«Scarpetteria»

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Roberto Crivello
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«Scarpetteria»

Intervento di Roberto Crivello » lun, 10 set 2018 17:18

Questo tanto per dire che il mondo gira in tutti e due i sensi. Un gruppo di traduttori verso l'inglese si sta scervellando per trovare come dire scarpetteria in questo contesto: "questo è la scarpetteria di cui avevamo proprio bisogno. Strappate un pezze di pane caldo e preparatevi a immergerlo in salse e sughi..." (riferirsi a questo articolo).

Penso non ci siano dubbi che fare la scarpetta (e ancor di più scarpetteria) non si possa dire concisamente in inglese - né, m'immagino, in tante altre lingue.

Carnby
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Intervento di Carnby » lun, 10 set 2018 17:54

Da me si dice fregà i’ piatto (possibile traduzione: to rub a dish? dish rubbing?). Il termine scarpetta non fa parte della mia competenza nativa e in Toscana, come altre espressioni di parlate differenti, dall’abbiocco alla tetta, dal da mo’ nazionalpopolare all’inciucio politico o amoroso, è stato diffuso dalla televisione.

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Re: Scarpetteria

Intervento di Animo Grato » lun, 10 set 2018 18:51

Roberto Crivello ha scritto:"[Q]uesto è la scarpetteria di cui avevamo proprio bisogno. Strappate un pezze di pane caldo e preparatevi a immergerlo in salse e sughi..."
Ma chi ha scritto l'originale in "italiano"? :roll:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Intervento di Roberto Crivello » lun, 10 set 2018 21:49

Purtroppo è ormai così: prima di fare una domanda, gugolare per vedere se la risposta è già in rete.

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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello » mar, 11 set 2018 2:57

Ho visto che il messaggio di Animo Grato successivo al mio è stato tolto. Lo assicuro che non volevo essere scortese. Quando ho scritto l'intervento iniziale, ho inserito la frase rompicapo (per chi traduce verso l'inglese) e poi il riferimento all'articolo della Stampa perché quest'ultimo era stato dato dalla traduttrice nel suo intervento, probabilmente perché parlava diffusamente di questo nuovo tipo di ristorante. Alla domanda successiva "ma chi l'ha scritto", di cui non conoscevo la risposta, ho subito cercato in rete se esisteva la frase incriminata (che a volte non si trova, perché è stato dato da tradurre un documento solo cartaceo o riservato o per altri motivi).

Il mio commento voleva più che altro sottolineare un fatto un po' triste: che la possibilità di trovare tante cose in rete fa perdere i contatti umani. Ancora, ogni tanto, anche a me istintivamente viene di chiedere a un collega quando ho un dubbio, ma mentre pure il collega si scervella, mi viene in mente di guardare in rete, e la risposta sta lì. Senza contare che, a meno che la persona che dà la risposta sia di competenza comprovata, la ricerca in rete permette di verificare su un campione molto più ampio se una determinata risposta è valida. Purtroppo è così.

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