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«Fa niente»

Inviato: mar, 09 giu 2026 7:53
di Carnby
Noto sempre più spesso questa forma, non solo da parte di settentrionali, che mi suona piuttosto male. È accettabile? Secondo la Crusca pare di sì, ma cita espressioni come «ho mica soldi» e «adesso sei più una bambina» che mi paiono addirittura agrammaticali.

Re: «Fa niente»

Inviato: mar, 09 giu 2026 11:40
di Millermann
Per quanto riguarda l'espressione che dà il titolo al filone, pur essendo io meridionale, credo d'usarla abitualmente nel parlato informale, alternandola alla forma normale «non fa niente» (e a «non fa nulla», che percepisco come leggermente piú affettata ;)).

È pur vero che nel mio dialetto il non è obbligatorio (si dice, infatti: ‹(n)o'ffa nnenti›), ma la versione "raccorciata" è talmente comune che ormai mi appare come un'espressione cristallizzata, al pari di «(E) questo è niente», citata nella risposta della Crusca.

Osserviamo che la sua diffusione appare in aumento, ma è comunque una forma minoritaria rispetto all'altra.

Invece, le espressioni «ho mica soldi» e «adesso sei più una bambina» paiono agrammaticali anche a me, e mi suonano come italiano regionale settentrionale. :P

Re: «Fa niente»

Inviato: mar, 09 giu 2026 23:26
di G. M.
Vi do il mio parere spontaneo da settentrionale, di Parma.

«Fa niente» mi suona normale, un po' più informale di «non fa niente».

«Ho mica soldi» mi suona agrammaticale; al massimo «mica ho dei soldi». Anche così comunque non mi suona molto bene (mi suona più naturale in una domanda, «mica hai dei soldi?» = «non è che per caso hai dei soldi?»), mentre per esempio, usando la stessa costruzione, «Mica sono stato io!» mi suona normale (informale).

«Adesso sei più una bambina» mi suona non solo agrammaticale ma incomprensibile nel senso presunto: se non avessi avuto il contesto metalinguistico, l'avrei interpretato letteralmente: adesso sei più una bambina... cioè più di quanto fossi prima. Per esempio, l'avrei immaginato detto da una madre mentre pettina o veste più femminilmente la figliola che prima poteva sembrare un maschietto.

Re: «Fa niente»

Inviato: mar, 09 giu 2026 23:33
di valerio_vanni
G. M. ha scritto: mar, 09 giu 2026 23:26 Vi do il mio parere spontaneo da settentrionale, di Parma.
Io dal confine tra il centro e il nord
«Fa niente» mi suona normale, un po' più informale di «non fa niente».
A me leggermente male, non mi viene da usarla.
«Ho mica soldi» mi suona agrammaticale
Idem.
«Adesso sei più una bambina» mi suona non solo agrammaticale ma incomprensibile
Idem.

Re: «Fa niente»

Inviato: mer, 10 giu 2026 7:18
di Carnby
Millermann ha scritto: mar, 09 giu 2026 11:40 «non fa nulla», che percepisco come leggermente piú affettata
Qui è l’opposto, è nulla che è la forma normale e niente suona affettata. Ma nel parlato spontaneo dire non è nulla, o anche nulla, nulla.

Re: «Fa niente»

Inviato: mer, 10 giu 2026 7:19
di Graffiacane
Fa niente a me suona normalissima, anche perché in dialetto piacentino esiste un'espressione corrispondente.
Ho mica soldi e Adesso sei piú bambina sono inconcepibili piú che agrammaticali.

Re: «Fa niente»

Inviato: mer, 10 giu 2026 11:40
di Millermann
G. M. ha scritto: mar, 09 giu 2026 23:26«Adesso sei più una bambina» mi suona non solo agrammaticale ma incomprensibile nel senso presunto: se non avessi avuto il contesto metalinguistico, l'avrei interpretato letteralmente: adesso sei più una bambina... cioè più di quanto fossi prima.
È quello che ho pensato anch'io. :)
Carnby ha scritto: mer, 10 giu 2026 7:18 Qui è l’opposto, è nulla che è la forma normale e niente suona affettata.
Sí, lo immaginavo! Infatti, quando devo scriverlo qui nel fòro, sono spesso indeciso se usare niente o nulla, perché non riesco a immaginare che connotazione gli darete voi toscani. :P
Carnby ha scritto: mer, 10 giu 2026 7:18 Ma nel parlato spontaneo dire non è nulla, o anche nulla, nulla.
Si dice anche qui: «niente, niente!», o in dialetto ‹nenti, nenti›, e perfino ‹è nenti, è nenti!›, senza la doppia negazione!
Fuori tema
Da queste parti, in dialetto si dice nènti, ma non è per questo motivo che si preferisce niente a nulla.
In realtà, nulla esiste anche nel mio dialetto (e cosí pure nel resto della Calabria e in Sicilia), ma come diretto discendente dell’aggettivo latino nullus -a -um: è, infatti, il femminile di ‹nullu›, che significa «nessuno». ;)

Mi viene in mente, in particolare, un'espressione tipica: ‹A nulla vanna›, che significa «da nessuna parte». I piú curiosi possono consultare la tavola 1597 dell'AIS, che la riporta: come si può notare, il confine fra il tipo ‹nesciuno/a› e il tipo ‹nullu/a› corre, grosso modo, lungo il confine fra la Calabria e la Basilicata. Piú giú e in Sicilia è presente diffusamente la pronuncia cacuminale ‹nuddhu/a›. :)