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«Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: sab, 22 ago 2026 10:04
di Apothikon
Buongiorno,
nella
novella LXVII del Novellino (ed. a cura di Guido Favati Genova, Bozzi, 1970) si legge: «Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio e
dilettissimo molto in battaglia».
Il significato di quel
dilettissimo è chiaramente
abilissimo,
valentissimo, ma non trovo attestazioni di questo significato per la parola
diletto, nemmeno nel
TLIO.
Per un confronto, nell'
edizione annotata del testo (G. Tasso, Venezia, 1852; a pagina 97) si trova la seguente nota:
«
Dilettissimo, arcaismo per
delettissimo, e vale
espertissimo,
eccellentissimo. Manca in tal significato a' Vocabolarii».
Qualcuno sa fornire altre occorrenze della parola usata con quest'accezione? E per quale motivo un aggettivo che normalmente significa tutt'altro dovrebbe aver assunto questo significato, peraltro così sporadico?
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: dom, 23 ago 2026 10:46
di brg
Mi viene allora in mente una derivazione da "delectus", che però significa "scelto".
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: lun, 24 ago 2026 9:20
di Apothikon
Beh, forse allora ci siamo.
Scelto viene usato anche oggi nel senso di pregiato, di qualità superiore alla media. Un soldato scelto è un soldato particolarmente abile o esperto in determinate tattiche militari. Quindi, il dilettissimo molto del Novellino potrebbe significare pregiatissimo, e quindi abilissimo.
Resta però il fatto che nei vocabolarî non ci sono attestazioni (a me note) di quest'accezione della parola diletto.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: mer, 26 ago 2026 14:02
di brg
In realtà la parola "deletto" è stata registrata da
Giovanni Gherardini. Si trova sia "deletto", dal latino "delectus, -us", per "scelta", "selezione", specialmente di soldati, ad esempio in Machiavelli, che "deletto", dal latino "delectus, -i", per "scelto", nel senso di "deputato" o "eletto", ad esempio nell'Iliade del Monti.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: sab, 05 set 2026 19:47
di lorenzos
«Noi dunque riguardando alla persona del magnifico uomo dilettisimo Nobile Nostro, conte Girolamo Savorgnano…» (
I Savorgnani, storia di B. Vollo, pag. 117).
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: dom, 06 set 2026 22:52
di Apothikon
lorenzos ha scritto: sab, 05 set 2026 19:47
«Noi dunque riguardando alla persona del magnifico uomo dilettisimo Nobile Nostro, conte Girolamo Savorgnano…».
Buonasera,
la ringrazio della segnalazione, ma ho l'impressione che nell'esempio da Lei fornito la parola
dilettissimo abbia il significato ordinario di
carissimo,
amatissimo. C'è qualche motivo per cui ritiene che sia invece da interpretare anche in questo caso come
abilissimo?
Tra l'altro, chiedo a chi è più addentro di me in quest'ambito, sarebbe opportuno segnalare l'esempio del
Novellino da me fornito sopra, e di conseguenza l'accezione aggiuntiva di
diletto, ai redattori del TLIO?
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: dom, 06 set 2026 23:20
di Infarinato
Gli unici esempi (rilevanti) sicuri sono quelli registrati dal
Gherardini, s.v., come opportunamente segnalato da Brg.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: lun, 07 set 2026 10:28
di lorenzos
Gentile Apothikon, legga qualche riga dopo:
"esso conte Girolamo non degenerrando da’ suoi progenitori, anzi con magnanimo ec., si restrinse nella fortezza di Osopo, dove con elezione di anzi morire, che viver diviso da questa Nostra dolcissima Repubblica; dopo aver sofferto un lungo e durissimo assedio, e senza essersi punto spaventato per i molti gagliardissimi assalti dati e sprezzate con altissimo animo le ampissime offerte e condizioni a Lui fatte dai nemici, forte e virilmente la mantenne, fintanto che la fede e valore dell’assediato superò la forza degli assediatori."
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Inviato: sab, 12 set 2026 21:06
di Apothikon
Buonasera
@lorenzos,
sinceramente, non sono tuttora convinto del Suo esempio.
Nulla vieta, mi sembra, che il testo in questione lodi le virtù, il valore e l'abilità del
dilettissimo (cioè
amatissimo) conte Girolamo.
Ma soprattutto, forse ho preso un granchio in partenza; in un'altra
edizione del
Novellino (
Il Novellino: Le ciento novelle antike, introduzione di Giorgio Manganelli; 5. edizione; collezione BUR, 50; Biblioteca Universale Rizzoli; Milano, 2002), la frase citata nel mio primo messaggio è riportata come:
«Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio, e
dilettossi molto in battaglia».
Non sono in grado di stabilire quale sia il testo più affidabile. Non ora, quanto meno. Mi sembrava comunque corretto segnalare da subito questo mio possibile errore, prima di sviare altri frequentatori del foro.