Pagina 1 di 1

‹Ci› per «con lui, con lei, con loro»

Inviato: mer, 22 mag 2019 18:58
di Marco1971
Ste. Gi. ha scritto: mer, 22 mag 2019 18:50 Mi permetto di far notare che molti linguisti sconsigliano l'uso della particella "ci" con funzione pronominale: "ho parlato con lui/lei/loro" è senza dubbio preferibile.
I linguisti «sconsigliano»? Forse quelli di cent’anni fa… ;) Oggi i linguisti non danno consigli, scattano solo fotografie, infatti sarebbe piú acconcio parlare di fotolinguisti. :P

Comunque il ci per «preposizione + lui/lei/loro» è perfettamente corretto. Non ho tempo ora, ma se la cosa interessa, posso fornire illustri attestazioni di tale uso. :)

Re: ‹Ci› per «con lui, con lei, con loro»

Inviato: mer, 22 mag 2019 19:05
di Infarinato
Ste. Gi. ha scritto: mer, 22 mag 2019 18:50 Mi permetto di far notare che molti linguisti sconsigliano l'uso della particella "ci" con funzione pronominale: "ho parlato con lui/lei/loro" è senza dubbio preferibile.
No. Quando significa «con lui, con lei, con loro», l’uso di ci appartiene all’italiano senz’aggettivi. ;)

P.S. Marco mi ha preceduto! :oops:

Re: ‹Ci› per «con lui, con lei, con loro»

Inviato: mer, 22 mag 2019 21:57
di Marco1971
Un solo esempio basta, credo, trattandosi del grande Leopardi (ma si veda anche l’ottocentesca Sintassi del Fornaciari, tuttora utile).

Crederai che ancora non ho potuto parlare a Capaccini? Vi sono stato varie volte ma inutilmente, ed avendogli lasciato detto giorni fa che ci sarei tornato, al mio ritorno mi lasciò detto che aveva già capito, e che non dubitassi. Ciò non ostante non sono tranquillo se non lo vedo e ci parlo, il che spero poter fare a momenti. (Leopardi, Epistolario, 1823)

Re: ‹Ci› per «con lui, con lei, con loro»

Inviato: mer, 29 mag 2019 19:00
di Ste. Gi.
Buonasera a tutti gli utenti collegati e scusate per la replica tardiva.
Sono persuaso che i linguisti evocati dal sottoscritto prima di pronunciarsi “contro” la funzione di “ci” divenuta in corso d'opera oggetto del dibattito, cento anni fa (come suppone Marco 1971) o, forse, in un passato più recente, abbiano scandagliato non solo gli esempi rammentati in questo filone a sostegno della liceità del suddetto pronome in luogo di “con lui/lei/loro”, ma un ventaglio di testi ben più ampio.
Per scongiurare spiacevoli fraintendimenti, ho riletto il mio primo intervento e la convinzione di aver specificato il verbo “sconsigliare”, anziché insinuare concetti più marcati dal punto di vista di un’eventuale presa di posizione, ha trovato conferma. Nessun utente, attivo o meno che sia, ha certamente necessità di affinare la differenza tra lo “sconsigliare qualcosa” e il “bollare quel qualcosa come errato”.
Lungi da me l’intento di veicolare mediante questo forum l’agrammaticalità dell’impiego pronominale in oggetto. Non per indulgere a una riduttiva semplificazione della questione che è venuta a crearsi, ma mi pare che si siano soltanto delineate due mere correnti, entrambe legittime e ben supportate o da illustri letterati e attuali grammatiche o da taluni studiosi del ramo, innegabilmente di ispirazione purista.
Chiuso il filone, ognuno di noi riprenderà possesso della propria formazione e delle proprie preferenze e scelte d’uso, libero di abbracciare questo o quel suggerimento, oppure di assecondare questo o quel modellamento della lingua italiana: materia in continua evoluzione, come ogni altro apparato semantico.
Se, da una parte, è consentito promuovere (o comunque non osteggiare) il nostro “ci” come pronome di terza persona singolare e plurale; dall’altra sarà consentito tenersene a debita distanza.
Un saluto a tutti e viva la libertà… di pensiero.

Re: ‹Ci› per «con lui, con lei, con loro»

Inviato: mer, 29 mag 2019 19:32
di Marco1971
Ho riletto anch’io il suo primo intervento, e devo confessare di non aver trovato evocazione del nome di alcun linguista (né dell’opera in cui è prodigato il consiglio di evitare il ci per «con lui/lei/loro»). Potrebbe cortesemente fornirci queste informazioni?

Poi naturalmente – e questo l’ho sempre detto e ripetuto – ognuno, nel proprio uso della lingua, si regola come preferisce (entro gli ovvi limiti della grammaticalità, dell’acconcezza di registro, ecc.). Sarebbe tuttavia interessante conoscere i criteri che hanno indotto i linguisti a cui lei si riferisce a sconsigliare l’impiego di simile costrutto.