«Allerta»

Spazio di discussione su questioni di fonetica, fonologia e ortoepia

Moderatore: Cruscanti

l'italiana
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«Allerta»

Intervento di l'italiana »

Buongiorno a tutti.
All'erta si legge all'érta (con la e chiusa) essendo un'eccezione del gruppo -erto -erta che invece normalmente si legge con la e aperta (es: cèrto). Allerta è variante di all'erta. E fin qui non penso d'avervi raccontato nulla di nuovo :D
Nel De Mauro viene riportata allérta ma anche allèrta. Qualcuno saprebbe spiegarmi il perché di questa seconda opzione? Ho controllato nel DOP: la voce è registrata solo come "allérta".

Grazie in anticipo per le vostre opinioni.
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bubu7
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Intervento di bubu7 »

Ciao, italiana. :)

Allèrta è, secondo il DiPI, la pronuncia moderna: la più diffusa e consigliabile; allérta è la pronuncia tradizionale e, per questo, l'unica riportata dal DOP, più conservatore e molto restio a indicare varianti di pronuncia. Naturalmente non erra chi preferisce adottare la variante tradizionale.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Una curiosità: in un altro filone avevo notato la pronuncia zènzero, in un recente doppiaggio. È anch’essa pronuncia moderna?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
l'italiana
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Intervento di l'italiana »

Grazie Bubu per la spiegazione. :D Purtroppo non sono in grado di rispondere alla domanda di Marco! :roll:
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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

Marco1971 ha scritto:Una curiosità: in un altro filone avevo notato la pronuncia zènzero, in un recente doppiaggio. È anch’essa pronuncia moderna?
Sí.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Grazie. :) Ma questa pronuncia moderna mi piace sempre meno, e per me sarà sempre zénzero e all’érta. Né adotterò mai gli orribili condizionali in -rébbe. :? A proposito, mi confermi che la pronuncia moderna li ritiene preferibili ai tradizionali in -rèbbe?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Infarinato
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Intervento di Infarinato »

Marco1971 ha scritto:…Né adotterò mai gli orribili condizionali in -rébbe. :? A proposito, mi confermi che la pronuncia moderna li ritiene preferibili ai tradizionali in -rèbbe?
No, secondo il Canepàri, -rébbe(ro) è solo «accettabile», quindi non neutra. Moderna e tradizionale hanno entrambe /-'E-/.
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bubu7
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Intervento di bubu7 »

l'italiana ha scritto:Grazie Bubu per la spiegazione. :D
Prego, cara italiana. :)
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič
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Incarcato
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Intervento di Incarcato »

Infarinato, sei sicuro su zènzero? Ho consultato velocemente il DiPI qualche giorno fa, ma mi pareva che la pronuncia neutra fosse ancora quella tradizionale... forse ho visto male? :roll:
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.
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bubu7
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Intervento di bubu7 »

Incarcato ha scritto:Infarinato, sei sicuro su zènzero?
È sicuro, è sicuro... :)
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič
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Incarcato
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Intervento di Incarcato »

Grazie, ne prendo atto. :wink:
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.
l'italiana
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Intervento di l'italiana »

Grazie a tutti. È possibile che abbia sentito dire "dirébbero" da un romano?
Il mio professore è di Roma, e mi pare proprio d'aver notato questo fenomeno di cui parla Marco. Mi pare che l'abbia pronunciata tutta chiusa. Ma non ne sono sicura al 100%...ultimamente faccio molta attenzione al vocalismo ma non potrei giurarci.
fiorentino90
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Re: «Allerta»

Intervento di fiorentino90 »

l'italiana ha scritto: Ho controllato nel DOP: la voce è registrata solo come "allérta".
Perché è l'unica pronuncia corretta. Me lo hanno insegnato corsi di dizione e doppiatori. De Mauro la potrà pure riportare come alternativa ed il Canepàri la potrà pure consigliare come prima pronuncia nella sua dizione moderna, ma si dice all'érta. Comunque, il DOP è meno rigido di quanto si pensi. Accètta, infatti, anche pronunce come Règgio (le scuole di dizione insegnano solo Réggio) ed il fatto che non abbia inserito all'èrta come seconda possibilità significa che non è per nulla accettabile la pronuncia di questo termine con la e aperta.
Carnby
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Re: «Allerta»

Intervento di Carnby »

fiorentino90 ha scritto:Perché è l'unica pronuncia corretta.
Mi pare d'aver sentito «stare all'èrta da qualcuno (la pronuncia spontanea qui è allérta/all'érta) e credo che l'abbia fatto per distinguerlo da «stare all'Érta» che è una frazione del comune di Montelupo Fiorentino. :)
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Zabob
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Intervento di Zabob »

Ma il sost. allerta è maschile o femminile? Mi pare che nei notiziari e sui bollettini non si sappiano decidere. I risultati di qualche ricerca su Google con le formule che mi paiono più frequenti:
  • "prorogato/a l'allerta": 7080 maschile, 15400 femminile
  • "esteso/a l'allerta": 45900 maschile, 1590 femminile
  • "diramato/a l'allerta": 8380 maschile, 10300 femminile
  • "dichiarato/a l'allerta": 497000 maschile, 20200 femminile
  • "cessato/a allerta": 4770 maschile, 212000 femminile
Per i dizionari in rete è solo femminile, tranne per il De Mauro e il DOP che prevedono anche il genere maschile. Forse chi scrive "dichiarato l'allerta" sottintende "[stato di] allerta". Anch'io prima di pormi la domanda lo "sentivo" come maschile (come "allarme" per esempio, che ha un'origine simile).
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)
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