Visto che si risolleva la discussione, provo a dare il mio contributo.
Mi sembra che il problema sia associare la parola
Bengala alla parola bengalese
Bangla (nel senso geografico), precludendosi di usarla per
Bangladesh, sul modello della distinzione che si fa in inglese tra
Bengal e
Bangladesh.
Ora, da un punto di vista puramente etimologico le due parole bengalesi
Bangla (di nuovo, ignorando i significati non geografici) e
Bangladesh si equivalgono. L’uso moderno di
Bangladesh, a differenza dell’antichissimo
Bangla, è dovuto agl’intellettuali bengalesi del secolo scorso, in particolare Tagore, che la usò nel canto
Aji Bangladesher Hridoy, scritto nel 1905 contro (!) la scelta del governo inglese di dividere il Bengala in una parte mussulmana e in una indú. Per un cinquantennio, fino all’indipendenza bengalese, la parola venne usata per indicare indistintamente il territorio di lingua bengalese. È anche vero che, oggi,
Bangladesh viene usato perlopiú per lo stato sovrano, che però fu chiamato cosí per affermare la propria identità bengalese nei confronti del resto del Pachistan, non certo in opposizione al Bengala indiano! Insomma, la distinzione è avvenuta in modo arbitrario, tra due parole che erano sinonimi, sulla scia dell’uso burocratico; la nostra non è di certo una lingua di lavoro nella zona, quindi non vedo perché la distinzione dovrebbe estendersi all’italiano.
Bengala e
bengalese sono le parole usate da sempre in italiano e tutti, piú o meno, le hanno sentite o lette almeno una volta, un po’ per Salgàri un po’ perché il golfo (o la «baia»

) del Bengala campeggia bello grosso sui planisferi. Perché un nuovo conio?
Quando occorre disambiguare si potrà poi dire
Bengala orientale,
Repubblica del Bengala ecc. D’altronde nemmeno nel caso analogo della Moldavia (la Repubblica di Moldavia si chiama cosí pur occupando solo la metà orientale della regione che le dà il nome, mentre la metà occidentale è parte della Romania) si creano mai insormontabili ambiguità e all’occorrenza s’usano soluzioni analoghe a quelle appena menzionate.
Insomma, non c’è davvero motivo d’essere rigidi. È un fatto comune che uno stato includa nel proprio nome ufficiale un riferimento geografico a una regione che non combacia esattamente col proprio territorio, credo che a tutti sia capitato di sentir dire
Europa per
Unione europea senza che a nessuno venisse in mente di coniare degli assurdi
*Europia o
*Unionia per scongiurare le fatali ambiguità.
P.s. Io personalmente uso da un po’
Bengala e
bengalese e non ho mai avuto problemi, né a farmi capire né d’ambiguità con lo stato indiano.
P.s.s. Preciso che non conosco il bengalese, mi sono informato in Rete, perlopiú su fonti in lingua inglese, prendete quanto scritto nel terzo paragrago con una buona dose del proverbiale sale.