Vorrei aggiungere un paio di osservazioni curiose su questo argomento.
La prima discende dal fatto che, a prima vista, il termine
wallaroo ricorda una parola macedonia formata da
wallaby e
kangaroo (il che sarebbe perfettanente plausibile, visto che l'animale in questione è, come dimensioni, una via di mezzo fra gli altri due).
In realtà, il nome
wallaroo deriva da una parola aborigena,
walaru, ma ciò nonostante il giochetto si potrebbe fare anche in italiano: si otterrebbe cosí, a partire da
uallàbia e
canguro, un interessante *
uallúro, piú evocativo di
uàllaro a causa dell'assonanza con
canguro (nonché per il motivo «pratico» fatto notare da Lorenzo

).
Fra l'altro, entrambi questi marsupiali della famiglia dei macropodidi sono dotati di poderose code, e la terminazione in
-uro dei loro nomi mi sembra una coincidenza davvero appropriata!
Ma c'è un'altra curiosità, ancora piú strana, che voglio citare per la sua singolarità: il nostro marsupiale (in particolare una sottospecie, l'
uallaro occidentale) è noto, localmente, anche con un altro nome:
euro. Sí, proprio come la moneta, e pronunciato, in inglese australiano, nello stesso modo.
L'origine, ovviamente, è ben diversa: il termine deriva da un'altra parola aborigena (ma di una lingua diversa):
yuru.
Secondo me,
euro avrebbe potuto essere un perfetto traducente italiano di
wallaroo, specialmente se, per comprensibili motivi, si fosse deciso di pronunciarlo /e.ˈuro/, cosí da mantenere, ancora una volta, la rima con canguro.
