«Riguardo a»

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Marco1971
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«Riguardo a»

Intervento di Marco1971 » ven, 21 set 2007 18:55

Ne abbiamo sicuramente trattato qua e là, ma siccome ultimamente s’è parlato di traduzione tecnica, vorrei sottoporre all’attenzione di tutti quelli che ci seguono questa frase tratta dall’interfaccia di Spybot (programma peraltro utilissimo ed efficacissimo):
Utilizzare questa opzione se si vogliono prelevare nuove versioni di Spybot – Search & Destroy e per informarsi sulle novità riguardo il programma.
Occorre sottolineare ancora una volta che in italiano si dice riguardo a e che di questa preposizione non si può fare a meno se non s’intende commettere un errore.

Che poi, oltre a ignorare questo, chi ha tradotto usi perfino l’accento grave su (invece dell’ormai universalmente riconosciuto ) è davvero sorprendente (preciso che non si tratta d’occorrenze isolate che potrebbero far pensare a refusi).

Ebbene, a questo punto, mi domando quanti traduttori davvero capaci ci siano in giro, a parte, naturalmente (e non è un complimento gratuito), Roberto Crivello.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Federico
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Intervento di Federico » dom, 23 set 2007 0:45

L'autore di questi errori piú che un traduttore sarà un informatico o al massimo una persona qualunque che apprezza il programma e ha voluto contribuire in qualche modo.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 23 set 2007 1:33

Mi piacerebbe avere il parere di Roberto Crivello su tale affermazione. Non credo che chiunque possa tradurre un programma. Ma non so.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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umanista89
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Intervento di umanista89 » dom, 04 nov 2007 13:46

Colgo l'occasione per sottoporre un altro quesito affine. È lecita l'espressione (di cui è ormai invalso l'uso) «a riguardo», o si può dire solo «al riguardo»?

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » dom, 04 nov 2007 15:14

Non è (ancora?) lecita. Ne avevamo parlato qui.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

PersOnLine
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Intervento di PersOnLine » mar, 21 giu 2016 22:45

Segnalo questa risposta della Crusca: Riguardo a qualcosa o riguardo qualcosa.

Mi lascia decisamente perplesso la chiusura:
Patota ha scritto:Finché le proporzioni numeriche fra il tipo riguardo a x e il tipo riguardo x saranno queste, sarà lecito considerare corretto soltanto il primo; ma se, fra qualche anno, l’incidenza del secondo dovesse crescere, grammatici e lessicografi dovranno prenderne atto e considerare ammissibili entrambe le costruzioni.

Insomma, della serie: "fate un po' come volete [tanto fra un po' sarà sdoganato comunque]".

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Intervento di Animo Grato » mer, 22 giu 2016 15:27

PersOnLine ha scritto:Mi lascia decisamente perplesso la chiusura:
Patota ha scritto:Finché le proporzioni numeriche fra il tipo riguardo a x e il tipo riguardo x saranno queste, sarà lecito considerare corretto soltanto il primo; ma se, fra qualche anno, l’incidenza del secondo dovesse crescere, grammatici e lessicografi dovranno prenderne atto e considerare ammissibili entrambe le costruzioni.

Insomma, della serie: "fate un po' come volete [tanto fra un po' sarà sdoganato comunque]".
È l'eterna contrapposizione tra la democrazia (decide la maggioranza) e l'aristocrazia (decidono i migliori, ovvero - manzonianamente - le classi colte). :evil:
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 22 giu 2016 15:38

O tra uso puro e semplice e buon uso. Un conto è dire che un errore comune non è piú un errore, un altro che tra due varianti non sia possibile, consentito o conveniente trovare la migliore.

Il Patota pare suggerire questo: che, qualora riguardo x avesse un congruo numero di attestazioni in Rete, potremo usare l’uno o l’altra forma indifferentemente. Ma cosí facendo si afferma che la lingua viva ha la preminenza su tutto, anche su secoli di tradizione letteraria. :?

Carnby
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Intervento di Carnby » mer, 22 giu 2016 15:45

Animo Grato ha scritto:È l'eterna contrapposizione tra la democrazia (decide la maggioranza) e l'aristocrazia (decidono i migliori, ovvero - manzonianamente - le classi colte).
Qualsiasi applicazione di concetti politico-sociali alla linguistica ha effetti disastrosi.
Ferdinand Bardamu ha scritto:Ma cosí facendo si afferma che la lingua viva ha la preminenza su tutto, anche su secoli di tradizione letteraria.
Appunto, il problema è proprio questo: come coniugare l'importanza dell'uso vivo della lingua con la tradizione normativa letteraria?

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » mer, 22 giu 2016 15:56

Se mi chiede un piano d’azione dettagliato, non so risponderle. So solo che l’avalutatività della posizione descrittiva potrebbe portare a uno snaturamento dell’italiano: se vale solo il criterio quantitativo, perché non sdoganare anche il piuttosto che disgiuntivo, che sento sempre di piú, anche da persone vicino a me insospettabili? O qualsiasi anglicismo innecessario, come l’ormai onnipresente news?

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Intervento di marcocurreli » mer, 22 giu 2016 18:54

Bisogna anche ammettere che il mondo è cambiato. Un tempo si parlava per farsi capire, ora per farsi sentire. Che il proprio interlocutore capisca quel che si dice o no non è importante; ma non solo in Italia. Tutto il mondo è paese, un paese con una Torre alta fino al cielo. Prima o poi la Torre crollerà e forse dalle macerie nascerà una nuova lingua.

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lorenzos
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Intervento di lorenzos » mer, 01 ago 2018 14:08

Spero di non attirarmi gli strali di nessuno ma vorrei porre una domanda, non provocatoria ma dettata da semplice desiderio di conoscenza.
Condivido il disagio (ma direi meglio, forse, il disgusto) che provocano frasi come "potremmo andare in albergo piuttosto che in tenda piuttosto che in una casa vacanze" ma confesso che il mio orecchio non si rivolta nell'udire "riguardo la scelta tra la tenda e l'albergo..." anzi mi pare più naturale e spontanea di "riguardo alla scelta" e mi piacerebbe leggere cosa sentono altri forumisti. Grazie.
Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » gio, 02 ago 2018 17:40

Che una forma linguistica paia naturale e spontanea a qualcuno non è, in modo alcuno, garanzia di correttezza.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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GFR
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Intervento di GFR » dom, 12 ago 2018 21:10

Sarà un indice della mia vetustà, però riguardo deve avere la a.
La poesia è sfuggente al comando/ma so che esiste in ciò che mi circonda/timida basta la cresta di un'onda/per dir che l'attimo si sta annunciando/ A volte il lago mi si apre allorquando/nei suoni colgo il suo canto alla sponda/

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lorenzos
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Intervento di lorenzos » gio, 06 set 2018 8:38

Marco1971 ha scritto:Che una forma linguistica paia naturale e spontanea a qualcuno non è, in modo alcuno, garanzia di correttezza.
Gentile Marco, quel qualcuno sembra però essere la netta maggioranza: il noto motore di ricerca dà, per "riguardo la scelta" circa 544.000 risultati, per "riguardo alla scelta" circa 148.000.
(Certo non è l’unico criterio ma, forse tantomeno, l’essere o apparire innaturale e artificiosa, credo. E poi, non è Lei che scrisse “Le regole mutano nel tempo”?)
Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.

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