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«Del menga»

Inviato: dom, 04 dic 2005 11:46
di irene
Sapete da dove deriva il detto: "sei un… del menga"??? E a chi si riferisce?

Grazie mille.

Inviato: dom, 04 dic 2005 19:07
di Marco1971
Ho trovato questo nel Dizionario dei modi di dire della lingua italiana di Carlo Lapucci:
La legge del Menga: Chi l’ha in tasca se lo tenga
Legge piú nota e universale di quella di gravità, tanto conosciuta e sperimentata che non ha bisogno di spiegazione. Quasi nulla si sa di questo filosofo che non ha lasciato scritti né opere, ma solo questa legge affidata alla tradizione orale.
Ma attendiamo altri lumi. :)

Inviato: dom, 04 dic 2005 23:59
di Brazilian dude
E io da qualche mese a questa parte sono talmente immerso nella cultura giapponese che ho letto La legge del manga, che in Brasile di solito si pronuncia mangà, forse anche per distinguere da manga (mango/manica).

Brazilian dude

Inviato: mar, 06 dic 2005 12:39
di bubu7
Alla voce ménga, il Grande Dizionario del Battaglia riporta:
polenta di neccio, castagnaccio.
e nella sezione etimologica:
etim. voce lucchese, abbreviazione del nome femminile Domenica.
Questa etimologia va integrata con quanto afferma Manlio Cortelazzo nel DIDE (I dialetti italiani. Dizionario etimologico) sotto la voce ménega (voce gergale veneta) e in cui è riportata la versione lucchese ménga:
nella formazione della parola contribuisce l’accostamento a menare, nel senso di ‘dimenare, rimestare’.


Ecco infine un proverbio che il Battaglia riporta dal Petrocchi, Novo dizionario universale della lingua italiana (1931), sotto la voce omonima:
“Come disse Mengo alla Menga, chi se l’è preso in tasca, ce lo tenga. (Di male voluto)”.

Inviato: mer, 07 dic 2005 10:07
di Gino Zernani
In tutta sincerità io la legge la conoscevo con una esposizione più, come dire, spontanea :D :D . Nella sua essenza è uguale a quanto da voi riportato, con la differenza che "la tasca" è (più efficacemente) sostituita dall'organo preposto all'evacuazione dei rifiuti organici solidi (e che rima con mulo!! :D :D ).
Perdonatemi, non ho resistito!

Inviato: lun, 12 dic 2005 8:51
di Fabio48
Non voglio assolutamente contraddire il Grande Dizionario del Battaglia ma, essendo proprio di Lucca, volevo precisare che non ho mai sentito usare la parola "menga" col significato attribuitole. Poi la polenta di neccio ed il castagnaccio sono due cose ben distinte. L'abbreviazione poi del nome Domenica mi risulta essere Ménia.
Grazie per l'accoglienza. :wink:

Inviato: dom, 25 dic 2005 19:23
di irene
M allora perché a Milano diciamo "ah, sei proprio un avvocato del menga", "che lavoro del menga"?

Inviato: dom, 25 dic 2005 19:28
di Marco1971
Eufemismo?

Inviato: mar, 27 dic 2005 9:30
di Gino Zernani
Marco1971 ha scritto:Eufemismo?
Touché!

Inviato: mer, 01 feb 2006 14:28
di Roberto_P
L'origine della parola "menga", usata, in senso sia negativo sia spregiativo, a Milano e in Lombardia, per estensione - per quanto attiene alle altre regioni del nord, non posso esprimermi, in quanto non posseggo gli elementi necessari - penso che derivi dal siciliano "minchia" (organo maschile di riproduzione o pene).
La mia è una mera supposizione, sprovvista di documentazioni alcune.
Penso, altresí, che il termine "menga", in questa accezione, non sia un eufemismo, poiché in sé non abbelisce nulla, sibbene, al pari di "minchia", propone un uso popolare-volgare del termine.
Per finire, un eufemismo del termine "menga" può benissimo essere "cavolo": "È un avvocato del cavolo" (eufemismo per "menga").

Inviato: gio, 16 feb 2006 10:33
di Gianni Pardo
E non potrebbe trattarsi semplicemente di una parola inventata tanto per fare la rima?

Re: «Del menga»

Inviato: gio, 26 mar 2026 13:24
di Daphnókomos
Zingarelli:
ménga [nome di fantasia, prob. originato da un effetto di rima nella pseudo-legge scientifica di ambito goliardico legge del Menga, chi ce l'ha in quel posto se lo tenga ′chi ha subito un danno lo deve sopportare′ 1955] s. m. inv. (volg.) nella loc. del m., di ciò che risulta pessimo, insopportabile ecc.; del cavolo: che tempaccio del m.!
Devoto-Oli:
menga (mèn-ga) [sic] s.m. invar. VOLG. Solo nella loc. del menga, pessimo, bruttissimo: un'idea del menga Dal nome Menga, nato come termine rimante in modi di dire di ambito popolare e goliardico 1955
Battaglia (supplemento 2009):
Ménga, sm. Region. Nella locuz. Del menga: di nessun valore o importanza (anche per esprimere forte disappunto o irritazione).
U. Simonetta, I-69: Adesso non è finita sta guerra del menga? A. Montrucchio, 1-169: L'arrivo delle ferie è sanzionato da una giornata lavorativa narcotizzante, niente da fare e una collega che entra in bagno mentre ci sono io, serratura del menga che è difettosa da sempre e non la cambiano mai.
= Voce di area lomb.
GRADIT:
1menga /'menga/ (men·ga) s.m. BU [1967; etim. incerta] solo nella loc. ➛ del menga ∼ del menga loc.agg.inv. CO colloq., volg., di nessun valore o importanza; bruttissimo | in locuzioni esclamative, per esprimere forte disappunto o irritazione: che scherzo del m.! SIN. del cavolo, del cazzo, del kaiser

Re: «Del menga»

Inviato: sab, 28 mar 2026 23:57
di domna charola
Daphnókomos ha scritto: gio, 26 mar 2026 13:24 Zingarelli:
ménga [nome di fantasia, prob. originato da un effetto di rima nella pseudo-legge scientifica di ambito goliardico legge del Menga, chi ce l'ha in quel posto se lo tenga ′chi ha subito un danno lo deve sopportare′ 1955] s. m. inv. (volg.) nella loc. del m., di ciò che risulta pessimo, insopportabile ecc.; del cavolo: che tempaccio del m.!
Potrebbe anche essere questa la versione giusta, perché la legge in questione, nel repertorio goliardico, fa il paio con la Legge del Volga: qui l'origine è nota, trattasi di fiume, ma è un caso, nel senso che è stato scelto solo per la rima successiva. Quindi potrebbe essere tutto collegato, anche se la prima legge è attestata nel repertorio effettivo - nel testo del canto goliardico Fanfulla da Lodi - mentre l'altra sembra essere un'aggiunta successiva. Qui sarebbe da risalire ai testi "ufficiali"! :)