Ancora su *«de il» etc.

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Marco1971
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Re: Ancora su *«de il» etc.

Intervento di Marco1971 »

Per quanto mi riguarda, caro Millermann, temo di deluderla: mi sembra un’inutile complicazione, e basta scrivere «nei Promessi sposi». Persino nei pronomi allocutivi di cortesia, la maiuscola interna, se ancora resiste nello scritto molto formale e burocratico, nell’uso comune tende a scomparire (...mi scusi se le scrivo per chiederle un parere...), perché non risulta necessaria a disambiguare alcunché.

Piú in generale, qualsiasi tipo di «riforma ortografica» (anche utile, come l’introduzione sistematica del segnaccento sulla vocale tonica delle parole non piane) s’infrange contro la lunga consuetudine oculare dei parlanti. Per fare un esempio concreto, la riforma francese (ufficiale) del 1990 ha tuttora scarso seguito (e se io scrivessi ognon invece di oignon [«cipolla»], mi darebbero dell’ignorante, benché sia scrizione ammessa).

Forse si dimentica talvolta che la lingua rappresenta, per ognuno di noi, una cosa in realtà molto intima, e un cambiamento nell’aspetto delle parole si traduce, spesso in modo inconscio, in una sorta di violazione di questa intimità: il regno riposto in cui riconosciamo la nostra storia personale contessuta alla lingua, attrice e testimone di tutte le nostre interne vicende.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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G. M.
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Re: Ancora su *«de il» etc.

Intervento di G. M. »

Millermann ha scritto: sab, 25 lug 2020 15:24 M'inserisco in questo ormai "classico" filone perché vorrei sottoporre alla vostra attenzione una proposta (pensata per caso e forse un po'... eccentrica :P) rispetto alla quale mi piacerebbe conoscere la vostra opinione. [...]
Qualche tempo fa avevo vagheggiato una soluzione simile, che però faceva uso del corsivo anziché della maiuscola. Si sarebbero avute così le preposizioni articolate scritte per metà in tondo e per metà in corsivo: «L'inizio del giovane Holden», «sul conte di Montecristo», «nella coscienza di Zeno» (per un caso come quest'ultimo avevo valutato anche la maiuscola, come propone lei: «nelLa coscienza di Zeno»). Avevo poi desistito perché mi sembrava un uso artificioso, poco naturale, e comunque (come nei primi due esempi) spesso faceva sparire lo stesso la lettera iniziale, quindi non realizzava nemmeno il proprio scopo, cioè mantenere l'integrità del titolo... ma forse, per dettagli come questi, come scrive Marco, è soprattutto un fatto di abitudine. Per me, resta un problema senza soluzioni del tutto soddisfacenti.
valerio_vanni
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Re: Ancora su *«de il» etc.

Intervento di valerio_vanni »

La soluzione della maiuscola e quella del corsivo hanno un problema: non si riescono a esprimere nel parlato.
Avatara utente
Millermann
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Re: Ancora su *«de il» etc.

Intervento di Millermann »

Vi ringrazio per le cortesi risposte. :) Convengo con voi che, vista cosí, sembra un'inutile complicazione, però mi chiedo se non potrebbe rappresentare un'alternativa accettabile anche per coloro che, per necessità o abitudine, continuano a ricorrere alla grafia staccata (che, magari, rappresenta per loro [parte di] quel «regno riposto» in cui inconsciamente si riconoscono di cui parlava Marco). ;)

Inoltre non richiederebbe alcuna «riforma grammaticale», visto che non si contravverrebbe a nessuna delle attuali regole (la preposizione articolata continuando a essere scritta nella sua forma piena). E questa nuova abitudine influirebbe positivamente anche sul parlato, scoraggiando anche quei pochi che avessero ancora la tentazione di pronunciare «de la» con in mezzo una pausa o un colpo di glottide! :P
G. M. ha scritto: lun, 27 lug 2020 13:01 Qualche tempo fa avevo vagheggiato una soluzione simile, che però faceva uso del corsivo anziché della maiuscola.
Sa che non ci avevo pesato? In effetti le due cose potrebbero (e forse dovrebbero) essere combinate: i titoli sono di regola citati in corsivo, e il passaggio da tondo a corsivo nel corpo della parola mi pare piú accettabile, visivamente, se accompagnato alla maiuscola (e viceversa ;)).

A questo punto avrei una domanda per gli esperti, e mi rivolgo in particolare al nostro Marco: sarebbe linguisticamente lecito adottare, di propria iniziativa, una simile scelta morfologica e grafica in un documento? e se sí, fino a quale livello di formalità, e in che tipo di testi? :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
Avatara utente
Marco1971
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Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 12:37

Re: Ancora su *«de il» etc.

Intervento di Marco1971 »

Quanto piú si sale nel grado di formalità, tanto piú viene ridotta la nostra libertà. Nel caso del titolo di opere, ricorrerei in tale sede a formulazioni del tipo «nel romanzo I promessi sposi», «nella poesia La Ginestra», «nella commedia Il berretto a sonagli», ecc., anche se, in un testo molto formale, le occasioni di simili citazioni sono alquanto rare. A un livello di formalità un po’ minore, ad esempio in una tesi di laurea o in un saggio di letteratura, non avrei remora alcuna nello scrivere «nei Promessi sposi», «nella Ginestra», «nel Berretto a sonagli», soprattutto quando il titolo per esteso è stato menzionato in precedenza.

Un espediente grafico come quello da lei prospettato (ma allora preferibilmente con la maiuscola iniziale in corsivo, come suggerito da G. M.) potrebbe anche figurare in una tesi di laurea se annunciato e giustificato nell’introduzione o nelle avvertenze. Per il resto, nel proprio uso personale, si ha ampia libertà di indulgere a abiti linguistici personali, se ciò non crea difficoltà interpretative per il destinatario.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Avatara utente
G. M.
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Re: *«De non»

Intervento di G. M. »

Infarinato ha scritto: ven, 10 lug 2020 14:39 Stamani alla radio ho sentito un davvero mirabile «[Vi lascio all’ascolto] *de Non è un Paese per giovani». Senza parole. :roll:
Vi riporto questa "perla" (da un libro della Bompiani) perché mi fa quasi ridere: «[Un dato elemento fiabesco si trova], più alla lontana, ne Die Kristalkugel (La sfera di cristallo) dei fratelli Grimm». :lol:
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