«Deepfake»

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Berardinelli Giorgio
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«Deepfake»

Intervento di Berardinelli Giorgio » gio, 26 set 2019 22:07

Dalla voce di Wikipedia:

«Il deepfake è una tecnica per la sintesi dell'immagine umana, basata sull'intelligenza artificiale. È usata per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali, tramite una tecnica di apprendimento automatico, conosciuta come rete antagonista generativa»

In questi ultimi giorni il termine è divenuto particolarmente virale; credo, pertanto, nell'impellenza di coniare un traducente appropriato.

Che ne dite? :D

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Re: «Deepfake»

Intervento di G. M. » gio, 26 set 2019 22:27

Stamattina mi hanno segnalato questo articolo di Gramellini sul Corriere, in cui glossa l'anglicismo con profondo falso (presumo per assonanza col filme Profondo rosso di Dario Argento; mi sembrerebbe più idiomatico dire falso profondo).
In spagnolo si dice ultrafalso.

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Ferdinand Bardamu
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Re: «Deepfake»

Intervento di Ferdinand Bardamu » gio, 26 set 2019 23:08

Ultrafalso mi piace, è breve ed efficace; un’alternativa piú lunga e didascalica potrebbe essere falso iperrealistico.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Roberto Crivello » gio, 26 set 2019 23:45

Ma coniare qui un traducente appropriato serve a ben poco. Quello che occorrerebbe fare, tanto per iniziare, sarebbe modificare il titolo della pagina italiana di wikipedia. Registrarsi per apportare modifiche non è difficile, io ogni tanto nelle mie ricerche quando vedo qualcosa che non mi piace - non necessariamente terminologia, potrebbe essere qualcosa di stilistico o grammaticale - intervengo, mantenendo la misura ovviamente, anche per mancanza di tempo. Naturalmente, e sopratutto per il titolo di una pagina, bisogna motivare la modifica fatta, che sarà esaminata da altri in wikipedia, con argomenti e pezze giustificative convincenti. Se si è persuasivi, le modifiche rimarranno e chi visualizzerà la pagina italiana di wikipedia leggerà profondo falso (o altro) anziché deepfake. E forse gradualmente la sostituzione si propagherà.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 27 set 2019 0:19

Ha ragione; la parola, però, è di recente introduzione e quindi non si è ancora affermato un traducente. Come dice giustamente lei, la modifica dei nomi delle voci è vagliata con attenzione dalla comunità di Wikipedia, per cui è necessario che la parola che scegliamo abbia una giustificazione solida. Quale traducente scegliere, dunque?

La voce spagnola riporta il già citato ultrafalso; la francese, invece, hypertrucage ossia, se non erro, qualcosa come iperfalsificazione. Mi farei ora una domanda: profondo falso, ultrafalso, iperfalsificazione, falso iperrealistico, qual è la migliore tra queste proposte (ammesso che non ce ne siano altre) e quali potrebbero essere le «pezze giustificative convincenti» per i moderatori di Wikipedia?

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Re: «Deepfake»

Intervento di Roberto Crivello » ven, 27 set 2019 0:57

In prima battuta sceglierei profondo falso, primo perché ci si appoggia alla scelta di un giornalista noto di un quotidiano diffuso e quindi la proposta assume più peso, secondo perché si potrebbe citare il suggestivo richiamo al film di Dario Argento sopra menzionato.

Comunque penso che la strada sia in salita perché essendo una parola che ha dietro di sé una tecnologia complessa, è termine «tecnico» e i tecnicismi sono recalcitranti alla traduzione o all'adattamento. Si potrebbe controbattere che prestandosi a ramificazioni satiriche e quindi tendendo a diventare virale, la parola perde un po' delle sue connotazioni tecniche e ne assume di più generali, che fanno diventare più confacente un termine italiano perché maggiormente alla portata del largo pubblico.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Berardinelli Giorgio » ven, 27 set 2019 6:31

Si potrebbe pure ragionare su un accrescitivo come «ingannone». Verrebbe dal nulla (da Cruscate :wink: ), ma il significato sarebbe totalmente carpito.

A volte è meglio evitare il mero calco: l'italiano dovrebbe far proprie talune espressioni. Se solo esistesse un giornalista abbastanza ardito, non si sarebbe limitato a trasporlo, ma avrebbe almeno preso in considerazione l'ipotesi di mettere in pratica gli strumenti della lingua. E quell'«-one» finale rende bene l'idea di deep.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 27 set 2019 11:47

Berardinelli Giorgio ha scritto:
ven, 27 set 2019 6:31
Se solo esistesse un giornalista abbastanza ardito…
Si è, in parte, risposto da solo: traducenti fantasiosi come il suo hanno successo, se ce l’hanno, in quanto proposte d’autore. Come quella, assai piú banale, di Gramellini.

Sul calco ho qualche dubbio anch’io, perché la parola inglese è deepfake, una parola macedonia creata a partire da deep learning e fake, non deep fake, dunque profondo falso è una pseudo-traduzione letterale. Ma se abbandoniamo queste preoccupazioni filologiche, la suggestione filmica di profondo falso — che Gramellini ha usato nel titolo! — potrebbe aiutare il traducente ad attecchire.

Concordo, comunque, con Roberto: la popolarizzazione di questa tecnologia faciliterebbe la diffusione di alternative italiane, percepite come «meno tecniche» rispetto al termine inglese.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Berardinelli Giorgio » ven, 27 set 2019 17:51

Ferdinand Bardamu ha scritto:
ven, 27 set 2019 11:47
Berardinelli Giorgio ha scritto:
ven, 27 set 2019 6:31
Se solo esistesse un giornalista abbastanza ardito…
Si è, in parte, risposto da solo: traducenti fantasiosi come il suo hanno successo, se ce l’hanno, in quanto proposte d’autore. Come quella, assai piú banale, di Gramellini.
Non mi pare di aver esteso quesiti: ho esposto un pensiero, il cui carattere paradossale era tutto voluto. E infatti, andando un po' fuori tema, dico che il problema, oltre a quello di carattere banalmente filologico e oltre a quello (conseguente e non banale) di un calco troppo anglicizzante, è anche, e soprattutto, il fatto che la 'proposta' di Gramellini non è affatto una proposta, ma, piuttosto, una scelta comunicativa, non meglio dettata da un particolare amore per la lingua.

Benché sia certo dell'esistenza di molti altri casi analoghi, ci tengo comunque a sollevare inter nos il problema, giacché non è affatto detto che una 'proposta' di un giornalista di vaglia possa avere più possibilità di affermarsi, se non appunto per vie indirette (e assai vincolanti), che seguano il tipico schema: articolo di Gramellini → autore di vaglia → giustificazione appetibile per una modifica su Wikipedia → maggior visibilità del termine italiano → maggior possibilità di affermazione del termine italiano. E poi? Tutto questo per cosa? Ognuno di noi sa che una proposta simile sarebbe stata la prima ad essere scartata qui sul fòro. E questo proprio per il fatto che non voleva essere una traduzione, ma un fortunoso gioco di parole finalizzato a se stesso.

Allora sollevo un'altra questione: davvero ci siamo ridotti a dipendere dal gusto di qualche giornalista casualmente famoso? Davvero siamo incastrati in questo vizioso circolo delle citazioni?

Meditiamo amaramente.

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Re: «Deepfake»

Intervento di Roberto Crivello » ven, 27 set 2019 23:46

Ah be', se uno vuole giocare a fare onomaturgia, in questa sede troverà centinaia di esempi in cui molti degli utenti si sono cimentati - e alcuni continuano imperterriti a farlo - in questa attività, divertente se praticata dilettantisticamente, così a tempo perso, ben più difficile se ci si prefigge di coniare effettivamente un possibile sostituto di un forestierismo, come ci mostra l'onomaturgo per eccellenza Bruno Migliorini nelle sue opere.

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Re: «Deepfake»

Intervento di marcocurreli » sab, 28 set 2019 0:47

Un semplice "falso video" non andrebbe bene? Oppure riutilizzare il vecchio "videomontaggio", che va bene comunque, indipendentemente dalla tecnica usata.
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Re: «Deepfake»

Intervento di G. M. » sab, 28 set 2019 9:58

Parlando genericamente, andrebbe benissimo; il problema sorge quando bisogna trattare di questa tecnica in particolare. Allora diventa necessario avere termini specifici.

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Re: «Deepfake»

Intervento di marcocurreli » sab, 28 set 2019 15:23

Se si deve indicare solo la tecnica, il termine più acconcio, tra quelli sin qui proposti, mi sembra "falso iperrealistico".
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Re: «Deepfake»

Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 02 ott 2019 22:50

Berardinelli Giorgio ha scritto:
ven, 27 set 2019 17:51
E infatti, andando un po' fuori tema, dico che il problema, oltre a quello di carattere banalmente filologico e oltre a quello (conseguente e non banale) di un calco troppo anglicizzante…
Mah, guardi, la questione «filologica», come l’ho definita, per quanto le possa parere banale, ha conseguenze sulla scelta del traducente. Quello che apparentemente è un calco formale, profondo falso, in realtà è un fraintendimento della composizione della parola di partenza, di là dal fatto di essere una traduzione pedissequa dell’inglese (cosa che, a dirla tutta, mi pare qui di secondaria importanza). È «profonda» la tecnologia grazie alla quale viene realizzato il falso, non il falso stesso. Meglio allora cercare soluzioni diverse: ultrafalso e iperfalsificazione, coi loro prefissi elativi, rendono l’idea d’un falso tanto verosimile da ingannare lo spettatore; la mia proposta, piú semplicemente, fa riferimento al movimento artistico le cui opere erano volte a suscitare una forte illusione di realtà.

Va da sé che, se profondo falso (o falso profondo) si affermasse, lo accoglierei senza star troppo lí a cavillare. Al momento questo mi sembra il traducente che ha piú probabilità di diffondersi (in ispecie nella pigra traduzione letterale, con l’aggettivo preposto), soprattutto come chiosa — a dir vero assai poco esplicativa — all’anglismo, perché non richiede grandi sforzi e chiunque lo può creare. Delle altre proposte, l’unica usata in riferimento al deepfake è falso iperrealistico, ma le sue occorrenze in Rete sono limitate a un cinguettio in un filone proprio sul filmato mandato in onda da Striscia La Notizia, e a un articolo del giornalista Paolo Attivissimo, che ne parlò in tempi non sospetti.

In quanto al resto del suo discorso, certo, l’uso di un certo traducente da parte di un personaggio famoso (un giornalista, uno scrittore, un conduttore, un «intellettuale», ecc.) non è affatto una condizione affinché esso si affermi. Si è parlato d’un giornalista come Gramellini perché la sua notorietà, stando alle limitate informazioni a nostra disposizione nella presente discussione, è parsa lí per lí il sostegno piú solido per giustificare il traducente presso la comunità di Wikipedia. Allo stato attuale mi sembra che la popolarizzazione di questo tipo di immagini e video sia ancora in fase iniziale. È questo il momento adatto per un intervento del Gruppo Incipit, che dovrebbe agire senza por tempo in mezzo: gli esperti che compongono il gruppo dovrebbero cavalcare l’onda dell’attualità per dare maggiore risalto alla loro proposta di traduzione. Lo faranno? :roll:

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Re: «Deepfake»

Intervento di Carnby » gio, 03 ott 2019 14:25

Ferdinand Bardamu ha scritto:
mer, 02 ott 2019 22:50
[...] gli esperti che compongono il gruppo dovrebbero cavalcare l’onda dell’attualità per dare maggiore risalto alla loro proposta di traduzione. Lo faranno?
È una domanda retorica, vero?

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