«Follower»

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama » dom, 01 set 2013 17:11

Uhm, non basterebbe sostituire «1 following» con «1 [utente] seguíto» e «71.686 follower» con «71.686 [utenti] lo/la/ti seguono»? :)

valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » dom, 01 set 2013 20:47

Souchou-sama ha scritto:Uhm, non basterebbe sostituire «1 following» con «1 [utente] seguíto» e «71.686 follower» con «71.686 [utenti] lo/la/ti seguono»? :)
In questo caso sì.
Il problema si pone più quando qualcuno afferma di essere follower di tizio.
"Seguace" suggerisce troppo l'idea di essere d'accordo con tizio.

Per me "seguitore" sarebbe la traduzione migliore.
Non mi pare un problema il fatto che sia poco produttivo il suffisso "-tore".
E' comunque estremamente diffuso e quindi chiaro.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » dom, 01 set 2013 21:07

Souchou-sama ha scritto:Uhm, non basterebbe sostituire «1 following» con «1 [utente] seguíto» e «71.686 follower» con «71.686 [utenti] lo/la/ti seguono»?
Scritto l’intervento precedente, mi sono accorto che il mio discorso cadeva nell’altra trappola, quella del «non c’è altra scelta»: sostituire following e follower con traducenti naturali non è impresa impossibile. Ma contavo sulla Sua risposta, che mi soddisfà. :)
valerio_vanni ha scritto:In questo caso sì.
Il problema si pone più quando qualcuno afferma di essere follower di tizio.
In realtà, come abbiam detto su, è un problema di semplicissima soluzione: se Tizio è follower di Caio, Tizio segue Caio (magari si potrà precisare: su Twitter). :)

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Souchou-sama
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Intervento di Souchou-sama » dom, 01 set 2013 21:48

Grazie, Ferdinand. :) Ovvía, caro Valerio, che cosa Le sembra piú naturale? «Oh, lo sai che sono follower/seguace/seguitore del Papa [su Twitter]?» oppure «Lo sai che seguo il Papa [su Twitter]?», come giustamente ribadiva Ferdinand?

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Intervento di Animo Grato » dom, 01 set 2013 23:09

La seconda che hai detto. :wink:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Intervento di Souchou-sama » lun, 02 set 2013 0:50

«La risposta è dèntro di te — e però è sbajjada.» :D

valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » lun, 02 set 2013 2:42

A me suonano bene entrambe le forme, e mi piacerebbero tradotte entrambe.
Usare solo la seconda sembra una forzatura mirata all'evitare di tradurre il termine.

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Intervento di Souchou-sama » lun, 02 set 2013 3:45

Caro Valerio, Le sfugge il punto fondamentale della questione, ossia che una traduzione parola per parola non sempre è un’operazione lecita. «Tradurre il termine» in senso stretto non è necessariamente la cosa linguisticamente appropriata da fare. Ogni lingua ha una diversa percentuale di sostantivi, aggettivi, verbi e cosí via: è pertanto naturale e ovvio che non sempre un sostantivo si possa tradurre con un altro sostantivo, eccetera. Dato un concetto x, è ben possibile che nella lingua A esso sia espresso da un sostantivo e nella lingua B da un verbo. Quel che Lei propone di fare è di violare le naturali tendenze presenti in una lingua pur di trovare qualche bislacco traducente destinato a restar confinato tra le mura di Cruscate. Troppo spesso, qui, abbiamo agito in questo modo; senza renderci conto, cioè, che se un traducente è davvero difficile da trovare allora probabilmente si sta percorrendo la strada sbagliata, perché un traducente «improbabile» è, per definizione, un traducente che non emerge spontaneamente dalla coscienza linguistica del parlante medio — in altre parole, è un traducente che non userà mai nessuno.
Ma non se la prenda a male: questa vuol esser un’autocritica ancor prima che una critica. :)

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Intervento di PersOnLine » lun, 02 set 2013 10:06

Nella traduzione spagnola non usano seguidor senz'alcun problema?

valerio_vanni
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Intervento di valerio_vanni » lun, 02 set 2013 14:25

Souchou-sama ha scritto:Troppo spesso, qui, abbiamo agito in questo modo; senza renderci conto, cioè, che se un traducente è davvero difficile da trovare allora probabilmente si sta percorrendo la strada sbagliata, perché un traducente «improbabile» è, per definizione, un traducente che non emerge spontaneamente dalla coscienza linguistica del parlante medio — in altre parole, è un traducente che non userà mai nessuno.
Mi trovo d'accordo col discorso in generale, ma non mi sembra che "seguitore" rientri tra i casi improponibili.

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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello » lun, 02 set 2013 16:25

valerio_vanni ha scritto:
Souchou-sama ha scritto:Troppo spesso, qui, abbiamo agito in questo modo; senza renderci conto, cioè, che se un traducente è davvero difficile da trovare allora probabilmente si sta percorrendo la strada sbagliata, perché un traducente «improbabile» è, per definizione, un traducente che non emerge spontaneamente dalla coscienza linguistica del parlante medio — in altre parole, è un traducente che non userà mai nessuno.
Mi trovo d'accordo col discorso in generale, ma non mi sembra che "seguitore" rientri tra i casi improponibili.
Abbiamo parlato di queste cose tante volte, ma vedo che valerio_vanni ci segue da appena un anno, e repetita iuvant, quindi mi permetto qualche ulteriore considerazione in merito sperando di non annoiare chi ha già sentito parte questi argomenti.

Esistono due aspetti: uno concerne l'indebolita capacità degli italiani - soprattutto di alcuni gruppi (p. es. giovani [ma non sempre], informatici) - di assimilare e adattare, per cui tanti trovano naturale usare il termine inglese (come in tanti altri casi) e non vogliono sentire parlare di sostituti italiani. Non voglio qui aggiungere altro.

L'altro aspetto riguarda la sostituzione del termine forestiero; perché non c'è subito l'unanimità tra chi rifiuta l'aderenza supina al termine inglese? Anzittuto osserviamo che in inglese il nome dell'agente in genere si forma subito dal verbo con il suffisso -er, tranne che per i nomi derivanti dal latino per i quali si usa -or (p. es., eliminate: eliminator). Quindi il parlante inglese non ha dubbi su come creare il nome dell'agente: follow - follower. E gli italiani quando hanno davanti il concetto espresso da seguire?

Secondo me giova qui richiamare quanto Bruno Migliorini ci ha detto in merito nell'articolo Viveur = vitaiolo? (non mi ricordo se l'abbiamo messo a disposizione in Cruscate). Mentre per i verbi della prima coniugazione il modulo -are:-atore è aperto (ossia, nessuno avrebbe alcun dubbio a creare ad esempio *arabescatore), non così è per i verbi in -ere, dove accanto al modulo normale -itore (battere - battitore ecc.) abbondano le coppie abberranti (come ascendere - ascensore), per cui non si può dal verbo in -ere foggiare subito il sostantivo in -itore: un *gemitore a tanti suonerebbe strano.

Lo stesso, mi sembra, vale per i verbi in -ire: esiste ferire - feritore, colpire - colpitore (che sembrò nuovo e strano al suo primo apparire, come ci dice Migliorini nello stesso articolo) ma anche supplire - supplente, agire - agente, e così via. Il modulo non è aperto, per cui a tanti seguitore sembra strano e soprendente, e allora propongono seguace, che è un altro possible nome di agente. Quindi la creazione del nome di agente per seguire non è automatica per il parlante italiano, e da qui la discussione che ci intrattiene. E ritorniamo al punto che, quando il nome di agente non è immediato, l'italiano presenta subito alla coscienza linguistica del parlante (non di tutti, o forse di pochi) altre soluzioni, come l'uso del verbo, che a me ripeto sembra del tutto naturale e appropriato per esprimere il concetto che ci proviene dall'inglese.
Ultima modifica di Roberto Crivello in data lun, 10 mar 2014 22:25, modificato 1 volta in totale.

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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 02 set 2013 17:01

Roberto Crivello ha scritto:Secondo me giova qui richiamare quanto Bruno Migliorini ci ha detto in merito nell'articolo Viveur = vitaiolo?
Nel rigraziarla per la Sua considerazione, davvero molto interessante, Le chiederei il riferimento bibliografico di quest’articolo.

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Intervento di Roberto Crivello » lun, 02 set 2013 17:21

La lingua italiana nel Novecento, 1990, Le Lettere, Firenze, pp. 243-247

Scrive Migliorini in nota: Pubblicato per la prima volta nella "Cultura", XI, 1932, pp. 825-828, e in più punti ritoccato per la prima edizione di questo volumetto.

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Intervento di Ferdinand Bardamu » lun, 02 set 2013 17:24

La ringrazio. :)

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Intervento di Brazilian dude » lun, 02 set 2013 19:11

Secondo me giova qui richiamare quanto Bruno Migliorini ci ha detto in merito nell'articolo Viveur = vitaiolo? (non mi ricordo se l'abbiamo messo a disposizione in Cruscate).
Qui e qui se n'è discusso.

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