 06 giu 2026 19:13
Mi scuso davvero, ma non sono ri(u/e)scito a trattenermi.
P.S.: mi fermo per non deragliare dal binario dell'italiano neutro…
Piú che altro, s’era già detto tutto al riguardo in
questo filone, cui del resto aveva
già rimandato Animo Grato
poco sopra.
Re: [FT] «La mia cugina»
Inviato: sab, 06 giu 2026 21:11
di Ligure
Fuori tema
Certamente, @Infarinato.
Grazie!