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«Hard to get»

Inviato: ven, 05 giu 2026 17:00
di ilparoliere
Oggi uno mentre parlava in italiano con qualcuno ha detto qualcosa come "Quella ragazza è hard to get" al posto di "Quella ragazza è difficile da conquistare" forse per darsi un po' delle arie e anche per motivi di anglomania, come direbbe il grande Zoppetti, e io ci rimasi molto irritato e ridicolizzato. È quasi come dire "Luca sta eating a sandwich a pranzo" al posto di "Luca sta mangiando un panino a pranzo". Non è normale parlare così secondo me altrimenti l'italiano diventerà presto un dialetto quanto il tedesco e il francese, che sono entrambi lingue poco conosciute in Italia. E voi che ne pensate? :evil:

Re: «Hard to get»

Inviato: ven, 05 giu 2026 18:13
di Infarinato
Certo, se traduciamo l’itanglese «è hard to get» con «è difficile da conquistare» invece dei piú idiomatici «fa la preziosa» o «si fa desiderare», e «sta eating a sandwich a pranzo» (ma chi lo dice? 🤌🏻) con «sta mangiando un panino a pranzo» invece di «mangia un panino a pranzo» o «sta mangiando un panino per pranzo» o sim., allora siamo messi proprio male… 😉

Re: «Hard to get»

Inviato: sab, 06 giu 2026 15:08
di Ferdinand Bardamu
Purtroppo presso i giovani questa commutazione di codice, dettata dal desiderio di «impreziosire» o innalzare l’eloquio e mostrare le proprio competenze linguistiche, è ormai piuttosto comune. Ai miei tempi (anni Novanta, primi anni Duemila) si sarebbe detto «Quella ragazza se la tira», in un registro molto colloquiale.

Re: «Hard to get»

Inviato: dom, 07 giu 2026 13:41
di brg
Il gergo odierno è pieno di queste espressioni, spesso estemporanee, che derivano dall'uso della rete, dove la gente interagisce con una schiera quasi sconfinata di utenti impiegando, spesso male e talvolta malissimo, la lingua inglese. Sono piuttosto sicuro che questo sia un uso spontaneo, cioè che quell'espressione sia proprio la prima che balza in mente al locutore, e che non ci sia affettazione o ricercatezza alcuna. I contadini che partivano dalle nostra campagne ed andavano a lavorare in Francia, in Svizzera, in Belgio e poi tornavano in patria, facevano uso di espressioni in francese, ad esempio, nel loro italiano; non per darsi un tono, ma per abitudine.

Ritengo che questo sia un occasionalismo, dovuto all'esposizione al gergo inglese ed alla incapacità di tradurre le parole in concetti. Una traduzione quasi letterale potrebbe essere "irraggiungibile", ma non ce n'è bisogno: l'idea può essere resa in mille modi, ma è proprio l'idea a mancare.

Re: «Hard to get»

Inviato: mar, 14 lug 2026 15:28
di Lorenzo Federici
Fa la difficile, è difficile, quest'ultimo va bene anche in altri contesti dove si potrebbe sentire l'espressione.