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Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: dom, 18 mag 2025 17:15
di EdoSecco
Mi sarebbe piaciuto aprire in "Lessico e semantica" ma dato il tono semiserio ho pensato di metterla invece qui.

Nel corso del tempo mi sono sempre più accorto che nel linguaggio della fede Cattolica - non solo la liturgia, ma anche nell' "ambiente" - si riscontrano vocaboli e modi di dire che sento usare soltanto lì.

Specifico: non voglio prendere in giro niente e nessuno (io stesso sono credente e praticante :) ), né con quanto segue auspico che il linguaggio deva cambiare.

Io lo chiamo "ecclesialese", scherzosamente sul modello di "aziendalese":

"Questa cosa ci interroga"
Occasione privilegiata - queste due non sono esclusive dell'ecclesialese, ma le trovo molte volte.

Primizia - seriamente, io abito in campagna, ho anche alberi da frutto, ma non ho mai sentito usare questo termine da chi abbia meno di 70 anni.

Autentico/autenticità - ormai ho perso il conto dei vari 'legami autentici', 'relazioni autentiche', 'persone autentiche'...

Stile - questa era divenuta di moda alcuni anni fa, specialmente negli incontri con i giovani si sentiva dire un po' da tutti "il Cristianesimo si incarna in uno stile"

"Ri-" (ripensare, ripartire, ecc.)

Vivificante
Impetrare - giuro, queste due - al di fuori di qualche testo letterario antico - le ho sentite soltanto in ambito ecclesiale.

Somministrare (detto dei sacramenti, specialmente l'Eucaristia) - a sua discolpa si può dire che sia il termine tecnico, laddove è normale l'uso del verbo "dare"; somministrare oggi si dice solamente per i farmaci.

Re: Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: dom, 18 mag 2025 21:17
di valerio_vanni
Primizia - seriamente, io abito in campagna, ho anche alberi da frutto, ma non ho mai sentito usare questo termine da chi abbia meno di 70 anni.
È raro ma si sente.
Autentico/autenticità - ormai ho perso il conto dei vari 'legami autentici', 'relazioni autentiche', 'persone autentiche'...

Stile - questa era divenuta di moda alcuni anni fa, specialmente negli incontri con i giovani si sentiva dire un po' da tutti "il Cristianesimo si incarna in uno stile"

"Ri-" (ripensare, ripartire, ecc.)
Questi tre mi paiono molto comuni.

Re: Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: dom, 11 gen 2026 13:29
di Difesa Italiano
Si spiega in modo molto semplice il sussistere di terminologie più vetuste all'interno del linguaggio di Santa Romana Chiesa e del Nuovo Israele (i fedeli).

Da un lato, le moderne omelie prendono talvolta spunto dalle omelie dei padri o degl'abili predicatori dei secoli scorsi (perlopiù frati nelle missioni popolari, ma anche vecchi Cardinali o presbiteri). Il termine «questa cosa ci interroga» veniva verbigrazia adoperata dal Principe Siri, Arcivescovo di Genova.

Il termine «primizia» ricorre nell'Antico Testamento, poiché sta scritto «Offerirai le primizie della tua terra nella casa del Signore Dio tuo» (Ex. XXXIV, 26a). Alla luce di ciò si riprende nella terminologia Cristiana imperocché ogni primizia delle nostre azioni nonché de' nostri pensieri appartengono a Dominiddio. Non è un caso che i Paramenti Sacri, le chiese, i Sacri Vasi e così discorrendo sono fatti di materiali preziosi (o perlomeno lo sono laddove uomini senza Dio non hanno introdotto tavolini al posto degl'Altari e paramenti in poliestere al posto dei vecchi paramenti dorati). Addirittura la Liturgia prevede materiali ben precisi e di valore, come ad esempio la tovaglia in lino.

«Autentico» è una parola che mi è salita in odio a causa dell'uso fattone da alcuni gruppi carismatici. In verità però è un linguaggio patristico che richiama all'autenticità del rapporto con Dio paragonata a quello che era invece il rapporto farisaico dei giudei col Signore.

«Stile», come giustamente sottolineato, è un termine moderno che mi pare anche caduto già nell'oblio (in perfetto ossequio alla fugacità delle cose moderne d'altronde).

Impetrare è il termine proprio della richiesta che si rivolge ai Santi. «A Voi, gloriosissima Vergine, addomando d'impetrarmi le Grazie che già ho richieste al vostro Figliuolo». Più breve ed immediato di un equivalente — moderno — del tipo «[...] domando di intercedere per me presso Dio per le Grazie che [...]». Alcuni gruppi vicini all'eresia usano direttamente chiedere a Maria, dimenticandosi che il concetto di «Mediatrix Omnium Gratiarum» non sottintende che sia la Vergine di suo potere ad elargire Grazie, ma indica solo ed esclusivamente il fatto che Dio ha stabilito di far passare PER MEZZO (e non per opera) di Lei ogni Grazia. Speriamo che il termine «impetrare» continui ad essere adoperato, altrimenti questi gruppi mariani istituiranno il domma della santissima quaternità...

«Vivificante» rientra nuovamente nel linguaggio patristico e sempiterno di S. Romana Chiesa. La fonte vivificante è Cristo Signore, Colui il quale — secondo le parole del Profeta Ezechiele — ci darà un cuore di carne dopo aver distrutto il cuore di pietra (cfr. Ez. XXXVI, 26).

Infine «somministrare» è un termine necessario. Non si «danno» i Sacramenti come fosse una biglia data ad un bambino. Si somministrano, conciossiaché sono questi farmaci spirituali per l'uomo. Il Sacerdote è Curato d'anime, medico dei Fedeli.

Re: Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: dom, 11 gen 2026 21:34
di G. M.
Fuori tema
Difesa Italiano ha scritto: dom, 11 gen 2026 13:29[…] degl'abili […] degl'Altari […]
Legga qui:wink:

Re: Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: lun, 12 gen 2026 9:57
di Difesa Italiano
Fuori tema
G. M. ha scritto: dom, 11 gen 2026 21:34
Difesa Italiano ha scritto: dom, 11 gen 2026 13:29[…] degl'abili […] degl'Altari […]
Legga qui:wink:
La Crusca non ne parla negativamente.

Re: Rassegna di «ecclesialese»

Inviato: lun, 12 gen 2026 11:08
di Infarinato
Fuori tema
Difesa Italiano ha scritto: lun, 12 gen 2026 9:57 La Crusca non ne parla negativamente.
A parte il fatto che non si tratta della «Crusca» (= Accademia della Crusca), sibbene della Redazione della Consulenza linguistica dell’Accademia della Crusca, in realtà, tra le righe, la consulente ci dice che l’elisione di gli davanti a vocale diversa da i impedisce o comunque rende difficile l’interpretazione di gl’ come consonante palatale, e quindi —sempre tra le righe, beninteso— ci dice che è assai sconsigliabile (in italiano moderno). ;)