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Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: mar, 11 nov 2025 18:11
di G. M.
Apro un filone con funzione di «osservatorio», per raccogliere gli esempi più rilevanti.
- Alitalia > ITA Airways (2021; ma il nome Alitalia potrebbe tornare);
- Calzedonia > Oniverse (2023; credo che Calzedonia sia rimasto come marchio esteriore per le vendite);
- Eni Gas e Luce > Plenitude (2022);
- Salini Impregilo > WeBuild (2020);
- UniCredito > UniCredit (2008).
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: mar, 11 nov 2025 18:51
di Carnby
Non proprio «inglesi» ma…
- Intimissimi Uomo > Iuman
- Atlantia > Mundys
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: mer, 12 nov 2025 12:40
di Millermann
Un caso meno appariscente (e meno recente: risale al 1985), ma che ricordo bene: il cambio
da Cammeo a Cameo.
Cito il passaggio chiave:
Poiché il nome Dr. Oetker risultava difficile da pronunciare, nel 1953 il marchio diventò “cammeo”. Il nome si ispira al tipico gioiello ovale raffigurante un profilo di testa di donna in avorio intagliato che ricorda l’iconografia del logo stesso. Nel 1985 il nome è stato modificato in “cameo”, più moderno ed incisivo.
Piú inglese, vorrete dire!

Tanto «moderno ed incisivo» che io, la prima volta che ho visto il nuovo marchio su un prodotto, ho detto (non sto scherzando): «Guarda! Hanno sbagliato, manca una emme… chissà quanto vale!»… Che ingenuo!

Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: mer, 12 nov 2025 17:29
di Freelancer
Sono sicuro che gli eventuali interpellati direbbero che in questo mondo ormai globalizzato, per un'impresa è meglio presentarsi con un nome inglese. Ma tutto più o meno si riconduce al provincialismo linguistico della maggioranza degli italiani. Suggerisco di farsene una ragione.
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: gio, 13 nov 2025 12:24
di Carnby
Millermann ha scritto: mer, 12 nov 2025 12:40
Un caso meno appariscente (e meno recente: risale al 1985), ma che ricordo bene: il cambio
da Cammeo a Cameo. [...]
Piú inglese, vorrete dire!
Sì e no; la variante
cameo è ben attestata nell’italiano antico. Inoltre si pronuncia
camèo, non «
càmïo»
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: gio, 13 nov 2025 14:12
di Millermann
Carnby ha scritto: gio, 13 nov 2025 12:24
Sì e no; la variante
cameo è ben attestata nell’italiano antico. Inoltre si pronuncia
camèo, non «
càmïo»
Questo è vero; non credo, però, che per avere un nome «più moderno ed incisivo» l'azienda abbia scelto di rispolverare una (rara) variante dell'italiano antico.
Se quello stesso termine è usato in inglese, non occorre scomodare il rasoio di Occam per intuire come possano essere andate le cose. Quanto alla pronuncia, nel 1985 era prassi normale pronunciare i marchi inglesi «all'italiana». Ricorda
Chilly /killi/ o, in precedenza,
Tide? Per avere la pronuncia all'inglese venivano spesso adattati graficamente (come
Gled, oggi
Glade, o il
laim dei Caraibi).
Comunque, ha ragione: il mio è un esempio limite, che ho riportato, piú che altro, come curiosità; ed è ammirevole che, almeno, la pronuncia italiana sia stata mantenuta.
Fuori tema
Curiosità per curiosità: talmente insolito è
cameo, in italiano, che durante la scansione del testo del
GDLI il correttore automatico l'ha quasi sempre «corretto» in…
carneo.

Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: gio, 13 nov 2025 21:19
di ilparoliere
Ancora adesso i motti pubblicitari delle aziende italiane sono solo in
inglese non so perché…

Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Inviato: ven, 14 nov 2025 0:06
di Carnby
Millermann ha scritto: gio, 13 nov 2025 14:12
Ricorda
Chilly /killi/ o, in precedenza,
Tide? Per avere la pronuncia all'inglese venivano spesso adattati graficamente (come
Gled, oggi
Glade, o il
laim dei Caraibi).
Sì, mi ricordo anche
Pantèn,
Aiax (ora
Ajax, ma la pronuncia è rimasta la stessa),
Ciappi. Invece
Colgate non è mai stato
Cólgheit, né si è mai avuto
Palmòliv.
ilparoliere ha scritto: gio, 13 nov 2025 21:19
Ancora adesso i motti pubblicitari delle aziende italiane sono solo in
inglese non so perché…
Non solo italiane, anche le automobili francesi (e dico
francesi!). Per esempio Renault:
Passion for life o
Drive the change; Citroën:
Nothing moves us like Citroën. Gli ultimi tentativi di opporsi all'inglese sono stati quello della Volkswagen:
Das Auto e quello della Opel:
Wir leben Autos, ma ora sono spariti.