Risorse in rete per la linguistica

Risorse linguistiche di varia natura

Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
Federico
Interventi: 3008
Iscritto in data: mer, 19 ott 2005 16:04
Località: Milano

Intervento di Federico » mer, 19 apr 2006 19:59

Piú che di semplificazione parlerei di coerenza: se non si pronuncia la h, non ha senso non apostrofare... E davvero credo di non aver mai sentito aspirare la h di Hitler...

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9373
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » gio, 20 apr 2006 1:35

Forse sarebbe opportuna un’ulteriore distinzione. Da una parte abbiamo nomi noti a tutti, come Hitler, appunto; dall’altra nomi meno noti al pubblico (o parlante medio), tipo Hall. Non ho controllato, ma negli articoli di linguistica da me letti, ho nell’occhio e nell’orecchio che si scriva lo Hall, per esempio.

In molti casi si può fare a meno dell’articolo. Ma quando ci vuole (ad esempio nel citare un dizionario), mi pare buona norma rispettare il valore dell’acca, nello scritto come nel parlato. Nella lingua cólta, naturalmente.

Avatara utente
bubu7
Interventi: 1453
Iscritto in data: gio, 01 dic 2005 15:53
Località: Roma
Info contatto:

Intervento di bubu7 » mar, 02 mag 2006 17:23

Per utilizzare un sistema di trascrizione fonetica delle parole con caratteri visualizzabili senza problemi in questo forum: SAMPA - Speech Assessment Methods Phonetic Alphabet.

Bue
Interventi: 862
Iscritto in data: lun, 08 nov 2004 12:20

Intervento di Bue » mar, 02 mag 2006 17:28

Marco1971 ha scritto:rispettare il valore dell’acca
ad esempio nella locuzione "non valere un'acca" :mrgreen:

Avatara utente
arianna
Interventi: 234
Iscritto in data: lun, 06 dic 2004 16:08

Intervento di arianna » mer, 12 lug 2006 22:40

Nulla a che vedere coi dizionari, vi segnalo questo sito che permette di consultare alcuni testi in rete (anche se molti dei testi inclusi li conosciamo bene...).

P.S. Prima d'inviare un messaggio scelgo sempre l'opzione anteprima, ma quando poi scelgo d'inviare attendo attendo all'infinito, e il messaggio si perde.
È un problema solo mio o succede anche a voi?
Felice chi con ali vigorose
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita
si eleva verso campi sereni e luminosi!
___________

Arianna

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9373
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » mer, 12 lug 2006 22:52

Ottimo, Arianna, tanto piú che quei testi non li conosciamo mai bene a bastanza! Il tempio della nostra letteratura è poco noto ai piú... (senza critiche, intendo solo che pochi hanno letto tutto).

Io segnalo l’Intratext, che consente ricerche nel testo, come le concordanze. :)

Avatara utente
miku
Interventi: 133
Iscritto in data: lun, 21 feb 2005 19:33
Info contatto:

Intervento di miku » gio, 13 lug 2006 11:00

Marco1971 ha scritto:Da amante delle lingue, io continuerò a fare la distinzione, anche se, a livello popolare, condivido il principio della semplificazione da lei suggerita.
Forse ne avevamo già parlato, ma anche la Treccani scriveva (non so ora) l'Hildebrandslied (e simili). Credo, però, che l'acca aspirata vada segnalata: usare il giusto articolo è anche una indicazione di pronuncia utile.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9373
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » gio, 13 lug 2006 17:33

Escludendo forme assurde come il/la Hildebrandslied (!), tra l’Hildebrandslied e lo Hildebrandslied in rete prevale il secondo (il che è rassicurante :)).

pocoyo
Interventi: 151
Iscritto in data: mer, 07 giu 2006 16:51

Intervento di pocoyo » lun, 25 set 2006 11:12

Che ne pensate d’una lista di valide grammatiche di lingue straniere? Segnalo questa ottima grammatica tedesca ad opera dell'università di Venezia che segue con attenzione tutti gli aspetti della lingua:

http://venus.unive.it/tinrete/tedescoin ... 2/0201.htm

Qualcuno ne conosce alcuna buona di Francese?

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9373
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » ven, 08 dic 2006 23:45

Segnalo questa pagina, che rimanda a vari dizionari.

Avatara utente
Marco1971
Moderatore
Interventi: 9373
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 13:37

Intervento di Marco1971 » mar, 15 mag 2007 18:57

Segnalo anche questo sito che a prima vista appare interessante.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Avatara utente
giulia tonelli
Interventi: 370
Iscritto in data: mar, 12 lug 2005 10:51
Località: Stoccolma

Intervento di giulia tonelli » ven, 18 mag 2007 14:33

il sito proposto da Marco ha scritto: In ambito linguistico vengono individuati due tipi di errore:
  • * errori di produzione o lapsus: sono quelli non intenzionali, che presuppongono, da parte del parlante, la conoscenza della forma corretta. In questo caso si registra, da parte di chi sbaglia, la capacità di correggersi da solo.
    * errori di apprendimento: sono quelli che derivano da un'effettiva ignoranza della forma corretta, e sono, per chi li commette, forme corrette a tutti gli effetti.
Secondo me c'è un altro tipo di errore: l'errore consapevole. E' l'errore di chi sa che sta usando una forma scorretta, lo sa prima di farlo, ma sceglie di farlo lo stesso, per i più svariati motivi. A me per esempio piace usare certe forme scorrette tipiche della Liguria, perché mi piace ricordarmi delle mie origini. Tipicamente, ed è un francesismo, si usa "C'è" seguito da un soggetto plurale ("C'è le nuvole"), oppure si usa il partitivo dove non bisognerebbe ("Non c'è più di pomodori"). So benissimo che sono forme sbagliate, e non le userei mai in contesti ufficiali, ma mi fanno sentire a casa, fanno parte del mio modo di essere. Il risultato è che io potrei ben correggermi da sola, ma non voglio.
Secondo me molta gente usa i forestierismi con un meccanismo simile a questo (non per le stesse ragioni, ovviamente).

Avatara utente
Incarcato
Interventi: 900
Iscritto in data: lun, 08 nov 2004 13:29

Intervento di Incarcato » ven, 18 mag 2007 14:49

Quello cui lei allude appartiene piú all'àmbito delle figure retoriche che a quello degli "errori".
Quest'uso di espressioni dialettali nella lingua si chiama glossa, che se viene troppo insistita sfocia nel barbarismo.

Avatara utente
giulia tonelli
Interventi: 370
Iscritto in data: mar, 12 lug 2005 10:51
Località: Stoccolma

Intervento di giulia tonelli » ven, 18 mag 2007 15:48

A me "c'è le nuvole" sembra un errore, non una figura retorica. A meno che non inseriamo l'inconsapevolezza nella definizione del concetto di "errore", ma mi parrebbe arbitrario. Quello che volevo dire, infatti, e' che esistono anche gli errori linguistici consapevoli, e che forse questi plasmano la lingua ancor piu' di quelli inconsapevoli. E volevo anche dire che secondo me i forestierismi potrebbero inserirsi in questo contesto.

Avatara utente
Incarcato
Interventi: 900
Iscritto in data: lun, 08 nov 2004 13:29

Intervento di Incarcato » ven, 18 mag 2007 15:56

Ma non diceva che c'è le nuvole è una forma ricalcata sul dialetto ligure? La glossa è appunto (dal De Mauro) una locuzione rara, arcaica o dialettale. Non le pare riconducibile?

Intervieni